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Arnone sulle elezioni: "candidato kamikaze per erodermi voti"

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Intervento di Arnone su Lo Bello e la CGIL, Cusumano, Adragna, Pennica, Luparello, i bàgani: “Basta pulcinellate: le elezioni sono una cosa seria”. Di seguito il comunicato integrale:
"Mariella Lo Bello utile idiota nelle mani di Capodicasa e Di Mauro? Conoscendola e stimandola, sono portato ad escluderlo.”
“La campagna elettorale è stata scambiata da Cusumano, Adragna, Luparello, Pennica e altri ancora per una sagra di Oggi alle comiche.
A questo punto, domani affronterò specificamente questo argomento.

E, nel convocare i giornalisti, alle ore 11,30 al mio studio, intendo fornire qualche spunto relativo alle situazioni più divertenti e. nel caso di Benedetto Adragna, anche tragicomiche. Lo dica con chiarezza, Adragna, che le pulcinellate cui assistiamo da molti mesi sono collegate alle minacce mafiose per aver a suo tempo sostenuto la lista della Margherita che mi ha eletto in Consiglio Comunale.

Da vecchio iscritto alla CGIL, già immediatamente esprimere un giudizio sulla sconcertante ipotesi che Mariella Lo Bello mescoli la sua innovativa gestione del sindacato con le turpitudini, sindacali e politiche, dei grandi traditori dei valori di Pio La Torre. Ovvero, Capodicasa, Di Benedetto, Gambino, e tutti gli altri, ad oggi totalmente sottomessi a Roberto Di Mauro.”

Sarebbe veramente un peccato che Mariella Lo Bello che, appunto, ha operato in modo finalmente dignitoso e innovativo, si prestasse ad essere il cosiddetto “utile idiota”  nelle mani di Capodicasa, Di Benedetto e Di Mauro.

Capodicasa e Di Benedetto non sanno cosa fare per favorire Totò Pennica: la trovata geniale, adesso, è quella di proporre un candidato “kamikaze”, finalizzato a erodermi qualche punto percentuale, per tentare di far arrivare colui che è dato terzo da tutti i sondaggi, al ballottaggio al posto di Arnone.

Escludo che Mariella Lo Bello si presti a una tale, squallida manovra. Ma comunque, se Mariella Lo Bello accettasse, avremmo modo di confrontarci sul vergognoso ruolo all’interno alla CGIL e sui danni e sulle ruberie posti in essere dagli alfieri di Capodicasa contro i lavoratori.

Sarebbe molto interessante discutere con Mariella Lo Bello di Totò Grado e Cassa Edile, di Viviani e IACP, del segretario CGIL Gambino e ville abusive, del capo sindacalista Di Benedetto e compravendite di quadri . E tanto, tanto altro ancora.

Sarebbe finalmente un’occasione per chiarire e ripulire, anche grazie al voto che poi daranno gli elettori, una pagina importante della storia del movimento dei lavoratori ad Agrigento. Ma sono certo che Mariella Lo Bello non si presterà a simili operazioni. E, anzi, prenderà immediatamente le distanze da coloro che ormai, giustamente, sono gli zombies della politica agrigentina, in primis Capodicasa e Di Benedetto.

Domani, in conferenza stampa, avrò modo di illustrare ai giornalisti un altro insegnamento della mia cara nonna di Raffadali. Ovvero, “scura e fudda, ‘u parrinu cipudda”. E il “parrinu cipudda” è oggi Nuccio Cusumano. Qualcuno dovrebbe avere la compiacenza di spiegare a Nuccio Cusumano che il sindaco di Agrigento lo eleggono gli agrigentini. Si vota qui, nella città di Agrigento, non a Sciacca.

A Sciacca, Cusumano controlla il suo voto e, forse, riesce a indirizzare quello di sua moglie e altri amici. Quindi, se vuole, può candidare Totò Pennica a Sciacca. E smetta di prendere Totò Pennica in giro ad Agrigento, creando, come il famoso “parrinu cipudda”, solo grandi confusioni.

Andiamo ad Adragna. Se solo Benedetto avesse il coraggio di ammettere che tutte le azioni apparentemente “pulcinellesche” poste in essere contro di me, da parecchi mesi a questa parte – inclusa quella di aver consentito che ad Agrigento non si aprisse per due anni il tesseramento del nostro Circolo PD – sono frutto delle serissime minacce subite a suo tempo e riconducibili alla mafia, sarebbe più utile per tutti. Ne guadagnerebbe in serietà.

Dico a Benedetto Adragna: è meglio apparire come un uomo serio, semplicemente intimidito da Cosa Nostra, piuttosto che come l’ennesimo “pulcinella” della politica agrigentina che, contro il Partito che lo ha eletto senatore, adesso fa accordi sottobanco con Zambuto.

Chiedo ancora ad Adragna di spiegare ciò che ha voluto dire al sito “agrigentoinformazione.it” di Gerry Gandolfo, quando ha parlato di manovre “per non candidare Luparello”, al fine di colpire lui, Benedetto Adragna. Ricordo che un senatore della Repubblica, tanto più se Questore, è pagato dalla collettività in primis per fare la persona seria.

E domani suggerirò a Totò Pennica di mettere in Giunta Tano Siracusa, e avrò modo di spiegargli le ragioni per cui la fissa di Tano Siracusa di attribuire la priorità assoluta alla demolizione dei piani alti dei palazzi lo ha portato a rompere con me.

E infine, auspico un confronto televisivo (anche) con Piero Luparello, possibilmente sul tema “la politica e la coerenza: perché occorre motivare le scelte che si fanno, per non apparire bannere di cannavazzu”.