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Carabinieri, il trattato di Velsen e i perchè dello scioglimento

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E’ datato 17 ottobre 2007, il trattato di Velsen firmato da Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi e Portogallo, di fatto le nazioni che dispongono, o disponevano di una polizia militare.


Il trattato di Velsen aveva lo scopo di istituire una sorta di gendarmeria europea composta unicamente da forze di polizia a statuto militare, al fine di eseguire tutti i compiti di polizia previsti nell’ambito delle operazioni di gestione delle crisi: l’Eurogendfor.

Stando al trattato Eurogendfor deve essere in grado di coprire l’intera gamma delle missioni di polizia, tramite la sostituzione o il rafforzamento, durante tutte le fasi di un’operazione di gestione della crisi. Condurre ogni operazione relativa all’ordine pubblico e di pubblica sicurezza, controllo delle frontiere e attività di intelligence. Ma, particolare non di scarsa importanza, “monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni”.

Una sorta di superpolizia non soggetta al controllo degli stati sovrani, ma a completa disposizione dell’Unione Europea, della Nato e dell’Onu. L’unica struttura che esercita un controllo assoluto sulla gendarmeria europea è denominata Cimin, Comité InterMInistériel de haut Niveau, composto da rappresentanti degli stati firmatari del trattato di Velsen e, vivaddio, eletti dagli stessi.

La sede del Cimin è presso la caserma Chinotto di Vicenza e ovviamente tutte le spese logistiche sono a carico dell’Italia. C’è una clausola del trattato, relativo alle prerogative del Cimin, che ha dell’inquietante. Si legge che il Cimin ha il potere di “adottare, conformemente alle leggi dello Stato ospitante, tutte le misure necessarie a garantire il mantenimento dell’ordine e della sicurezza all’interno delle sue strutture,e se necessario, all’esterno delle stesse”.

A questo si aggiunge che gli edifici, documenti, archivi e materiale informatico organici o anche solo riconducibili a Eurogendfor sono del tutto inviolabili per la  magistratura e forze di polizia dello stato ospitante. Ovviamente al bando intercettazioni o anche solo interferenze.

Non basta, il trattato prevede l’inabilità  di indennizzare i danni a proprietà o persone arrecati nei confini dello stato ospitante, nonché l’impossibilità  della giustizia dei paesi ospitanti di mettere sotto inchiesta i gendarmi. In pratica l’Eurogendfor potrà operare in qualsiasi parte del mondo sostituendosi completamente alle normali forze dell’ordine locali e agire nella più totale immunità giudiziaria rispondendo solo ed esclusivamente al Cimin, con un monopolio che mette in seria discussione il controllo della collettività da parte degli stati sovrani.

Pochissima eco mediatica, ma questo è, in sintesi il Trattato di Velsen. Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana ratifica l’accordo. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1.

Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. Poco dopo anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. Il 12 giugno il Trattato di Velsen entra in vigore in Italia. La legge di ratifica n° 84 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello. Intanto pare che questa superpolizia sia già stata utilizzata con compiti di antisommossa, durante le dimostrazioni a seguito della crisi greca.

Impiegata non solo per intervenire in crisi belliche, ma negli scenari di rivolta e di protesta di paesi membri Ue. L’Italia fornisce a questa superpolizia il maggior numero di uomini, paga, come detto,  tutte le spese del quartier generale che ha sede a Vicenza quando, per inciso, non c’è un euro per fare benzina alle volanti e alle gazzelle.

Ricapitolando: la Gendarmeria europea assume tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi; la Nato, cioè gli Stati Uniti, avranno voce in capitolo nella sua gestione operativa; il nuovo corpo risponde esclusivamente a un comitato interministeriale, composto dai ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari.

In pratica, significa che si avrà per le strade poliziotti veri e propri, che non si limitano a missioni militari, sottoposti alla supervisione di un’organizzazione sovranazionale in mano a una potenza extraeuropea cioè gli Usa, e che, come se non bastasse, ribadiamo ancora una volta, è svincolata dal controllo del governo e del parlamento nazionali.

Forse non è a rischio solo lo scioglimento della Beneamata Arma, potrebbe essere a rischio la sovranità nazionale.

fonte: articolotre.com