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Miccichè (Sel) sfida Arnone: "confronto in tv ma paghi tu"

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"Si al confronto televisivo pubblico  a condizione che  si affronti il dibattito  a carte scoperte e che ognuno  sveli  l’attuale   identità  politica" così l'ex deputato regionale Lillo Miccichè invita il consigliere comunale Giuseppe Arnone ad un confronto televisivo sulla questione idrica. Di seguito la lettera aperta di Miccichè.

"Caro Peppe,  lunghi monologhi televisivi  ti hanno visto affrontare il problema della tariffa idrica e in più  occasioni  mi hai sfidato ad un pubblico confronto televisivo per dibattere sulla questione tariffaria. Giusto e  legittimo  l’intento di argomentare con chiunque per far conoscere all’opinione pubblica il proprio pensiero,   ed anche con soggetti che per risolvere il  problema idrico cittadino  hanno lottato e si sono spesi molto più di te.

Ovviamente  il costo  dello spazio televisivo sarebbe a tuo carico avendone la possibilità politica, contrattuale e finanziaria per sostenerla,  lo si vede dalle tue più che frequenti apparizioni televisive, mentre per me,  comune  cittadino,  la  spesa anche di una sola trasmissione  non è sostenibile.

Non intendo  fuggire al confronto, ma quello che hai chiesto lo scorso mese di luglio non l’ho accettato perché non mi è sembrato corretto  strumentalizzare la battaglia del comitato degli “inquinati” che    inizialmente Brigida Lena ha promosso per trovare una soluzione al serio problema della salubrità del mare di S. Leone,  mentre  tu ti sei fatto in quattro per dimostrare che tutto era a posto grazie alla “Girgenti Acque”,  ma sei stato smentito da centinaia di  persone che non vanno a caccia di escrementi umani pur di difendere l’indifendibile   “Girgenti Acque”. E non ho voluto intromettermi  sui prelievi  e sulle  analisi dell’acqua marina dato che sono state  ben argomentate e  illustrate tecnicamente da  Ausilia Eccelso  dell’Idv.

Oggi accetterei  volentieri  il confronto sul tema  della tariffa idrica, ma sorvolando sulle questioni affrontate e illustrate con precisione dal consigliere dell’Idv Nello Hamel, con te parlerei molto più di  politica dell’acqua, soprattutto  del  referendum  popolare che lo scorso giugno  ha sconfitto l’ideologia  della privatizzazione dei beni Comuni e di cui, in modo non velato, ti sei fatto  difensore e paladino.

Mi pare doveroso ricordare che alle mie dimissioni da assessore  nessuno ha mosso un dito per porre fine alla ingiustizia che il Sindaco Zambuto stava consumando nei confronti degli agrigentini con l’oneroso aumento del 60%  della tariffa idrica, ne tantomeno tu  che non solo non  hai fatto alcuna crociata   per protestare contro il tradimento  di Zambuto , ma addirittura qualche anno dopo lo definisci, senza velo di vergogna,  ”il miglior sindaco che Agrigento abbia mai avuto”, tanto  da entrare in giunta con un tuo “assessore”, ed  approvare tutte le porcherie di bilanci e consuntivi  materialmente falsi, anche grazie all’aumento del 60% della tariffa idrica, e adesso  vuoi far credere all’opinione pubblica di aver contribuito alla riduzione dell’odiosa tassa grazie alla benevolenza  della tua amica  “Girgenti Acque”?

Certamente tutti questi  argomenti potrebbero  essere meglio affrontati in un dibattito pubblico e  ad armi pari,  ma ciò non sembra essere tuo appannaggio,  visto che  da diversi anni ormai ti dedichi a lunghi soliloqui mediatici prassi  solo dei regimi dittatoriali.

Per un dibattito televisivo alla pari ritengo sia necessario  giocare a carte scoperte, svelando la nostra attuale identità politica, senza farsi scudo del “ mitico” passato che non esiste più, delle battaglie di mani pulite agrigentine degli anni novanta, sacrosanta idea collettiva di giustizia concretizzatasi con le battaglie da te ingaggiate,  grazie, però,  al sottoscritto che ti ha fornito la materia prima per primeggiare,  e tu lo sai bene.

Con l’ultimo monologo televisivo, alla stessa stregua di un incantatore di serpenti, hai lanciato una improbabile alleanza, infatti mai accadrà che io possa essere parte attiva del sistema di potere  lombardiano,  vedendolo solo come negazione del mio pensiero ideale fin da quando faccio politica.  Credo invece  doveroso oggi gettare la maschera e mostrare  chi siamo e non solo dire da dove veniamo, chiarendo la propria identità politica,  questa è  la sola condizione che pongo per accettare il confronto con te, dove sia consentito di:

1) confermare di essere lo stesso  Lillo Miccichè, sempre affianco degli  ultimi di questa martoriata ed impoverita città, di aver lottato e di lottare  contro tutti quei poteri politici che hanno messo, e continuano a mettere  le mani sulla città fino a depredarla;   molti processi giudiziari mi hanno visto determinante teste d’accusa contro  la mala amministrazione, cause queste tutte vinte non tanto per le tue  capacità forensi,  ma perché conseguenza di giuste denuncie politiche diventate giudiziarie.

