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Intervista all'arcivescovo Montenegro: "ho visto persone in pelliccia che non hanno da mangiare"

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A un mese dall’apertura della Mensa della Solidarietà a Sciacca, su iniziativa di Padre Pasqualino Barone, si riscontra un gran numero di persone bisognose. Dicono i volontari: “Non è vero che a Sciacca non c’è Povertà”. L’arcivescovo Mons. Francesco Montenegro in visita alla Chiesa del Sacro Cuore durante la mensa firma un assegno di 1000 euro come contributo per le attività legate alla mensa.

Si vive un’atmosfera di gioia all’interno dei locali della Chiesa del Sacro Cuore a Sciacca che ospita ogni sera delle persone speciali pronte a ricevere un pasto caldo, e perché no anche semplicemente per cenare assieme ad altre persone e stare in compagnia.

All’incirca una sessantina ogni sera, ma soprattutto nei fine settimana i locali sono più affollati. Intanto i volontari ci dicono anche che “sono diverse le persone che costantemente vengono ogni sera e che ormai sembrano far parte di una grande famiglia: extracomunitari, ma anche saccensi, insieme a condividere un'unica grande mensa, la mensa della Gioia.”

Piatti succulenti ed ogni sera con menù diversi preparati dai volontari che sono organizzati in diversi turni a seconda dei ruoli e delle funzioni che devono svolgere: c’è chi si diletta in cucina, chi fa servizio ai tavoli, chi lava piatti e pentole, un servizio a 360 gradi.

Una sorpresa quello della mensa è la lavastoviglie, un dono di 1000 euro offerto dal Vescovo di Agrigento Don Francesco Montenegro presente giovedì 26 gennaio alla mensa della solidarietà. Un dono che permetterà alle volontarie di accogliere gli ospiti con un servizio degno e a misura di uomo.

Durante la mensa del giovedì abbiamo voluto intervistare anche alcuni dei presenti, come Padre Marciante, rappresentate della Parrocchia di San Pietro di Sciacca: “Tutta la città è coinvolta. È una mensa di tutta la città.”

Lui insieme al gruppo scout partecipa infatti attraverso il servizio del volontariato, così come anche gli scout di San Michele che erano presenti sin dall’apertura della Mensa della Solidarietà, infatti, continua Padre Marciante “l’iniziativa coinvolge tutti i volontari appartenenti a diverse parrocchie, innanzitutto grazie a Padre Pasqualino e ai volontari che partecipano in tanti, ma anche perché è diventato un punto di riferimento per tutta la città, anche per molte famiglie bisognose, o che magari a casa non hanno un pasto caldo e nessuno che gli fa compagnia”.

Mentre un mese fa si pensava di far iniziare la mensa solo due volte la settimana, hanno sin da subito deciso di organizzarla ogni sera dato l’elevata necessità riscontrata dallo stesso Padre Pasqualino.

Ai nostri riflettori anche l’Arcivescovo Don Francesco Montenegro ha risposto alle nostre domande:

Come le sembra l’iniziativa?
“L’iniziativa è positiva non posso che parlarne bene e vorrei che si diffondesse un po’ ovunque.”

Chi sono i poveri?
“I poveri sono coloro che hanno bisogno di qualcosa. Non per forza debbono essere vestiti come straccioni, ma nella mia esperienza ho visto anche signore in pelliccia che a volta non avevano un pasto caldo da mangiare.”

La crisi economica ormai dilaga in tutta Italia, in che modo poter risolvere questa piaga?
“È vero che c’è una crisi generale, ma la provincia ne risente un po’ di più soprattutto per la situazione ambientale, la mancanza d’industria e ora la crisi economica. Io non sono un politico, è necessario attenzionare ai bisogni dei cittadini per incamminarci su una strada di solidarietà senza dimenticare gli ultimi.”

Cosa ne pensa della manifestazione dei Forconi che recentemente ha scatenato il caos in tutta la regione e anche fuori?
“Sono manifestazioni che dicono che c’è un disagio. È chiaro che bisogna pensare alle ricadute perché ho visto che in Sicilia a pagare di più sono state le persone più bisognose.”

Pensa che attraverso la mensa della solidarietà si avrà maggiore possibilità di avvicinare più fedeli in chiesa?
“La preoccupazione non è la fede. Non è in funzione dì, che si fa qualcosa. Ma noi come credenti dobbiamo avere il coraggio di incontrare Cristo nei poveri.”


Monsignor Francesco Montenegro dopo la cena ha voluto incontrare i volontari per una catechesi molto profonda riguardante la dignità umana e la responsabilità di ogni credente: “La gioia di Cristo è che i figli stanno e sanno stare insieme. Se non ci fossero gli altri io sarei un povero. È lo stare con gli altri che mi rende ricco. La povertà non è ‘non ho soldi’, ma è un atteggiamento che nella vita si assume. E tutti abbiamo bisogno di tutto. Essere poveri significa avere meno degli altri e quindi essere meno degli altri. È povero chi non ha la considerazione degli altri, l’amicizia, l’attenzione, il servizio. I poveri hanno tante facce, la mia, la vostra. C’è un momento quando andiamo a messa della comunione, dove tendiamo le mani avanti, quella mano tesa ci ricorda che anch’io ho bisogno di qualcosa per vivere. Andare a messa o pregare non da soli, ma guardando chi ci sta seduto accanto.”

Frasi commoventi che fanno riflettere sul senso dell’uomo e della responsabilità civile che ognuno ha nei confronti della società, parla infatti di carità “La carità è dare alla persona che ha bisogno l’altra mezza vita che gli manca. Questo è l’Amore e la responsabilità che il Signore ci dà. Anche per quell’uomo il Figlio di Dio è sceso e ha dato la sua vita. Per il Signore tutti siamo importanti. Amore non è quello che io do, ma quello che io mi tolgo, non è avere tempo libero da dedicare al volontariato ma liberare il mio tempo per gli altri. Se vengo nel tempo libero quale sarà il mio merito? Amore è donarsi al nostro prossimo”.

Antonella Termine