L'Altra Agrigento online

Blog di informazione libera e apartitica

Tuesday, Nov 13th

Ultimo aggiornamento:12:06:48 PM GMT

Tu sei qui: POLITICA DAI COMUNI Zambuto: "troppa crisi ma io ho fatto di tutto. Tanti disoccupati, lavoro per nessuno"

Zambuto: "troppa crisi ma io ho fatto di tutto. Tanti disoccupati, lavoro per nessuno"

E-mail Stampa PDF

Mercoledì 21 dicembre, al teatro “Pirandello”, il Sindaco di Agrigento è intervenuto alla manifestazione promossa dall’Amministrazione comunale “Concerto ‘Note di Natale’” con la partecipazione di numerosi artisti locali. In allegato il relativo testo.

“Con gli artisti agrigentini esprimo gli auguri più affettuosi a tutta la città. So bene che in questo momento di difficoltà non è facile vivere felicemente le festività e che questo è un Natale particolare.Troppe tasse, troppa crisi, troppa disoccupazione!

In ognuno di noi ogni giorno crescono i problemi. Se ieri ogni famiglia aveva in casa almeno un disoccupato, oggi non c’è più lavoro per nessuno.
L’Italia non cresce più e la recessione crea sempre più disoccupati.

Ma è un Santo Natale diverso anche perché le accuse rivolte dalla magistratura inquirente contro alcuni dipendenti comunali, che non facevano il loro dovere, tradendo la fiducia di tutti noi, addolorano la intera struttura  burocratica comunale e tutta la città.

Un Natale quindi di riflessione, di preoccupazione per tutti ed, in modo speciale, per me come primo cittadino eletto da voi con un meraviglioso voto popolare.

Perciò vorrò compiere qualche breve analisi per discutere, insieme con tutti voi, del nostro futuro.
Fare oggi il Sindaco è diventato veramente difficile!
Stiamo vivendo un’economia di guerra.
Quante responsabilità ha sulle spalle la classe politica!

Per non avere voluto tagliare, negli ultimi venti anni, i costi della politica e del funzionamento della complessa macchina statale oggi siamo sull’orlo del fallimento!

Per non avere voluto tassare i grandi patrimoni e non avere fatto le riforme e le liberalizzazioni, oggi lo Stato, con un debito pubblico insostenibile, non ha più un euro per fare gli investimenti e creare lavoro per i giovani.

Da venti anni sentiamo ripetere ai politici della seconda Repubblica che occorre: moralizzare la vita pubblica, ridurre i costi della politica, rilanciare l’economia, pensare ai giovani.

Da venti anni sentiamo dire che mille parlamentari sono troppi, che i consiglieri regionali o parlamentari regionali vanno ridotti, che i consigli comunali e gli assessori vanno dimezzati, che le province vanno abolite, che le auto blu vanno annullate, che il sottogoverno, gli esperti ed i consulenti non debbono più esistere.

Parole, seminate al vento!
Il prof. Monti, mentre altri lo avevano nascosto, ci ha comunicato in questi giorni, che l’Italia, come la Grecia, è sull’orlo del fallimento.
Ora, in questa santa festa, non vogliamo polemizzare con nessuno o aggiungere pessimismo a pessimismo.

Debbo, però, dire alla mia città ed a tutti gli agrigentini tutta la verità: i tagli ai trasferimenti statali e regionali hanno messo in pericolo nei nostri comuni persino le erogazioni di servizi essenziali, (scuola, trasporti, assistenza) con l’aggravante che la Regione si ostina a tenere in piedi gli ATO, sottraendo ai comuni le competenze in materia di acqua e pulizia.

Gli ATO sono mostruosi organismi clientelari, creano disservizi e duplicazioni dei costi: vanno eliminati.
Tanto, alla fine, siamo soltanto i sindaci che dobbiamo correre continuamente per liberare la città dai rifiuti!
Storicamente i comuni sono nati per assicurare l’erogazione dell’acqua e la pulizia dei centri abitati.
Ebbene oggi non è più così!