Ti risparmio l’elenco dei processi,  li conosci, dico solo che le azioni che li hanno determinati sono sempre scaturite   dalle  mie battaglie di consigliere d’opposizione, in solitudine,  senza compromessi con i potenti e questo lo sai molto bene, se no   in molti   tuoi libri non  mi avresti  sempre correttamente dipinto come integerrimo esponente della sinistra agrigentina,  salvo  che tu non voglia andare a riscrivere  tutto quello che hai scritto in passato su di me. Ribadisco: ho sempre aborrito  l’adulazione politica e non  ho mai usato  termini del tipo: “quanto sei bravo”, ” quanto  sei  intelligente”  o ancora: “ Alfano che stile, Piazza che bello, Zambuto che onestà, Mannino che uomo, Adragna  che politico perspicace, Lombardo che grande, etc etc,” ovvero della serie quante è bello avere a che fare con i VIP della politica!  Tutto questo mi fa solo schifo.



2) affermare di essere solo biologicamente ed  anagraficamente  quel Giuseppe Arnone consigliere comunale dal 1992, mentre politicamente,  a distanza di 20 anni,  ti sei ridotto a proporti   candidato sindaco di una ambigua area del Pd facente capo a quella  corrente politica di  Lumia-Cracolici  sostenitrice  fino alla morte del presidente della Regione Raffaele Lombardo, attualmente sotto processo per voto di scambio con conclamati soggetti mafiosi del catanese , che tramite il presidente della provincia, D’Orsi, ha di  fatto lanciato pubblicamente  la tua candidatura a sindaco di Agrigento.

Nulla di nuovo sotto il sole rispetto a quanto detto l’altro ieri dal consigliere De Francisci, caso mai il problema drammatico resta tutto a casa del Pd ufficiale di Capodicasa e Adragna, peraltro già inguaiati con il Terzo Polo per lo scambio della probabile candidatura di Giacomo Dl Benedetto a Raffadali;

3) affermare chiaramente di  essere il candidato in rappresentanza di una parte dei poteri forti di Agrigento,  e fra questi  la società “Girgenti Acque”,  per la quale quotidianamente tessi  lodi e  sponsorizzazioni  con appositi libri (vedi il tuo  “Romanzo criminale”).

Purtroppo ti è andata peggio,  per essere stato prima sedotto e poi abbandonato, con un altro pezzo di potere forte ed imprenditoriale,  il “contagioso”  Salvatore Moncada, il cosiddetto imprenditore  “antipizzo”,  ma a corrente alternata, che ritirando la sua candidatura a sindaco  ha preferito  essere  rappresentato dall’avv. Salvatore Pennica,  sponsorizzato  da Calogero Mannino il quale, occupato a ricomporre la  rimpatriata di giurassici   manniniani di ferro, cerca di rifarsi una verginità scegliendo anagraficamente un  “volto nuovo e giovane”,  ma politicamente espressione della prima Repubblica, formalmente rinnovata  con vocaboli nuovi ma con ricette tecnocrate e classiste di cui credo la città non sente il bisogno, ma priva di  ideali di vera giustizia sociale , galvanizzata per l’eccessivo spazio mediatico , come lo è stato per Zambuto, grazie soprattutto alla  disponibilità economica e finanziaria del  suo gruppo di sostegno, che si ritrova a competere  con te  erodendoti fette di  consenso  nell’ambito  dell’alta e danarosa borghesia agrigentina, sempre vicina ai potenti di turno, come la storia ci insegna.

Allora dico: prima la città si libera di soggetti politici  come te, Zambuto, il news entry Pennica, De Mauro, Gentile, Cimino, Alfano, Adragna, Capodicasa, Panepinto e i suoi lacchè, prime e meglio si potrà far rinascere  questa sfortunata terra.

A me non piace confabulare con i personaggi  politici espressione della   politica baronale che ha impoverito questa città (ti ricordo che mentre io scavavo  in solitudine fra le carte delle lordure delle somme urgenze, ideate  e sottoscritte da De Mauro, tu sei stato  in più occasioni suo commensale,  particolare questo  dallo stesso De Mauro rinfacciato  dopo l’esplosione del medesimo  scandalo),  se tu affermi di non aver parlato con  De Mauro da almeno vent’anni , ti dico che forse hai ragione per il passato ma non nell’ultimo periodo, da quando sei diventato lombardiano dipendente.

Quindi queste in sintesi le modalità per potere avviare il dibattito:  chiarire le proprie identità politiche, trascrivendo il tutto su un cartello ben  visibile dalle telecamere, solo  allora si potrà iniziare a discutere  della tariffa idrica, in modo che l’opinione pubblica conosca la verità sul perché  Lillo Miccichè si sia  allontanato da Agrigento nel  giugno del 2008, dopo essere stato sconfitto dal tradimento politico, preferendo   dedicarsi alla ricerca della storia di questa città perduta negli archivi di Stato e biblioteche storiche di Palermo  per  comprendere il legame ancestrale con le pietre di cui è composta quest’antica città,  e  dall’altro lato veda cos’è diventato  Giuseppe Arnone dopo 20 anni di consigliere comunale".