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Precariato, le donne divorziate non hanno sostegno

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Molte mamme divorziate e precarie per crescere un figlio si servono dei nonni. Viviamo in un Paese che non ha risorse a sostegno della maternità. Queste, costrette a spostarsi in tutta l’Italia per un lavoro precario, il più delle volte sono seguite dai nonni.

Altre volte, le precarie atipiche divorziate, sono costrette ad esosi esborsi per nonni-sitter che si occupano dei figli per molte ore della giornata, trasformando la vita dei piccoli in una vera odissea.

Le stesse malpagate, vivono una via crucis, per l’assegno di mantenimento che i padri non versano, per le richieste di un assegno di maternità, per l'assegno di disoccupazione, per le spese sanitarie che non sono coperte dallo Stato e per i contratti in scadenza che continueranno ad esistere, come nel passato fino ai 36 mesi.

La riforma regala solo fumo e sogni irrealizzabili di stabilizzazione, nel privato come nel pubblico. Oggi come ieri, si creano norme da raggirare al fine di sfruttare il lavoratore che diventa precario grazie ai sostenitori della flessibilità, così come per l'apprendistato, che come metodo di formazione, è la riscoperta di un contratto che sfrutta e getta.

Ieri come oggi mancano obblighi e sanzioni certe per le aziende, indiscutibili e impossibili da raggirare, che diano stabilità al lavoratore.

In altri termini nulla cambia per i precari con contratti a tempo determinato, che continueranno ad essere sfruttati, passando da azienda in azienda, nonostante il vecchio limite dei 36 mesi e il tempo indeterminato dominante.

Mentre la flessibilità del lavoro continua a condizionare le scelte personali delle donne, il governo Monti con il Ministro Fornero pensa solo a ridurre il debito pubblico elimina, sostituisce e riduce al nocciolo gli ammortizzatori sociali rivolti al mondo del lavoro, cancella di fatto le tutele della donna, della gravidanza, della maternità, e della malattia.

Qualcuno tolga la spina a questo governo che continua a scaricare sui lavoratori e pensionati i costi della corruzione, della casta politica e dell’evasione fiscale.