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Lettere in redazione: Cara Agrigento, mia bella Agrigento

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Riceviamo e pubblichiamo una intensa lettera di una nostra lettrice, Ausilia Eccelso.

Cara Agrigento,
mia bella Agrigento, ti scrivo come si scrivesse ad una persona, ad un parente caro per cui si sta in pensiero.

Le emozioni si sa sono strane, ed ancor di più lo sono se, sentimenti così forti, vengono provati per una città, un qualcosa di non vivo (apparentemente) un qual cosa che NEL NOSTRO immaginario, non ci appartiene ed è privo di qualsiasi coinvolgimento emotivo. Ed è allora che mi chiedo, ma se fossimo sempre stati ancestralmente così... i templi, ma anche i bei palazzi, le ville (la magnifica villa Garibaldi che non ho visto ma, dalle fotografie e dai ricordi dei più grandi sembra essere stato un vanto per noi), gli hotels (mi viene in mente l'Hotel des Temples come anche l'odierna Agenzia delle Entrate)...beh, c'è stato un tempo, e nemmeno troppo lontano che Agrigento pensava in grande, ogni tanto qualche Eroe ci riprova a creare qualcosa di importante come la Kore che ci siamo fatti scappare, il premio alla regia televisiva rai1 nel 1994 ed altri importanti appuntamenti che si è riusciti ad organizzare, un anno eravamo anche nella lotteria Italia come mandorlo in fiore con il tempio della concordia che faceva bella mostra di se sui biglietti venduti in tutta Italia...

Beh, questi ultimi sicuramente sono stati Eroi che hanno provato a crederci, e tanti altri ce ne sono, che  continuano a lottare per far riconoscere non solo la bellezza di questa terra, ma anche E SOPRATTUTTO DIREI, delle sue menti.

Già, spesso odiamo a tal punto questa città e le sputiamo addosso come se i mali odierni fossero opera di un oscuro signore che è venuto ad opprimerci da fuori, che dimentichiamo che tutto ciò che di buono, di bello di fantastico che abbiamo intorno, lo abbiano fatto noi.

Agrigento, che oggi ci crolla addosso e diciamo che è solo nostra incapacità che non ce la meritiamo, L'ABBIAMO FATTA NOI, non solo i Greci con i templi, ma anche tutti quelli che l'hanno resa la "bella donna" che è oggi, sicuramente con i suoi difetti (sicuramente coloro i quali sono stati artefici della distruzione della villa Garibaldi per costruirci palazzi non erano degli illuminati, ne tantomeno gli altri che hanno permesso di costruire quartieri satellite senza pensare "umanamente" - giacché sarebbe bastato quello - pensando a spazi verdi, strade e quant'altro serve per vivere dignitosamente), ma APRIAMO GLI OCCHI, guardiamoci intorno e vediamo quanta bellezza ci circonda e ripartiamo da lì.

Non fossilizziamoci  come vorrebbero "i nostri padroni" a guardare sempre e solo le cose negative per cercare chi ci salverà. Noi, da soli, siamo capaci di cose grandi, e le prove sono sotto gli occhi di tutti noi ogni giorno. Liberiamoci dall'assuefazione che non ci fa più meravigliare della vista dei templi dal meraviglioso Viale della vittoria, svegliamoci dal torpore, smettiamo di sognare un mondo nuovo e aggiustiamolo, perché ci viviamo già.

Non è vero che per questa città non esiste riscatto, giacché se vi sono ancora dei sognatori tra di noi, e se è vero com'è vero che quando si è in pochi a lottare la lotta diventa ancora più difficile, allora c'è ancora speranza, perché se quei sognatori si trovassero, e si mettessero insieme, riuscirebbero a togliere di mezzo certa plebaglia ignorante che da anni mortifica la dignità di Agrigento e nostra come esseri pensanti.

Cara Agrigento,
è inutile nasconderci dietro al dito, e come ho sempre detto e dando ascolto ad Aristotele, tutto ciò che facciamo è politica e l'Uomo, in quanto tale, è un uomo politico, si interessa di ciò che lo circonda e cerca di migliorarlo. E' per questo che le prossime amministrative sono importantissime. Ma vedi, succede che taluni, che vogliono come sempre saccheggiarla, fanno come i serpenti, cambiano la loro pelle, oh, la sostanza non cambia, ma accade che chi da tempo, diffida e si sente tradito dalla precedente pelle, non si accorga che il cambiamento avviene solo apparentemente (come disse quel "tizio" del Gattopardo).

Vuoi veramente permettere a costoro CHE CONOSCI BENISSIMO di continuare a rubare a te, ed ai tuoi figli la dignità ed il futuro? Il diritto di vivere bene la nostra vita in un luogo di paradiso?
Svegliati dal tuo torpore Agrigento. Sei ancora in tempo. Svegliati mia amata terra ed amati, rispettati, pretendi da te stessa di vivere felice, non continuare a ferirti, incolparti, piangerti addosso, come una donna abbandonata dal suo amante, svegliati e dimostra al mondo che gli agrigentini sono e saranno sempre grandi. Perché ricchi della loro diversità che li rende unici. Perché geniali come dimostriamo sempre al mondo intero.

Oh bella Agrigento, io credo che un giorno nessun tuo figlio dovrà più emigrare e che anzi utilizzerà la sua intelligenza per renderti ancora più bella. E credo anche, che l'alba di quel giorno possa essere vicina. Dipende solo da noi. Solo un piccolo atto di coraggio, nel guardarci intorno vedere finalmente le cose belle di cui siamo stati capaci MOLTE DI PIU' DI QUELLE DI CUI TI VERGOGNI e prendere di nuovo coscienza di te, di noi.

Coscienza della nostra eredità di grandezza. Coscienza del nostro destino ancestrale. Che non è cupo e buio, ma è quello di una grande, fulgida e meravigliosa realtà.
Il nostro piccolo Eden.

Ausilia Eccelso