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Arnone sulla massoneria agrigentina, incarichi e appalti: "Miccichè conosce e sa chi sono"

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Botta e risposta tra il consigliere De Francisci e Giuseppe Arnone. Quest'ultimo attraverso una nota stampa accusa l'ex politico Mpa di essere poco sobrio, parla di massoneria, di Lillo Miccichè e di cosa nostra. Ecco di seguito il testo completo.
“Sarebbe il caso" dice Arnone nel comunicato "che le Autorità preposte vietassero a tutti coloro che vogliono fare politica rispetto alle prossime elezioni comunali, l’utilizzo di superalcolici. Non si spiegano altrimenti le dichiarazioni del consigliere De Francisci e, prima ancora, quelle di Emilio Messana. Ma anche, per taluni versi, quelle dello stesso Lillo Miccichè.

Andiamo al meno sobrio, cioè a De Francisci, che ha teorizzato l’autentico delirio secondo cui le riunioni che settimanalmente vedono assieme Di Mauro, Capodicasa, Di Benedetto, Adragna, Vita, Gentile, Guarraci, Cimino e altri ancora sarebbero finalizzate a favorire la mia candidatura. Secondo la singolare teoria, cotante personalità politiche sarebbero impegnate, tanto strenuamente quanto sottobanco a trovare un candidato non per sconfiggermi, bensì per favorirmi.

Chi sostiene che Capodicasa e Di Benedetto cerchino candidati per favorirmi dovrebbe obbligatoriamente essere sottoposto a test antidoping. E in che misura De Francisci ormai gareggi con Pinocchio e anzi lo distanzi seriamente, è provato dalla sua capacità di contare i minuti.

Ieri ha dichiarato che io avrei parlato ad un congresso dell’MpA per un’ora intera. Chi era presente, sa che il mio intervento – peraltro mandato anche in tv ad Agrigento – non ha superato i cinque minuti, e che io e l’ex ministro Cardinale che mi ha preceduto, siamo intervenuti in rappresentanza di quelle due aree del Partito Democratico favorevoli al Governo Regionale.

Ma la pazzia collettiva ha contagiato anche i cosiddetti uomini di sinistra: scopro, leggendo le dichiarazioni, alquanto avventate, di Emilio Messana e Lillo Miccichè, che io sarei il candidato di poteri forti e occulti. Sarebbe più opportuno, probabilmente, sostenere che io sono un candidato elettoralmente forte, perché benvoluto nel segreto dell’urna non dai poteri occulti, bensì da molte migliaia di cittadini.

A Lillo Miccichè voglio dire che probabilmente è il caso di smetterla con le sciocchezze e di cominciare a ragionare seriamente sulla squadra che dovrà riscattare la città di Agrigento, valutando – dati e numeri alla mano – anche quale sia la soluzione più adatta e conveniente per i cittadini rispetto alla gestione dell’acqua, della depurazione, della nettezza urbana, cioè dei beni e dei servizi comuni di cui parlano, non sempre con avvedutezza, Miccichè ed Hamel che comunque continuo a considerare tra i miei naturali alleati.

A Miccichè voglio anche ricordare ciò che il potere occulto per eccellenza, ovvero Cosa Nostra, pensa di Giuseppe Arnone, alla luce delle ricostruzioni del pentito Maurizio Di Gati, ricostruzioni che valevano anche per Lillo Miccichè che nel 1993 faceva parte della squadra da me costruita e contro cui si schierò Cosa Nostra.

Lillo Miccichè sa pure chi sono gli uomini della massoneria ad Agrigento e quali interessi hanno tutelato, negli incarichi professionali e negli appalti. E Miccichè sa bene chi sia il personaggio più odiato dai vari supertecnici massoni che hanno devastato la città di Agrigento. I poteri forti e Giuseppe Arnone stanno, da sempre e documentalmente, dalle opposte parti della barricata.

Tornando alle stupidaggini di De Francisci, è del tutto chiaro che i veri e propri latrocini, come quello dello stipendiuccio che gli paga il Comune, da me denunziato a Servizio Pubblico da Santoro, nonché l’indegna e calunniosa azione perpetrata, abusando della carica pubblica, contro il suo rivale in amore, pongano tale consigliere ampiamente al di fuori da ogni contesto democratico e civile, e quindi fuori dallo stesso binario tracciato dal nuovo corso dell’MpA del Presidente Lombardo.

Il sen. Lumia e il Governo Regionale con le vicende di De Francisci c’entrano esattamente come i cavoli a merenda. De Francisci cerca soltanto di fare confusione per tentare nascondere, in effetti dietro un dito, indecenze grandi quanto il Monte Bianco.

Concludo ribadendo che intendo essere il candidato a sindaco dei cittadini di Agrigento, solo e soltanto dei cittadini di Agrigento. Non ho alcun interesse né alcuna intenzione di subire qualsivoglia condizionamento nella campagna elettorale, nel costruire la squadra di assessori, nel governare Agrigento, né dai partiti politici, né dalle correnti, né dall’on. Di Mauro, né da Capodicasa, né da Cimino, né da altri. Ad Agrigento serve una Giunta autorevole e competente, con un sindaco che abbia le mani libere e l’esclusivo pensiero alla Città.

PS: Per quanto riguarda le vicende giudiziarie e le accuse mosse dalla Magistratura, un politico può fare come me – che convoco i giornalisti e fornisco tutte le spiegazioni a tutte le possibili domande che vengono formulate – o come De Francisci, che non fornisce alcuna spiegazione. La prima scelta può essere operata da chi è in grado di aprire tutti gli armadi e dimostrare l’inconsistenza delle accuse. La seconda linea, invece, è tenuta da chi, come De Francisci, non sa cosa dire a giustificazione delle sue indecenti azioni".