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Palazzo Maraventano, Miccichè accusa Zambuto

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"L’ennesima ordinanza del sindaco Zambuto questa volta intima i proprietari che confinano con l’area di risulta del palazzo Lo Iacono, di eliminare a loro spese il pericolo per possibili crolli". Il candidato al Consiglio Comunale di Sel, Lillo Miccichè, ha diramato una nota stampa sulla questione Palazzo Maraventano.
"Ciò è a dir poco amministrativamente un abuso e moralmente una mascalzonata perché il comune non può salvaguardare la pubblica incolumità chiedendo l’intervento di privati, continuando a scaricare le proprie responsabilità sugli incolpevoli proprietari responsabili solo, si fa per dire, di avere abitazioni confinanti o contigue con quello che è stato il palazzo Lo Iacono, e solo per questo indebolite a seguito del crollo dello storico edificio.

Come ho già detto in altre occasioni, la responsabilità del crollo del palazzo Lo Iacono è da attribuire solamente al comune intervenuto estremamente in ritardo e male, tanto che a seguito del crollo la magistratura ha aperto un’indagine giudiziaria a carico del sindaco per disastro colposo, per questo è logico ritenere che se il danno è stato provocato dal comune di Agrigento è questo, e solo lui, deve sostenere le spese .

il comune è stato detentore dell’edificio storico, direttamente o indirettamente, dal 1986 e fino al suo crollo avvenuto il 25 aprile scorso , infatti prima perché si è avviata la procedura di esproprio per il suo restauro, in ottemperanza alle disposizioni in materia di recupero funzionale per le quali vi sono apposite delibere comunali in forza alla legge Regionale 70/76 e successive modifiche ed integrazioni, e poi, dal settembre 2007, per dare seguito all’esecutività del Piano particolareggiato del Centro Storico.

Nella qualità di monumento storico architettonico, quindi, la sua tutela e salvaguardia spettava e spetta esclusivamente al comune.

Documenti pubblici in mio possesso possono testimoniare in ogni momento quanto vado asserendo, documenti archiviati negli uffici che nessuno si prende la briga di cercare e controllare.

Finora nessuno ha verificato le mie dichiarazioni e questo la dice lunga sulla buona fede e sulla serietà della pubblica amministrazione, per questo motivo spero che qualche giornalista, stanco delle mie ripetute dichiarazioni, si decida di pubblicare integralmente i relativi atti. Sono in attesa"
conclude Miccichè.