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"La sagra dei Pici", di Margherita Arancio

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Acqua, sale e farina bianca per i pici della Toscana, che una volta  si condivano con l’arte del riciclo, facendo rosolare nell’olio briciole di pane raffermo. Brutta bestia la fame. Secondo alcuni, l’origine dei pici risale ai tempi degli Etruschi, su un vaso trovato in una tomba a Tarquinia, sarebbe raffigurato un servo che porta a tavola un piatto di pici.

Questa pasta ai tempi degli stomaci in rivolta si condivano con poco, con l’aglio saltato in padella, impreziositi da pomodoro a pezzi e pochissimo   pecorino. La sagra dei pici da decenni, alla metà di Maggio dal 26 al 27, riempie di vita la frazione di Celle sul Rigo un piccolo borgo medievale, nel comune di San Casciano dei Bagni (Toscana) dove ci sarà una tavola di 200 metri per far mangiare almeno 450 persone.

Le donne del paese si sfidano con ricette antiche. Per i turisti golosi, c’è solo il dovere di cedere agli assaggi, piatto povero eppure squisito, anche se i pici sono nati nelle cucine di chi aveva poco oggi sfavillano nelle mense piu’ raffinate, i progenitori degli spaghetti fatti naturalmente a mano stiracchiati a forma di vermicelli irregolari. Da non perdere e “buon appetito”.

Margherita Arancio