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Arnone su Capodicasa: "Di Gati lo colloca come disponibile per Cosa Nostra"

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In replica alle dichiarazioni dell’on. Angelo Errore e di Epifanio Bellini con Domenic Pistone, il consigliere comunale Giuseppe Arnone ha affermato:

 

Credo che sia difficile trovare gente coraggiosa – o forse sarebbe meglio dire sfacciata – quanto i signori Errore, Bellini e Pistone. Pistone blatera di legalità, mentre dovrebbe solo andare a costituirsi per farsi processare da un lato per falsa testimonianza e dall’altro per collaborare e dire chi lo ha spinto a mentire innanzi all’Autorità Giudiziaria.

Mentre Errore farebbe bene a dare un contributo alla storia sin troppo negativa di questa Città, spiegando ad esempio il più grave degli imbrogli urbanistici mai realizzati con un P.R.G., quel P.R.G. che Errore da sindaco fece approvare e previde l’edificazione persino delle aree franose, già vincolate dalla commissione Grappelli.

Bellini, magari aiutato da Ester Vedova e Giacomo Di Benedetto, ci indichi un solo caso di denunzia politico – giudiziaria di fatti di malaffare che tale meraviglioso trio ha eventualmente posto in essere negli ultimi 20 anni.”

Gli amici Pistone e Bellini possono spiegare all’opinione pubblica cosa ne pensano delle dichiarazioni del pentito Di Gati, che colloca il loro capo assoluto, Angelo Capodicasa, tra i politici “disponibili” con Cosa Nostra, fornendo una chiave di lettura molto, molto attendibile sul perverso rapporto che ha legato Angelo Capodicasa e Lillo Gueli da Campobello di Licata.

Rapporto che ha portato Capodicasa, proprio innanzi a tutti i dirigenti del P.D. ex D.S., a svolgere il ruolo del “gran cardinale” solenne celebratore del funerale dell’amico Lillo, prendendo a male parole gli eroici uomini delle Istituzioni che hanno smantellato il malaffare di Campobello di Licata ruotante attorno alle famiglie Gueli, Buggea e Falsone. Capodicasa, tra gli applausi degli amici di Pistone e Bellini, ha ritenuto di definire magistrati, poliziotti, e “Arnoni” vari, quali “corvi, iene, sciacalli”.

E sempre a proposito di lotte per la legalità, suggeriamo a Pistone e Bellini una gita a Cattolica Eraclea, ove il neosegretario del P.D. voluto da Capodicasa e Di Benedetto è quel Giuseppe Giuffrida imputato al Tribunale per reati così gravi da fare persino impallidire gli stessi Zicari e Di Francesco: Giuffrida ha favorito, in vicende edilizie, uomini in galera per mafia. Per questo è processato e per questo gode della complicità di “don Angelo” Capodicasa, uomo che notoriamente ama Cattolica Eraclea e condivide con Giuffrida sia la passione per la legalità, ma anche l’amore per l’edilizia in quelle contrade, anche nei pressi della bellissima spiaggia di Minoa.

Parecchi indizi fanno ritenere che l’on. Errore voglia candidarsi a sindaco: la sua insistenza sul sindaco che dovrebbe rinunziare a qualsivoglia indennità di carica, fa pensare che Errore speri che il prossimo sindaco viva di rendita, per esempio sia un sindaco che gode non di una, ma di due pensioni. Due pensioni, ad esempio una da ex parlamentare regionale e un’altra da ex funzionario della Provincia Regionale di Agrigento.

L’on. Errore merita, però, per la sua storia politica, l’invito ad illustrare pubblicamente, in contraddittorio con me, diretto interessato, le ragioni per le quali gli agrigentini dovrebbero pretendere che Giuseppe Arnone, l’unico a denunziare con fior di sentenze che lo confermano, il malaffare e le ruberie al Comune di Agrigento, dovrebbe “ritirarsi a vita privata e non ricandidarsi né al Consiglio Comunale, né alle elezioni per Sindaco”.

Credo proprio che gli agrigentini vorrebbero, in queste ore, che l’on. Errore abbia la bontà di illustrare, personalmente, a Giuseppe Arnone, in contraddittorio televisivo, le ragioni per cui non dovrei più contribuire ad amministrare Agrigento, facendo felici certamente gli esponenti mafiosi – per come ha raccontato il superpentito Di Gati – e gli uomini di malaffare che vorrebbero persino donarmi un “cappotto di legno”.