I comuni con la pulizia e con l’acqua non c’entrano più!
Responsabili sono diventati solo gli ATO.

Se questa è la situazione statale e regionale, io credo di avere tutte le carte in regola e di aver fatto tutto il dovere di Sindaco in favore della città.
Appena insediatomi mi sono trovato ad un bivio.

Potevo scegliere la via più comoda: dichiarare lo stato di insolvenza ed il fallimento del Comune, dando tutto nelle mani di commissari che sarebbero venuti per licenziare i precari ed elevare al massimo i tributi. Avrei avuto personalmente una sindacatura più tranquilla!
Ho scelto la via più difficile, quella del risanamento, delle economie e dei tagli per garantire i livelli occupazionali e per non mettere anch’io, da Sindaco, come lo Stato e la Regione, le mani nelle tasche degli agrigentini attraverso l’aumento di tributi.

Ricordo a tutti voi, ed a tutti gli agrigentini che mi ascoltano, che il primo giorno di sindacatura ho venduto la costosa auto blu di rappresentanza e con il ricavato ho fatto beneficenza, ho ridotto le indennità, ho tagliato esperti e consulenti, tutte voci che avevano contribuito a portare il comune di Agrigento a quasi cento miliardi delle vecchie lire del debito comunale.

Operando in tal modo abbiamo salvato il Comune dal fallimento.

Oggi possiamo parlare di ripresa e di futuro:
Abbiamo disegnato la nuova città attraverso progetti, tutti cantierabili, di riqualificazione del centro storico e dei quartieri, di recupero di strutture sportive e contenitori culturali, di rifacimento di rete viaria e di arredamento urbano per un investimento complessivo di oltre 100 milioni di euro.
I primi giorni del prossimo anno apriranno i primi cantieri di questa imponente opera di riqualificazione messa in atto: il progetto “Terravecchia di Girgenti” nel cuore del centro storico della città per un investimento di circa dieci milioni di euro; il progetto di recupero di gran parte della rete viaria della città per un importo di circa sei milioni di euro; il parcheggio pluripiano di piazza Rosselli per un importo di circa nove milioni di euro; il nuovo anello viario Monserrato-Villaseta.

Con ciò segneremo la ripresa prima che nel resto del Paese dando un notevole impulso all’economia cittadina e portando nuovi posti di lavoro, soprattutto per i nostri giovani.

Queste le nostre scelte in ambito comunale.
Ma non ci siamo fermati a questo. Abbiamo bussato a Roma e a Palermo, abbiamo chiesto sostegno e aiuto a tutti i parlamentari per concorrere alla rinascita della città di Agrigento.

Al Governo Prodi prima e al Governo Berlusconi dopo, non una ma cento volte abbiamo chiesto interventi urgenti: per il Centro storico, per la viabilità cittadina come era stato fatto per Palermo e Catania, per la rete idrica cittadina, per la restituzione dei sei milioni della vicenda SAISEB, per il recupero della palestra sportiva di Villaseta, per l’utilizzo dell’ex carcere di San Vito, per una più equa distribuzione del carico delle spese di giustizia.

Non abbiamo ricevuto dal Governo nazionale una sola risposta alle nostre richieste!
Abbiamo bussato anche a Palermo ed abbiamo ottenuto dal Presidente della Regione, che ho ringraziato, il finanziamento della nuova rete idrica cittadina.

Cittadini miei, se anche lo Stato avesse fatto il suo dovere nei confronti di Agrigento oggi la città sarebbe più vivibile e migliore.
Io so di aver fatto il mio dovere e di avere bussato tante e tante volte alle porte del potere romano, ma so anche che il Governo nazionale con Agrigento è stato patrigno ed ingeneroso!

