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Il Commissario Asi Lo Cicero: "gestione a dir poco opaca"

“E' gravissima la richiesta di rinvio a giudizio per abuso di ufficio nei confronti del sindaco di Campofranco Calogero Mazzara e degli ex amministratori dell'Asi di Agrigento Calogero Provenzano, Vincenzo Lo Curcio e Luca Raffo. Se vi sarà il rinvio a giudizio, l'Asi di Agrigento chiederà di costituirsi parte civile per tutti i danni subiti. Inoltre, sto procedendo alla segnalazione alla procura regionale della Corte dei Conti per le ipotesi di danno erariale”. Lo dichiara il commissario straordinario dell'Asi di Agrigento Alfonso Cicero commentando la notizia diffusa da alcuni mezzi di informazione.

 

Tale comportamento è davvero deprecabile sotto il profilo del rispetto ai basilari principi della legalità e, nel contesto dell'azione amministrativa a cui hanno partecipato i predetti ex amministratori, getta un'ombra in ordine alla legittimità di tutti gli atti adottati dall'ex Presidente Catuara e dai disciolti organi consortili. Inoltre – aggiunge - effettuerò ogni necessaria verifica per capire se, al momento dell'esame dei requisiti, gli organi consortili e la vigilanza enti dell'assessorato regionale attività produttive, per le rispettive competenze, hanno accertato scrupolosamente i requisiti dei tre componenti nominati. Essendo infatti, tale esame, una procedura da compiere al fine di tutelare l'interesse pubblico mi riservo fin d'ora – prosegue – di denunciare ogni eventuale omissione o compiacenza”.

“Da un primo esame degli atti consortili che ho effettuato – afferma il Commissario Straordinario - affiora certamente, una gestione dell'Asi di Agrigento a dir poco “opaca” sotto il profilo economico-finanziario. Basti pensare che dagli atti emerge una situazione debitoria che ammonta a circa 4 milioni e 300 mila euro. C'è di più: a fronte di un rapporto creditorio complessivo pari a poco meno di 5 milioni e mezzo la pregressa gestione non ha attuato efficaci e proficue azioni di recupero dei crediti”.

Una situazione difficile testimoniata da un altro episodio: “prima del mio insediamento – rivela Cicero - la banca non ha effettuato un pagamento di circa 200 mila euro a favore di un unico professionista legale per mancanza di copertura finanziaria. Lo “spaccato” delle nomine effettuate senza i requisiti di legge, la disastrosa situazione economica e altro di inquietante che sta emergendo all'Asi di Agrigento, evidenziano un contesto a dir poco allarmante nel merito della trasparenza attuata dagli ex vertici del Consorzio e da alcune aree burocratiche. La mia azione sarà intransigente sotto il profilo della legalità, del contrasto ai perversi intrecci con la mafia, gli affari e la burocrazia malvagia, tenendo sempre stretto il rapporto con le istituzioni e le parti sociali che davvero vogliono contribuire allo sviluppo del tessuto economico-produttivo della provincia di Agrigento, oltre ad assolvere celermente ai compiti di liquidazione dell'Ente che si appresta a transitare al I.R.S.A.P. (istituto regionale sviluppo attività produttive)".