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Distributori di carburante e supermercati riforniti? Nostra intervista al leader del Movimento dei Forconi

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Continuano le proteste in tutta la Sicilia in quella che doveva essere l'ultima giornata di sciopero degli autotrasportatori dell'Aias e dei movimenti Forza d'Urto e Movimento dei Forconi.

Il fermo dei camionisti dovrebbe cessare alla mezzanotte del 20 gennaio e domani mattina i distributori di carburante e i supermercati dovrebbero essere riforniti. Dovrebbero. Non è ancora certo, infatti, perchè i manifestanti vogliono proseguire la loro lotta, in particolare i braccianti agricoli (Movimento dei Forconi) e i pescatori siciliani che si sono uniti alla serrat insieme agli studenti e ad altri movimenti di pensionati e gente comune.

Stamani in una concitata assemblea a Catania i movimenti sopracitati hanno deciso di proseguire ad oltranza finchè non verranno esaudite le loro richieste, e dunque blocco nei porti, nelle strade statali e nelle raffinerie.

Intanto ad Agrigento la polizia municipale rimane a piedi a causa dello sciopero: "A causa dell'impossibilità a reperire carburante - ha spiegato il comandante Cosimo Antonica - la polizia municipale non potrà assicurare i servizi di pattugliamento su tutto il territorio, a far data da domani. Saranno, pertanto, assicurati esclusivamente i servizi nel centro città da realizzare con personale appiedato".

Sciopero dei tir 20 gennaio 2012, palermo paralizzata

L'Altra Agrigento ha raggiunto telefonicamente il responsabile del "Movimento dei Forconi" Martino Morsello che ha spiegato le prossime mosse  dei manifestanti che verranno intraprese tra questa notte e domani mattina in tutta la Sicilia.

Allora Morsello, che novità ci sono in merito alla protesta del movimento “forconi”?
Gli aggiornamenti sono che la protesta andrà avanti fino a giovedì 26 gennaio.

Ma avete avuto una proroga da parte della Questura?
Si, siamo stati autorizzati.

Ma la protesta sarà serrata? Cioè gli autotrasportatori avranno modo di rifornire le stazioni di carburanti e i supermercati?
Ma guardi che in questi cinque giorni di sciopero noi non abbiamo bloccato niente, forse gli autotrasportatori ma non il Movimento dei Forconi!

Mi scusi ma è evidente che i mezzi che trasportavano i carburanti e gli alimenti non hanno rifornito con regolarità...
Ripeto: certamente non noi dei "Forconi"; aggiungo inoltre che lo sciopero nei prossimi giorni sarà allievato e si faranno soltanto dei presidi. Voglio inoltre congratularmi con tutte le donne che sono presenti che con molto coraggio ci stanno sostenendo.

Per quanto riguarda notizie dalla Regione Siciliana, dai deputati regionali che fino ad ora hanno taciuto e in particolar modo dal presidente della Regione avete avuto segnali positivi?
Si, giorno 23 gennaio una nostra delegazione incontrerà il presidente Lombardo e dei rappresentanti del Governo a Palermo.

Quali saranno i punti che rivendicherete?
I punti che noi chiediamo sono tre: il primo riguarda la defiscalizzazione, problema che tra l'altro interessa tutti; il secondo punto riguarda il trattamento di fine rapporto, il TFR, cioè i 10 mila miliardi da concedere alle aziende agricole per dargli modo di ristrutturarsi ed andare avanti e il terzo l'applicazione dello statuto regionale.

In conclusione sul gruppo Facebook Movimento dei Forconi lo stesso Morsello scrive: "Dopo cinque giorni di protesta con circa 100 presidi in tutta l'isola che hanno sicuramente creato disagi tant'è che in sicilia i rifornimenti non hanno più carburante e i supermercati sono sprovvisti di generi alimentari, vista anche l'apertura del Presidente Lombardo che si è impegnato ad affrontare il governo nazionale mercoledì 23 gennaio per affrontare la questione Sicilia, il Movimento dei Forconi assieme agli autotrasportatori continuerà nella protesta fino a venerdì 25 gennaio nei presidi prestabiliti non creando intralci alla circolazione nè tanto meno all'approvviggionamento di merce di prima necessità.

Occorre in questo momento dare visibilità in tutto il mondo alla grande responsabilità che tutti i siciliani hanno in questo momento difficile in cui si trova non solo l'economia dell'isola ma anche le famiglie e le aziende di saper soffrire e avere fiducia nelle istituzioni chiamate a un compito difficile, quello di ridistribuire il reddito partendo dallo sviluppo delle aziende".

Intervista a cura di Giuseppe Barresi