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Massoneria e presunte minacce, Arnone denunzia Aldo Capitano

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"Io sottoscritto, avv. Giuseppe Arnone, candidato a sindaco al Comune di Agrigento, rassegno a codesta Procura della Repubblica i gravi fatti, di violenza privata e altro, posti in essere dal dott. Aldo Capitano". Ha deciso di agire in questa maniera il consigliere comunale Arnone a seguito dell'editoriale di Teleacras andato in onda nei giorni scorsi all'interno del telegiornale dell'emittente agrigentina dove si affermava che il dottore Capitano avrebbe richiesto di bloccare una intervista di Arnone mostrando, addirittura, una presunta tessera massonica seguita da una telefonata fatta da Capitano al Maestro Venerabile della Muratoria di riferimento per convincere l'editore Miccichè.

Di seguito il testo del messaggio di Arnone che interamente pubblichiamo:

"La vicenda si ricollega a quanto reso pubblico ieri nell’editoriale di apertura dell’emittente televisiva agrigentina Teleacras. Il giornalista Angelo Ruoppolo ha reso noto ai cittadini il gravissimo episodio, verificatisi venti giorni addietro, nell’ufficio del direttore editoriale di Teleacras, Giovanni Miccichè.

Aldo Capitano ha prima contattato e poi si è recato dal Miccichè, ove ha richiesto – con modalità illecite e rilevanti penalmente – che il Miccichè bloccasse l’intervista di Giuseppe Arnone e le dichiarazioni di quest’ultimo, mediante le quali si rendeva noto alla cittadinanza il “mercato” posto in essere da Aldo Capitano con il consigliere comunale De Francisci, al fine di ottenere nomine presso l’ASP e la Commissione invalidi civili, in cambio della promessa di cinquanta voti. Poiché il telefono di De Francisci era intercettato, l’Autorità Giudiziaria ha registrato la indecente conversazione.

Aldo Capitano chiedeva al direttore editoriale di Teleacras, Miccichè, di non trasmettere le dichiarazioni di Arnone . E, dopo varie insistenze, ottenuta la risposta del Miccichè che ribadiva che a Teleacras non si praticavano censure su fatti di interesse collettivo e che vi era il massimo spazio per Capitano se voleva replicare o chiarire – il Capitano riteneva di proseguire la sua attività illecita prospettando una serie di affermazioni minacciose contro Arnone, esibendo al Miccichè, sempre nell’ambito del disegno intimidatorio, la propria tessera della massoneria e, quindi, procedendo il Capitano a contattare telefonicamente una utenza telefonica.

Alla risposta dell’interlocutore telefonico, il Capitano, in presenza del Miccichè, illustrava al suo interlocutore telefonico la necessità di adottare iniziative in danno all’Arnone, per impedirgli di continuare a svolgere la sua attività politica e di denunzia del malaffare.

Quindi, conclusa la conversazione innanzi agli occhi increduli del Miccichè, il Capitano – proseguendo il suo disegno intimidatorio e minaccioso – spiegava al Miccichè, sempre agitando la tessera della massoneria, che la persona con la quale si era rapportato al telefono era un altissimo magistrato romano, capo massone e suo referente a cui, appunto, chiedeva interventi contro Arnone per “metterlo a tacere”.

L’intero colloquio con il Miccichè, con connessa prospettazione ed ostentazione sia della tessera, sia del cosiddetto rapporto di potere e illegalità con l’interlocutore telefonico, venivano ad avere come palese obiettivo quello di intimidire il Miccichè, ostentando potenza nell’illegalità, al fine di ottenere che il Miccichè medesimo impedisse all’Arnone di avere accesso all’informazione televisiva, nell’ambito della correttezza informativa e giornalistica praticata dall’emittente Teleacras.

Il sottoscritto ha appreso questi fatti nell’immediatezza del loro svolgimento, poco più di due settimane addietro, in coincidenza con la propria intervista nella Valle dei Templi innanzi alla villa del Capitano. Ma in quell’occasione il Miccichè manifestò la volontà di non denunziare i fatti e non renderli pubblici, per cui il sottoscritto ha ritenuto di limitarsi ad averne conoscenza e a valutarli nella dovuta riservatezza.

Nella giornata di ieri si verificavano due eventi . Il Capitano diffondeva una nota stampa con cui, dopo aver rivendicato le richieste di censura (il termine è testuale) nei confronti di Arnone, richieste non accolte da Teleacras, plaudiva alla notizia secondo cui sarebbero in corso accertamenti antimafia nei confronti della società dell’emittente stessa e, soprattutto, chiedeva, incredibilmente, che gli accertamenti giudiziari – amministrativi venissero estesi a … Giuseppe Arnone!!

Il secondo avvenimento, rilevante almeno quanto il primo, è costituito dall’editoriale dell’emittente televisiva, ove – rivendicando la libertà e la correttezza dell’informazione, a fronte delle notizie diffuse circa provvedimenti amministrativi negativi a carico della società – si rendeva pubblica la vicenda delle minacce e della violenza privata, poste in essere dal Capitano, anche mediante l’esibizione della tessera massonica e la ostentata telefonata con il capo massone romano, finalizzata a porre in essere la pesante intimidazione in danno al Miccichè e al fine di colpire il sottoscritto.

Il sottoscritto denunzia formalmente questi fatti e chiede a codesta Procura di essere escusso, nei tempi più brevi, per rassegnare all’A.G. le altre gravissime vicende illecite che ruotano attorno agli affari del dott. Aldo Capitano, vicende illecite quali quella dell’acquisto della villa, che muove interessi milionari.
Si chiede a codesta Procura di essere avvisati qualora si intendesse archiviare il presente Atto.

Segue ulteriore atto di querela, per le affermazioni diffamatorie diffuse dal Capitano in data di ieri 19 marzo 2012. "