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"La dorica Ancon" di Margherita Arancio

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Le origini di Ancona sono ancora un mistero risalgono probabilmente a più di duemila anni, primitive tribù greche di stirpe dorica provenienti da Siracusa s’installarono sulle alture circondanti l’attuale porto, per questa ragione Giovenale, (poeta e retore romano scrittore di satire nacque ad Acquino vicino Frosinone nel Lazio da famiglia benestante vissuto fra l’anno 50 e il 140 d.c.) definì la città “Dorica Ancon”.

I Greci notarono la strana forma di gomito del promontorio e la chiamarono Ankon (che in greco significa gomito). Scoperte di prezioso materiale paleontologico (disciplina che studia i reperti fossili) fa credere che la primitiva Ancona sia stata abitata da popolazioni protovillanoviana (XII-X a.c. età finale del bronzo).

Nel 178 a.c. è la più importante base navale della flotta romana, nel 49 a.c. venne occupata da Cesare dopo il passaggio del Rubicone; nel 551 subbì le orde di Totila ( re degli Ostrogoti); nel 774 venne distrutta dai Saraceni; dopo essere stata occupata dai Francesi nel 1797 divenne repubblica indipendente e l’anno successivo fu incorporata alla repubblica Romana; dopo parecchie dominazioni il 29 Settembre 1860 le truppe Italiane vi fecero ingresso al comando del Genarale Enrico Cialdini.

Ancona subì gravi danni durante la prima e particolarmente nella seconda guerra mondiale ,ma il fervore di rinascita della popolazione accelerarono l’opera di ricostruzione  tanto da essere insigniti con la medaglia  d’oro al valor civile  il 9 ottobre 1960.

Importanti e numerosi sono gli edifici monumentali da ricordare: in primo luogo la basilica di S. Ciriaco (protettore di Ancona),di pietra bianca e rosa,l’arco di Traiano è un capolavoro nel quale si fondono grazia e solennità attribuito ad Apollodoro di Damasco che è lo stesso architetto del foro Romano.

L’arco di Traiano è caretterizzato da un raro senso di euritmia che esprime armoniche proporzioni.

Nel capolouogo delle Marche si ammirano la cinquecentesca loggia dei Mercanti in stile gotico –veneziano, il teatro delle muse di stile neoclassico, il palazzo degli Anziani un edificio austero ripetutamente restaurato, il palazzo del Senato del XII secolo, la Porta Pia una porta di accesso eretta nel 1789 in onore di papa Pio VI dell’architetto Marchioni, la fontana del Calamo o delle tredici cannelle che risale al 1560 ornata di bronzei satiri e fauni; l’anfiteatro Romano I sec.a.c. con annessi edifici termali dove affiorano mosaici; resti del tempio di Venere II sec.a.c..

La città moderna è adagiata su un ampio promontorio che si allunga nell’Adriatico ,il centro è caratterizzato da silenziose piazzette  collegate da caratteristici vicoli ,da tipiche vie medievali e rinascimentali,da tortuose scalinate e da suontuosi palazzi.

Nelle vie principali si osserva un popolo laborioso.Ancona ha una vocazione marinara con attività di cantieri navali che hanno dato un contributo alla costruzione della nostra flotta mercantile e militare.

A una decina di chilometri dal capoluogo ai piedi del Monte Cornero vi è una suggestiva spiaggia, la più bella delle marche quella di Portonovo chiamata“le due sorelle”(due faraglioni).

La prima Domenica di Settembre ad Ancona si celebra la festa del mare che consiste in una processione di centinaia di barche che dal porto vanno verso il largo per onorare i caduti in mare.

Non si puo’ andar via da Ancona senza gustare i vincisgrassi (lasagne) e le sarde impanate e cotte al forno. Da non dimenticare di assaggiare le famosissime olive ascolane e il brodetto di pesce Anconetano che viene cotto in un sugo a base di zafferano,il baccalà in bianco e le famose beccute che sono pagnottine di pane dolce con pinoli e uva sultanina e ancora altre bonta’………. della cucina Marchigiana nonché italiana famosa nel mondo.

Margherita Arancio