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Arnone: "Miccichè mio potenziale alleato". Risponde l'esponente di Sel: "mai con uomo Mpa"

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L’amico Lillo Miccichè prenda atto dell’asse, ormai consolidato, tra l’ing. Rizzo, Angelo Capodicasa e i bagani, oggi sul depuratore del Villaggio Peruzzo, ieri sul centro storico e su tante opere pubbliche che così male hanno fatto ad Agrigento. Consta di quasi vent’anni il ritardo con il quale il Comune di Agrigento aderisce alle tesi di Lillo Miccichè, di Arnone e di una sinistra unita, in ordine alla depurazione cittadina. Sempre disponibile a un confronto televisivo con Lillo Miccichè, che considero in primo piano tra i miei potenziali alleati”.
Così il consigliere comunale Giuseppe Arnone è intervenuto attraverso una nota stampa sulla questione depurazione ad Agrigento. Pronta la risposta di Lillo Miccichè, su questa stessa pagina, dopo la nota di Arnone.

"Le reazioni politiche alla inevitabile decisione assunta dalla Regione Siciliana" dice Arnone "che ha posto fine, “mettendolo in riga”, agli “ameni giochini” avviati lo scorso novembre dal sindaco e dagli altri “amichetti” degli ingegneri Rizzo e Platamone – richiedono adesso una ferma messa a punto politica.
Non solo, ma la vicenda del depuratore può essere utile per individuare una effettiva convergenza programmatica anche con Lillo Miccichè: Lillo può andare a consultare la delibera del Consiglio Comunale del 15 dicembre 1993 e sedute successive, dove già allora Miccichè e Arnone si erano intestati, con l’intero centrosinistra, la battaglia per la soluzione adesso adottata, con 19 anni di ritardo e danni incalcolabili, dal Comune di Agrigento.

Ed è pure il caso di evidenziare come all’epoca il centrosinistra unito, forse con la insignificante eccezione di Ester Vedova, era ben distante dai circuiti lobbistici che facevano capo a Rizzo, Platamone e agli altri distruttori di Agrigento.

Lillo Miccichè, adesso, può leggere i comunicati del Circolo Berlinguer, quello di Capodicasa, Vedova, Di Benedetto e Bellini, comunicati che sembrano scritti con carta e inchiostro forniti direttamente dallo studio tecnico dell’ing. Rizzo, che non a caso era, lui l’ing. Rizzo, il distruttore del centro storico, ospite d’onore del “baganistico convegno” sul recupero del centro storico.

E a questo proposito, se Giacomino “Di Baganetto”, Capodicasa, Bellini vogliono, in contraddittorio, fornite risposte ai loro quesiti, Legambiente sarà ben contenta di farlo.

Lillo Miccichè, che costituisce un pezzo di storia fondamentale nella lotta contro il sistema dell’ing. Rizzo, dal centro storico alle altre opere pubbliche, deve adesso prendere atto della insulsaggine e contrasto con gli interessi pubblici e con la verità delle posizioni assunte dalla neofita del sostegno all’ing. Rizzo, Ausilia Eccelso, che pure plaudiva l’eccelsa scelta del sindaco Zambuto di novembre scorso, ritenendo sensate e corrette le prese in giro all’intera città con la storiella del “progetto in quindici giorni” e del “riavvio immediato dei lavori”, a cui la Eccelso, Bellini e altri amici ritenevano di fornire incondizionato sostegno. Tesi smentite, in fatto e in diritto, da una montagna di ragioni non proprio “secondarie”, quali normativa urbanistica, legislazione regionale in materia di depurazione, P.A.I., Piano del Parco Archeologico, e tanto altro ancora.

Ovviamente, colgo l’occasione per rispondere a Lillo Miccichè, confermando la piena disponibilità a un confronto televisivo, lasciando a Miccichè la libertà di scegliere gli argomenti, la televisione, il giornalista moderatore, all’unica condizione di avere pari tempo, con risposte “europee”, misurate dalla clessidra che avrò il piacere di fornire. E, per quanto mi riguarda, il confronto con Lillo viene inserito nella serie dei miei confronti con gli alleati, e non con i competitori. Confronti che mi hanno già visto in tv, per l’appunto, a ragionare sul futuro della Sicilia con Massimo Russo, Marco Venturi, Beppe Lumia.


Ecco la risposta di Miccichè: "Con Arnone nè confronto televisivo nè alleanza, ecco i motivi.

"Rispondo" dice Miccichè "all’ultima nota stampa, nonché intervista,  del consigliere Arnone nel  modo più sintetico ma anche risoluto:

1)Non credo che possa svolgersi  il confronto televisivo tra me ed  Arnone dato che  non ha risposto alla mia condizione posta in ordine alla sua identità politica, che non può essere scambiata con la risibile questione dei tempi della clessidra.

2) Non  comprendo  su quali basi Arnone  ipotizza una potenziale alleanza con il sottoscritto, ma forse è solo un suo auspicio che allo stato attuale  non può verificarsi per mille ragioni e fra tutte,  per farla breve, dico:

Come coordinatore provinciale  di Sel e non un cane sciolto, e come partito di sinistra non accoglieremo mai l’invito di quella parte politica che dell’alleanza con Lombardo dell’Mpa ne fa una sorta di religione inviolabile; non abbiamo accolto quella del Pd (Capodicasa e &) che si allea con Di Mauro, Gentile, Cimino (cioè con quelli che governano  con Lombardo o che  hanno recentemente  governato), tanto meno lo facciamo  con quelli che rappresentano Lumia-Cracolici (che governano  attualmente con Lombardo), area  che riteniamo la peggiore  del Pd siciliano".