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Arnone loda l'Arcivescovo e l'Amico del Popolo: "plaudo articolo su tariffe idriche"

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“Le parole dell’Arcivescovo devono costituire un insegnamento per l’intera classe politica e dirigente della città. Io le prendo ad esempio per costruire la squadra delle donne e degli uomini che dovranno collaborarmi. E anche l’Amico del Popolo, in queste ore, ha offerto all’intera città un grande contributo, per applicare correttamente le parole dell’arcivescovo, uscendo dalla facile demagogia e consegnando ai cittadini una lezione di correttezza e verità informativa in merito a temi fondamentali, quali quello dell’acqua". Il consigliere comunale Giuseppe Arnone attraverso una nota stampa loda le parole dell'arcivescovo Montenegro ed in particolare un articolo della collega Marilisa della Monica pubblicato su L'Amico del Popolo, storico settimanale della Curia Agrigentina.
"Ad Agrigento, spesso, il sentimento religioso è stato utilizzato strumentalmente e in modo demagogico dagli uomini politici.
Purtroppo Marco Zambuto ha fornito esempi anche in questa materia. Da un lato affidava la città alla Madonna, dall’altro affidava l’Urbanistica a una vera e propria associazione a delinquere di tangentisti , per come definita dalla Procura.

E sempre Zambuto, nel suo scomposto e demagogico incedere, riusciva, lo scorso luglio, persino a inventarsi una contrapposizione tra S. Calogero, santo dei poveri, e San Gerlando, santo “di palazzo”.

Oggi don Franco, maestro insuperato per tutti noi, ci ha fornito pure un semplice, profondo e convincente insegnamento su come le migliori energie devono scendere in campo per impegnarsi nel riscatto della Città e nel rendere un servizio soprattutto ai più deboli e alle generazioni future.

Quella di don Franco è una vera e propria lezione su cosa debba essere il bene comune e sull’impegno che occorre richiedere alle persone che hanno maggiori capacità . Le parole di don Franco mi forniscono ulteriori strumenti per convincere, o consolidare, la mia richiesta di impegno a favore della Città alle persone che stimo molto, che sono assolutamente estranee a un logoro sistema dei partiti, e che io ritengo sia importante investire di responsabilità nell’amministrare la cosa pubblica.

Per essere chiari come amo essere, utilizzerò le parole di don Franco per consolidare la volontà di impegno di Cinzia Schinelli, per riaccendere il sopito interesse di Olimpia Campo a sacrificarsi per dare il suo contributo per il riscatto di Agrigento, per spingere Claudia Casa ad ampliare il suo ruolo di critica e di proposta, occupando anche ruoli decisionali.

Le parole di don Franco chiamano tutti quelli che possono generosamente offrire energie, intelligenze, competenze a farlo in favore della propria città.
E’ venuto il tempo di chiamare al comando della cosa pubblica chi sia in grado di donare agli agrigentini e non invece, come è stato sinora, di appropriarsi e di pretendere dagli agrigentini.

La lezione di don Franco si completa, in queste ore, con l’importantissimo ruolo assunto da “L’Amico del Popolo”, che si è caratterizzato per il grandissimo senso di responsabilità di impegnare l’autorevolezza di questa parte della Chiesa e del suo Organo di informazione, per offrire punti fermi in termini di verità all’opinione pubblica agrigentina : ottimo infatti quell’articolo, il più importante del numero oggi in edicola, a firma di Marilisa Della Monica, articolo che mi sento di sottoscrivere dalla prima all’ultima parola, che dice la verità, dalla A alla Z, in ordine alle tariffe idriche, ai costi, agli sprechi, al quadro legislativo, alle disparità di trattamento.

Si tratta di un articolo che mette a nudo la demagogia posta in essere anche in queste ore per confondere, a fini elettorali, i cittadini di Agrigento. Anzi, mi permetto di invitare tutti i siti internet della città e le televisioni a dare ampia pubblicità a “L’Amico del Popolo”.

Questa è la Chiesa e questi sono gli uomini e le donne di Chiesa che servono agli agrigentini. Ed è l’auspicata risposta a quanto, in passato – e in qualche misura residua ancora oggi – abbiamo avuto da chi ha abusato della tonaca per asservirsi a potentati politici, trasformando persino le omelie in comizi a favore e soprattutto contro qualcuno ".