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Stazione ferroviaria di Agrigento: la storia dettagliata raccontata da Davide Nocera

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Per la 23° puntata di Cara Girgenti Mia, l'architetto agrigentino Davide Nocera ci racconta nei dettagli come nacque il progetto dell'attuale Stazione ferroviaria di Agrigento Centrale.

Il progetto della nuova Stazione di Agrigento Alta rappresentava la soluzione  di  un problema  di vitale  importanza per la città e fu oggetto di lunghi studi da parte del Ministero dei Lavori Pubblici.

Si pensò inizialmente di ubicare la stazione all’interno della città antica, nella valle dei templi, in modo che i turisti, scendendo dal treno, si trovassero subito al cospetto delle straordinarie vestigia di Akragas. Essa avrebbe dovuto sorgere tra il tempio di Ercole e quello di Giove, anche se non erano mancate altre ipotesi ancor più fantasiose, come quella di innalzarla sul basamento del tempio dei Dioscuri.

Altre ipotesi furono quelle di realizzare l’opera sotto il viale della Vittoria (all’epoca viale Cavour), oppure nella piazza Vittorio Emanuele (all’epoca piano Sanfilippo). Il primo progetto venne presentato dalla Direzione Generale delle Ferrovie il 25 aprile 1920, venne approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il 30 aprile 1920 e la sua esecuzione venne autorizzata con Decreto Ministeriale 1145 del 10 maggio 1920. La posa della prima pietra del fabbricato viaggiatori avvenne il 10 maggio 1924 alla presenza dell’allora Capo del Governo Benito Mussolini.

Nel primitivo progetto, il fabbricato viaggiatori era previsto di fianco la piazza Ravanusella ma, dato che il piazzale esterno risultava insufficiente al disimpegno del traffico ferroviario, l’Ufficio Tecnico  Centrale delle Nuove Costruzioni Ferroviarie, il 6 ottobre 1925, presentò il nuovo progetto che fu approvato il 30 ottobre 1925 dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e con Decreto ministeriale 1753 del 27 dicembre 1925.

Nel nuovo progetto si pensò di ubicare il fabbricato viaggiatori nella piazza prospiciente al viale della Vittoria (all’epoca viale Cavour), dove si stava costruendo un grande albergo (Grand Hotel et Agrigentum) e la sede della Banca d’Italia. Il nuovo progetto faceva pensare all’abbattimento delle cinque torri chiaramontane che in caso  di attuazione del progetto venivano a trovarsi  adiacenti al fabbricato viaggiatori.

Si arrivò a questa soluzione dopo un’attenta analisi: a valle del piazzale dei binari si trovavano tre importanti opifici della città (la centrale elettrica, il mulino pastificio Piedigrotta e l’officina del gas) quasi impossibile da espropriare; il progetto era in una fase di realizzazione troppo avanzata per poter essere variato (si erano già spesi £8.600.000, circa la metà dell’intera opera); lo stato di conservazione delle torri era pessimo, quindi un consolidamento era troppo oneroso.

Nel 1929 furono demolite le torri  chiaramontane e al loro posto, come da progetto,  invece di costruire un costoso muro di sostegno, si pensò di costruire un viadotto contro terra, trasformandolo in un fabbricato a due piani, i cui vani sarebbero stati adibiti ai servizi accessori. La fabbrica con tutte le sue infrastrutture fu costruita tra le contrade Concerie e Tre Pietre, su terreni del marchese Contarini coltivati ad orti.

Prima della realizzazione della piazza antistante l’ingresso principale dell’edificio, l’area fu bonificata e attrezzata a verde pubblico che faceva parte  della Villa Piccola e si articolava su tre livelli, di cui il più basso si trovava sotto la via Acrone. Per la realizzazione del tronco ferroviario lungo km. 3 fu necessario scavare due gallerie e in particolare quella di S. Gerlando presentò maggiori difficoltà.

All’uscita del tunnel, sotto l’ex convento dei Carmelitani, ai tecnici ed alle maestranze si presentò uno strato incoerente di terreno, detriti ed ossa umane, che richiesero grandi opere di consolidamento. Nel contempo l’ex convento adibito a caserma riportò lesioni di tale gravità da dovere essere sgomberato, per poi essere demolito. Importanti sono state le opere realizzate nel piazzale dei binari per evitare l’occupazione degli edifici industriali, nonché quelle occorse  per mantenere integri insigni monumenti antichi.

Lungo il nuovo tronco ferroviario sono stati eseguiti tredici manufatti e nella stazione è stato costruito un sottopassaggio per la comunicazione fra le via Empedocle e la via Dante.

I servizi di questo piazzale si sono dovuti sviluppare in lunghezza invece che in larghezza a causa della particolare posizione topografica. I lavori ebbero un’interruzione di oltre due anni tra il 1929 ed il 1931 per mancanza di fondi e vennero eseguiti dall’impresa Formica e dall’impresa Astaldi. La Stazione di Agrigento Alta fu portata a termine ed inaugurata il 28 ottobre 1933, in occasione del XII annuale della marcia su Roma, alla presenza del sottosegretario delle comunicazioni On. Ruggero Romano.

Per l’intera opera sono stati eseguiti mc. 600.000 di movimenti di terra, mc. 100.000 di murature e sono state messe in opera t.910 di ferro per le opere in cemento armato e t. 500 di ferro per materiali di ornamento. Sono stati distesi km. 8 di cavi e km. 27 di linee aeree.

Il costo dell’intera opera fu di £.18.000.000 e furono richieste circa 300.000 giornate- operaio, con l’impiego in media di 200 operai al giorno. La piazza antistante l’ingresso principale del fabbricato viaggiatori prese il nome di Guglielmo Marconi, il 25 aprile 1939, in occasione dell’anniversario della sua nascita. Alla caduta del governo fascista  sono stati tolti i fasci littori posti in alto ai  lati del prospetto principale e quello che sormontava la parte centrale è stato sostituito con lo stemma e l’aggiunta dell’iscrizione Repubblica Italiana.

L’edificio è stato restaurato nel 1992, in occasione della visita del Sommo Pontefice del maggio1993.

“Vicende costruttive e notizie storico – critiche”. Tratto da:“ Scheda “A” ICCD, redatta da Davide Nocera in occasione ella ricerca accademica dell’Università degli Studi di Palermo, Facoltà di Architettura, Corso di Laurea in Architettura (sede di Agrigento.)

Corso di Storia dell’architettura contemporanea. Anno accademico 1999/2000.”

CORSO DI : Storia dell’architettura contemporanea

Oggetto: Stazione ferroviaria di Agrigento Centrale


Docente : Arch. Ettore Sessa

Collaborazione didattica : Arch. Nuccia Donato

A.A. : 1999/2000

Allievo Arch.: Davide Nocera

Si ringrazia il gruppo Facebook Agrigento in Bianco e Nero.