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Miccichè, Sel: "Il sindaco Zambuto indagato per disastro colposo, io l'avevo detto"

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"La notizia  che vede il sindaco Zambuto  indagato dalla procura di Agrigento per  disastro colposo per il crollo del palazzo Lo Iacono, conferma quanto avevamo  denunciato  alcuni mesi addietro, cioè che il Comune era il responsabile  della tutela  dell’immobile in forza alla norma prevista dal piano particolareggiato del centro storico". A parlare è il coordinatore provinciale di Sinistra, Ecologia e Libertà, Lillo Miccichè.

 


"Altro che responsabilità dei proprietari del palazzo barocco! Le ordinanze emesse dal sindaco erano tutte tese a scaricarsi dalle proprie responsabilità"
continua Miccichè. "Tutti questi  particolari sono già stati  messi in evidenza dallo scrivente  con apposita nota stampa del 22 settembre 2011  che per memoria allega alla presente.

Infine  sentiamo la necessità di rivolgerci al Consigliere Arnone per dirgli di fare una seria autocritica per la semplice ragione che egli su questo argomento aveva difeso in più occasioni l’operato di Zambuto quando ancora era il migliore sindaco che Agrigento avesse avuto".
Di seguito lo stesso Miccichè allega al comunicato una nota inviata il 22 settembre scorso agli organi di stampa.

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Sul palazzo Lo Iacono in altri momenti  ho sentito il dovere  di  informare  l’opinione pubblica,  per  far chiarezza circa  la reale responsabilità  del comune di Agrigento  in merito allo stato di abbandono che è la causa principale del degrado che ha portato al  collassamento strutturale  dell’immobile. Oggi,  alla vigilia della manifestazione  di protesta promossa dagli abitanti del quartiere,  è opportuno fare ulteriori riflessioni, soprattutto  sul piano giuridico/amministrativo, considerando ingiusto che  il comune    abbia deciso di scaricare le  proprie  responsabilità sulle  spalle dei poveri proprietari, i quali erano solo formalmente proprietari, ma materialmente per circa 15 anni il comune ha tenuto in possesso l’immobile.

Già dal 1986  il comune  con propri atti deliberativi aveva  assunto il compito di restaurare l’edificio grazie al disposto  art. 4 della LR 70/76,  previa  approvazione del progetto, finanziamento, procedure di esproprio e gara da appalto. L’iter approvativo si completa in pochi anni, solo  la gara  non arriva a compimento (per ragioni  inspiegabili), mentre l’esproprio si inceppa, perché nel contempo il finanziamento  regionale va in perenzione (ma non si perdono la somme per pagare  l’architetto  Prestigiacomo che aveva stilato il progetto).

Nessun  atto  deliberativo  allo stato attuale  risulta revocato, e  nonostante  ciò  tutte le ordinanze sindacali   emesse  a carico dei proprietari sono servite solo per  intimarli  ad adoperarsi  per  l’eliminazione del pericolo, scaricandosi giuridicamente in tal modo dalla pregressa  responsabilità comunale; infatti il sindaco Zambuto, ogni volta che parla del crollo del palazzo da la colpa  ai  proprietari perché non hanno  ottemperato alle ordinanze.  Il comune, avendone avuto per molti anni il potere giuridico effettivo nonché il possesso materiale senza avere avuto cura di salvaguardarne la struttura, lo ha abbandonato   senza mai  attivarsi  per  richiedere  il finanziamento perso.

Il comune  recentemente  è intervenuto (malamente) in via sostitutiva,  è  non può affermare,  dopo 20 anni di detenzione del palazzo barocco,   di non essere  responsabile del pregresso possesso, quindi è scandaloso tacere  sui  i propri ritardi  ed omissioni anche perché le  procedure  amministrative sopra citate  erano giuridicamente efficaci per un intervento di restauro,  considerato che si tratta di  monumento di interesse storico ed artistico da tutelare per legge .
Neanche la proposta di apposizione di vincolo monumentale chiesto nel maggio del 2004 dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, ai sensi del Decreto Legisl. N. 490/99  notificato al comune  e ai proprietari,  è stata sufficiente  affinché  gli organi deputati ottemperassero per la salvaguardia  del palazzo barocco.

Fa rabbia  che nessun  esponente  dell’amministrazione,  compreso  il  consigliere comunale Arnone  che  dopo il crollo ha difeso Zambuto e tutta l’amministrazione, conosca  minimamente quello che hanno approvato in sede di Consiglio Comunale  pochissimi anni fa. Mi riferisco al Piano Particolareggiato del Centro Storico adottato dal Consiglio Comunale  con delibera n. 146  del 10 novembre  2006 ed approvato definitivamente dall’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente con decreto del 23 settembre 2007, e pubblicato nella GURS il 23 novembre 2007 n. 55.

Il sindaco ed altri consiglieri che  hanno votato questo strumento urbanistico come possono dimenticarsi che fra gli elaborati che hanno esaminato e  votato  è scritto a chiare lettere che  fra i monumenti da restaurare e da espropriare è  confermato  il palazzo Lo Iacono ? (vedi gli elaborati  n. 5.8) ex 115,  n. 5.9) ex 116,  n. 8.1) ex 147,  e n. 8.2) ex 148).

Il lungo iter amministrativo del P.P. del Centro Storico si conclude molto prima che il sindaco Zambuto  emette le ordinanze a carico dei proprietari, infatti il P.P. del Centro Storico diviene esecutivo a partire dal 23 settembre  2007,  quindi,  nella funzione, chi è demandato per  l’esecuzione  ha il dovere di ottemperare, e chi non ottempera incorre  nelle violazioni di legge, perciò  si può comprendere  perché  il sindaco  in questi  mesi  si aggrappa rimarcando la  sentenza di condanna del tribunale civile di Agrigento a carico degli incolpevoli proprietari.

Bisogna dire che il comune in tribunale non doveva portare solo le ordinanze emesse a carico dei proprietari firmate dai sindaci  Piazza prima  e Zambuto dopo,  infatti i proprietari  sono stati ingiustamente  condannati dal giudice civile per la vigliaccheria  del potere politico  e della burocrazia che  ne è asservita, ma dovevano mostrare al giudice tutto l’incartamento  che è stato prodotto  dal comune dal 1986 in poi ed in particolare  la Gazzetta Ufficiale della Regione  dove si evince che il P.P. del Centro Storico è  esecutivo, sottolineando che non c’è mai stata soluzione di  continuità.

Agrigento 22 settembre 2011

Calogero  Miccichè  - Coordinatore  Provinciale di Sinistra Ecologia Libertà