L'Altra Agrigento online

Blog di informazione libera e apartitica

Monday, Oct 21st

Ultimo aggiornamento:02:38:35 PM GMT

Tu sei qui: APPROFONDIMENTI MAFIA Dichiarazioni pentito Di Gati su Campione, lettera di Arnone a Confindustria

Dichiarazioni pentito Di Gati su Campione, lettera di Arnone a Confindustria

E-mail Stampa PDF

Di seguito pubblichiamo una lettera aperta che il consigliere comunale Giuseppe Arnone ha inviato al presidente di Confindustria Giuseppe Catanzaro sulla questione delle scottanti dichiarazioni del pentito Di Gati riguardanti l'imprenditore agrigentino Marco Campione.
Illustrissimo Presidente,
con la presente voglio manifestare la mia indignazione per l’aggressione condotta in queste ore, in violazione di elementari doveri giornalistici, da parte di alcuni organi di “informazione”, che hanno ritenuto di svilire fortemente il contributo alla rottura del degradato sistema affaristico mafioso fornito – sotto la Tua guida e seguendo gli altri positivi esempi di Ivan Lo Bello e Confidustria Sicilia – da importanti settori della imprenditoria agrigentina.

Caro Presidente, com’è noto, sono una delle persone che si è più impegnata nell’esame e nello studio delle dichiarazioni del pentito Di Gati, soprattutto confrontando la situazione che Di Gati descrive e che esisteva alla fine degli anni novanta e sino agli inizi del decennio passato in ordine al controllo della mafia sull’imprenditoria agrigentina, con la positiva svolta che il Vostro coraggio, in primo luogo il Tuo, unitamente agli altri vertici di Confindustria siciliana, ha provocato nel contesto sociale ed economico agrigentino e siciliano.

Da uomo politico che si batte per il riscatto di questa terra non posso che ripetere quanto ho ampiamente scritto ed argomentato nel mio libro “Romanzo criminale”: sono orgoglioso di questi imprenditori agrigentini che hanno avuto il coraggio di rompere con il sistema mafioso, di recarsi negli uffici della Polizia e dei Carabinieri a firmare le denuncie, e nelle aule dei Tribunali a testimoniare e a presentare le costituzioni di parte civile contro mafiosi e politici corrotti.

Per questa ragione, caro Presidente, mi indigno e Ti manifesto con forza la mia indignazione affinché tu possa esprimerla con forza e determinazione alla Tua categoria, per il trattamento che è stato riservato in queste ore - a seguito della deposizione del pentito Di Gati innanzi ai magistrati di Catania, in ordine al condizionamento e al ruolo estorsivo e spartitorio che Cosa Nostra svolgeva ad Agrigento – a quei settori di imprenditoria che hanno compiuto grazie anche al coraggio di Confindustria siciliana ed ovviamente di loro stessi, scelte di rottura e di ribellione con il fenomeno mafioso.

Dando prova di tendenza allo sciacallaggio, e soprattutto di scarsissima professionalità, le arcinote dichiarazione di Di Gati rese ai Procuratori di Palermo cinque anni addietro e relative a fatti risalenti ad oltre dodici anni addietro, a quasi tre lustri fa, vengono presentati come recenti scoperte giudiziarie che potrebbero anche dare luogo a chissà quali conseguenze nei confronti degli imprenditori coinvolti da Di Gati in queste testimonianze.

La scarsissima professionalità giornalistica e la tendenza allo sciacallaggio ha fatto si che questi giornalisti nel presentare in modo assolutamente eclatante e dirompente queste dichiarazioni - mi riferisco in primo luogo a quelle contro Marco Campione - hanno occultato la pacifica circostanza che esse da un lato sono note alla DDA di Palermo da ben cinque anni e non hanno dato luogo a nessuna conseguenza giudiziaria per gli ovvi motivi, e dall’altro soprattutto non si è dato conto, compiendo un’enorme scorrettezza giornalistica e negando al cittadino il diritto alla esaustiva informazione, che questi gruppi imprenditoriali, appunto i Campione in primo luogo,sono stati ,con notevole rischio per la loro incolumità, in prima fila ,ormai dalla metà del decennio trascorso in poi, nel denunciare allo Stato pretese e iniziative delinquenziali degli uomini di Cosa Nostra e del sistema della politica collusa e corrotta.

È mia opinione che per favorire la sconfitta della mafia e la crescita della società siciliana occorre impegnarsi per sostenere e valorizzare tutti coloro che anche a rischio della serenità personale e della propria famiglia si impegnano nel denunciare Cosa Nostra e nel ribellarsi alle pretese di subalternità e condizionamento avanzate nei confronti degli imprenditori.

Concludo illustrissimo Presidente rimarcando la volontà che mi porta ad esprimere pubblicamente questo mio fermo pensiero: senza la Vostra azione, senza le Vostre scelte, senza i Vostri comportamenti di sintonia con lo Stato questa terra non potrà avere futuro. Per questo condanno chi raggira la conoscenza dell’opinione pubblica e presenta i fatti, disinformando, in modo distorto, parziale, omissivo, non esaustivo. Costoro vanno chiamati per quel che sono: persone dedite alla viltà e allo sciacallaggio contro gli interressi della Sicilia.