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Arnone accusa Hamel su tariffe idriche: "uomo colto ma fa demagogia"

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“Nello Hamel costituisce una risorsa vera della città di Agrigento: intelligente, colto, preparato, persona perbene. Ma, come dimostrato dalla vicenda “Girgenti Acque”, ha un enorme difetto: quello di avviarsi sulla via della demagogia e, pur di far demagogia, valicare talvolta il muro del buon senso e del ridicolo". Così in una nota stampa è intervenutp il consigliere comunale Giuseppe Arnone a proposito delle nuove tariffe idriche.

"Le tariffe proposte oggi" continua Arnone "comportano un sensibile risparmio rispetto al passato, fino a 1/3 con riferimento agli utenti residenti: è un dato aritmetico, sul quale c’è poco da discutere. Ovviamente, Hamel ed io potremo proporre ogni tipo di miglioramento o correttivo, finalizzato a ulteriori riduzioni per le fasce sociali più disagiate, anche seguendo il positivo esempio di altre realtà italiane, come quelle che prevedono l’introduzione in tariffa di un quoziente familiare.”

Ho assistito, ieri, letteralmente esterrefatto, alla conferenza stampa di Nello Hamel relativa alle tariffe idriche, che lo ha incredibilmente visto arrampicarsi sugli specchi, pur di tentare di negare quella che è una realtà aritmetica assolutamente oggettiva, e cioè che le tariffe che stanno per essere approvate dall’ATO Idrico sono molto, molto più economiche di quelle attualmente in vigore.

Pur di sostenere l’insostenibile, adesso Nello Hamel fa ricorso ad un argomento nuovo, che sino a ieri non aveva né scoperto, né mai toccato: l’argomento costituito dalla regola di assoluta civiltà – peraltro prevista dal Piano d’Ambito prima dell’affidamento del Servizio all’attuale Gestore e ribadita dall’Assemblea dei Sindaci – secondo cui ad ogni utenza deve corrispondere un contatore, come avviene nell’intero mondo occidentale.

Questa non è solo una regola di buon senso, ma è anche un importante norma di salvaguardia ambientale: l’auspicato risparmio delle risorse idriche, infatti, può ottenersi prioritariamente con la responsabilizzazione di ogni singolo utente, seppur residente in un condominio, chiamato a rispondere del consumo singolo e non invece pro quota, come avvenuto sinora nella gran parte degli edifici condominiali.

Questa è l’unica novità che ci viene comunicata da Nello Hamel, per spiegare l’asserito “aumento” delle tariffe.

Come ho già avuto modo di illustrare, invece, le tariffe sono notevolmente diminuite, fino a 1/3 nel caso della prima residenza. Ed è il caso di chiedere ad Hamel in quali parti d’Italia o d’Europa vigono tariffe condominiali, fonte innanzitutto di liti e questioni già tra gli stessi condomini, al fine di pervenire a una corretta ripartizione.

Hamel dice cose non vere quando afferma che vi sarebbe un “consistente aumento” dei costi fissi relativi ai contatori: la precedente tariffa era pari a 48,00 euro annui, adesso si passerà a 50,00 euro annui. Come avevo già detto nelle precedenti note, l’aumento è pari a 2,00 euro annui.

Per quanto poi riguarda le problematiche afferenti le fasce sociali più deboli, qui sono risolte con una tariffa “sociale” iniziale molto bassa, ossia fino a 80 o 120 mc annui, rispettivamente pari a 0,448 €/mc e 0,582 €/mc. E va anche detto che tale tariffa risulta persino inferiore rispetto allo stesso costo per metro cubo che il Gestore paga al fornitore Siciliacque, pari a 0,65 €/mc.

Ci indichi Hamel come vengono risolti a Bologna o a Firenze le questioni relative alle fasce sociali più deboli e ci faremo carico di far approvare decisioni simili anche ad Agrigento. Per quel che è a mia conoscenza, anche i comuni tradizionalmente di sinistra affrontano questo problema esattamente come lo sta affrontando l’ATO idrico di Agrigento, cioè con tariffe iniziali sostanzialmente “sottocosto”.

Per spiegare ancora meglio il concetto, un’altra fornitura essenziale per le famiglie, cioè quella dell’energia elettrica, affronta e risolve il problema delle fasce sociali, disabili, pensionati e altre categorie svantaggiate facendo pagare le tariffe iniziali in modo particolarmente basso.

Ovviamente, possiamo migliorare in ogni modo, ad esempio prendendo ad esempio le tariffe più economiche, più avanzate, più sensibili ai temi dei poveri che esistano in Italia, ad esempio le tariffe che si applicano a Bologna, corrette dai quozienti familiari. E su questo terreno, se alla verifica sarà più conveniente per le fasce meno abbienti, Hamel ed io potremo essere impegnati in una lotta fianco a fianco.

Ho già potuto verificare, però, le tariffe di realtà importanti toscane o emiliane (si vedano, per tutte, le tariffe di ATO 5 Valdarno Toscana) che appaiono meno vantaggiose rispetto a quelle oggi proposte dall’ATO idrico di Agrigento".