Noi però non ci siamo scoraggiati ed abbiamo continuato a lottare per gli agrigentini e per i nostri giovani, per la comunità e per il nostro futuro.
Sapevamo che la città, tenuta bloccata per decenni da interessi elettoralistici, doveva rialzarsi e riprendere il suo cammino.
Abbiamo restituito alla città il Parco dell’Addolarata, e la Villa del sole, la Biblioteca comunale ed il collegio dei Filippini.
Certo, i frutti di tutto questo intenso e difficile lavoro si cominceranno a vedere poco alla volta.
Una città bloccata per decenni non può rinascere dall’oggi al domani!

Ho lottato con forza e determinazione per risollevare una città in ginocchio e per eliminare lo sperpero del denaro pubblico e delle clientele dalla vita amministrativa comunale.

Tutto questo l’ho fatto spesso da solo, sudando ogni giorno le proverbiali sette camicie!
In questi giorni però fioriscono tanti nominativi di uomini e donne che dicono di volersi spendere per la città.

Come vedo che alcune parti politiche si stanno esercitando a denigrare la mia persona e il mio lavoro di Sindaco. E vedo altresì che il Terzo Polo non riesce a coagularsi, come avviene a livello regionale, perché a dire di taluni dirigenti, impedito dalla mia candidatura, eppure l’UDC, con in testa il senatore D’Alia, e l’API di Rutelli e Cusumano sollecitano pressantemente la mia ricandidatura.

In una situazione che rischia di frammentarsi ogni giorno di più non possiamo alimentare ulteriori polemiche e divisioni.
Le difficoltà economiche che stiamo vivendo e la recessione annunciata dal ministro Passera, che travolgerà da qui a qualche mese i nostri bilanci familiari, non ci consente tutto questo, non ci consente una campagna elettorale lunga, aspra e selvaggia.
Per governare una città come Agrigento oggi ci vuole unità e concordia.
Non possiamo abbandonare programmi e progetti per discutere soltanto di candidature che si annunciano e che si ritirano o assistere inermi alle mille alchimie sulla testa della città.

Oggi, in una situazione economica così difficile e drammatica, fare il Sindaco è la più grossa delle responsabilità!
Il nome di una persona che non è stata aiutata da nessun politico romano, come chi vi parla, che ha fatto il suo dovere lavorando giorno e notte solo e soltanto per Agrigento, non può diventare lo scudo delle polemiche dei partiti o l’alibi delle ambizioni personali o il desiderio di chi vuole tornare a gestire il Comune con i vecchi metodi.

Voglio troppo bene a questa città per essere causa, anche marginale, di lacerazioni; perciò, come ho già detto in passato, sono pronto e mettermi da parte, se ciò dovesse servire al bene degli agrigentini.

Partiti, coalizioni, associazioni, comitati, esprimano subito progetti, proposte e candidature che, se utili al bene della città, insieme possiamo valutare ed approvare per richiedere il definitivo suggello popolare.

Questi sono gli auguri più sinceri che formulo a tutti gli agrigentini, a quelli che siete qui presenti, in questo prestigioso teatro “Pirandello”, agli artisti che hanno dato voce ad un grande messaggio di pace e di amore; auguri che estendo a tutti questi meravigliosi bambini, simbolo ridente del nostro futuro, a tutte le famiglie della nostra città, uomini e donne, giovani ed anziani, stringo calorosamente la mano in un abbraccio ideale di fraterna solidarietà.

Agli ammalati, agli anziani, ai diversamente abili, ai carcerati, agli emigrati, agli immigrati, alle forze dell’ordine e alla polizia locale, impegnati come sono a garantire ordine e sicurezza, l’augurio particolare di tutto l’ente comunale.

A tutti, ma proprio a tutti gli agrigentini, anche a quelli residenti all’estero e ai non agrigentini residenti nella nostra città, l’affetto e la cordialità del Sindaco di Agrigento.”