L'Altra Agrigento online

Blog di informazione libera e apartitica

Wednesday, Oct 16th

Ultimo aggiornamento:02:38:35 PM GMT

Tu sei qui: APPROFONDIMENTI INCHIESTE Terrificante statistica sui tumori ad Aragona

Terrificante statistica sui tumori ad Aragona

Intervento del prof. Alonge durante il consiglio comunale di Favara in merito all'inquinamento elettromagnetico prodotto da antenne UMTS.

“E’ dal 1978 che mi occupo di neoplasie facendo ricerche su tre città: Favara, Canicattì e Cammarata. I dati forniti dagli Ufficiali Sanitari dell’AUSL dell’epoca ci fornirono delle indicazioni molto significative. A Canicattì i tumori colpivano ai polmoni, alla vescica e all’apparato digerente e urogenitale soprattutto gli addetti all’agricoltura.

A Cammarata un’alta percentuale di tumori era stata localizzata al cervello. A Favara non c’era una parte del corpo specifica, bensì si registrava una varietà di tumori in tutte le parti del corpo. Con un gruppo di amici ragionammo su quei dati e addivenimmo che i tumori a Canicattì erano dovuti all’uso di pesticidi e conservanti. A Cammarata i tumori al cervello potevano essere provocati dai ripetitori di antenne televisive collocate sulla cima del monte. Alla fine degli anni “70 a Favara come in altri centri arrivò la scoperta del secolo: l’eternit. L’effetto fu un numero imprecisato di morti per mesotelioma causato dall’amianto contenuto nell’eternit che fu messo fuori legge nel 1992.

Negli ultimi anni abbiamo intensificato le ricerche e siamo venuti a conoscenza che la crosta terrestre della nostra provincia e della provincia nissena da sempre emette radon, un gaso radioattivo in quantità modesta. In pratica radio impoverito, un isotopo dell’Uranio.

Nessuno ha ancora ipotizzato un minimo di ricerca eppure ci sono tante ragioni per cominciare a pensare seriamente di capire perché a Favara e dintorni si registrano tumori tipici di zone industrializzate che spesso richiedono parecchio tempo per una diagnostica, perché i tumori risultano compatibili con quelle forme più rare, tipiche di zone ad alto sviluppo industriale. Nel 2008 i morti a Favara sono stati duecento di cui sessanta per tumori. I certificati di morte non sono più come una volta: una fotocopia di un collasso circolatorio per tutti, ora i certificati di morte sono dettagliati e si chiamano certificati necroscopici e riportano le cause della morte con la descrizione della malattia nella fase iniziale, la fase centrale e quella finale. A Favara quindi in un anno muoiono sessanta persone di tumore, ad Aragona su cento decessi, ben novanta sono causati da tumori. Dati dell’ASL locale.

A Favara in media, ogni medico tra i suoi mutuati conta circa 10 colpiti da neoplasie che moltiplicato per 30 fanno trecento, ed è un dato calcolato per difetto, mi ha voluto sottolineare il Dott. Vetro. Indagini statistiche e protocolli vari dicono che la percentuale è uguale a quella di Milano ma la produzione industriale di Favara non è paragonabile a quella del capoluogo lombardo, l’inquinamento prodotto a Milano o a Gela non ha motivo di esistere da noi per cui la media è falsa.

Da qualche tempo ci siamo anche chiesti perché tanti morti di tumore nei pressi della Scuola Media Mendola. Qualcuno parlò di campo elettrico ma è nella norma ci hanno garantito. E’ arrivato il momento di sapere il perché di questi morti. Voglio ricordare che un altro malanno si aggira: la SLA ( Sclerosi laterale amiotropica ) e che nel nostro paese comincia ad essere visibile in diverse unità.

Ho riincontrato il Prof. Giuseppe Testa alla Clinica Maddalena di Palermo, mi diceva che dal loro punto di osservazione avevano un quadro piuttosto completo di tutte le province siciliane e quelle terribilmente più colpite risultano Agrigento, Caltanissetta e Trapani.

Per Agrigento e Caltanissetta riportiamo un luogo comune: cosa nascondono le miniere?

Ma a Trapani che cosa è successo? Si faceva notare che mezza Sicilia era stata costruita con conci di tufo estratto dalle cave che vanno da Castelvetrano a Mazara del Vallo, Marsala.

Un bel mattino di qualche anno fa queste cave nottetempo sono state ripianate con ruspe nascondendo rifiuti speciali che hanno raggiunto le falde acquifere con tutte le conseguenze.

E’ vi racconto di un episodio di un pentito avvenuto nei pressi di Casteltermini che ha raccontato di avere deposto e nascosto in alcuni valloni scoperti. L’altro giorno dall’intervento del consigliere Valenti mi era parso di capire che ha condotto una battaglia contro un ripetitore di telefonia mobile perché dalla sua installazione aveva avvertito disturbi cardiaci notevoli. Quel ripetitore è stato spostato e il consigliere Valenti ha cambiato dimora. Non possiamo spostare il ripetitore da un posto per poi ritrovarcelo da qualche altra parte. Fin quando perdura questa situazione, le multinazionali della telefonia troveranno sempre qualcuno ad accogliere una antenna sulla propria casa, perché il dio denaro riesce ad essere molto convincente.

Noi egregi signori scontiamo ancora il prezzo della diossina che la discarica comunale posta a sud di Favara riversò per anni ed anni sulla città.

Nessuno nasce malato di tumore e tutti possiamo avere familiarità con le neoplasie.

Con i ripetitori di telefonia mobile si registrano casi di tachicardia, il telefonino nel taschino della camicia posto a sinistra, sopra il cuore, fa aumentare i battiti Cardiaci. Tutte queste accellerazioni siamo sicuri che fungono da elettromassaggio terapeutico oppure rompono l’equilibrio delle cellule? .

Con questo intervento Carissimo signor Sindaco non abbiamo voluto fare populismo tanto non so che farmene, io non devo fare carriera politica abbiamo cercato di fare informazione sanitaria raccogliendo gli umori della citta e del comitato spontaneo e per la parte mia personale riprendendo un punto della Fondazione F. Di Bernardo ove si parla di monitorare il territorio e per fare prevenzione onde evitare che fra dieci anni dovremmo pentirci di non essere intervenuti con decisione perché nel frattempo abbiamo scoperto che le onde elettromagnetiche fanno male.

Per accellerare i lavori di ricerca faccio un appello di recuperare il Robottino di cui parlava il Ten. Di Nunzio inutilizzabile per mancanza di fondi. Chiediamo l’intervento del NOE, il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri anche a Favara”.