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Tributi petroliferi alla Sicilia, intervento di Paolo Ferrara

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Il Vice presidente ed  assessore allo Sviluppo Economico  della Provincia Regionale di Agrigento, Paolo Ferrara, ha inviato, stamani, una lettera aperta indirizzata a tutti gli Amministratori ed ai  Presidenti dei Consigli delle Province e dei Comuni della Sicilia , alle  Associazioni Sindacali ed a Confindustria Sicilia, invitando, gli stessi, a  sostenere l’Assemblea ed il Governo Regionale,  attraverso una  campagna di sensibilizzazione dei cittadini, per dare forza al disegno di Legge approvato dall'Assemblea Regionale Siciliana, lo scorso 7 dicembre, di modifica dell'articolo 36 dello Statuto speciale:
“L’Assemblea Regionale Siciliana lo scorso 7 dicembre, ha approvato, all’unanimità, il disegno di legge, di cui è stato promotore l’On. Michele Cimino, con cui si stabilisce che spetta alla Regione il gettito dell’imposta di produzione dei prodotti petroliferi.
Quello di Sala d’Ercole è solo il primo passo di un percorso che vedrà nel Parlamento l’atto conclusivo. E’ lì che si giocherà la partita finale.
Il disegno di legge vuole modificare l’art.36 dello Statuto speciale, sostituendo il secondo comma vigente con il seguente: “sono però riservate allo Stato le entrate dei monopoli dei tabacchi e del lotto”.

L’iniziativa legislativa promossa mira ad escludere che continuino ad essere riservate allo Stato “le imposte di produzione”.
Nel far ciò si ritiene di voler condividere parte della filosofia sottesa al federalismo fiscale che, a sua volta, immagina che “dal sistema della finanza derivata, si passerà gradualmente all’autonomia impositiva ed al criterio dei costi standard: in luogo del finanziamento della spesa storica, che può consentire anche sprechi e inefficienze, si farà riferimento ai costi corrispondenti ad una media buona amministrazione Ci sarà dunque un’autonomia di entrata e di spesa di Regioni ed Enti locali. I nuovi tributi garantiranno flessibilità, manovrabilità e territorialità; le amministrazioni più efficienti potranno così ridurre i propri tributi”.

Nel fare ciò,  si vuole ribadire il principio della territorialità del gettito tributario in virtù del quale si potrebbero determinare nuove e maggiori risorse da destinare allo sviluppo della regione siciliana.
Da tutte queste considerazioni è nata la sensibilità e l’esigenza di tutto il Parlamento Regionale  di iniziare l’iter normativo per arrivare finalmente alla piena attuazione dello Statuto che per noi siciliani finora è stata una truffa. E il secondo comma dell’articolo 36 è la norma che ha permesso la truffa.

Questa legge consente di superare una incongruenza nella norma statutaria che escludeva la Regione dal percepire le imposte di produzione e consente la tanto decantata ma mai attuata in Sicilia autonomia finanziaria regionale, tenuto conto del fatto che nella nostra Regione si raffina il 41% dell’intera produzione italiana.

Si tratta di circa sette miliardi di euro l’anno che lo Stato trattiene sui prodotti petroliferi raffinati in Sicilia. Introiti provenienti dalle accise prodotte nella nostra Regione che, una volta incamerati, assicureranno ampio respiro alle casse degli Enti locali che saranno utilizzati nel territorio.
Sono sicuro, che a Voi tutti non sfugge l’importanza della posta in palio: la crescita, lo sviluppo, l’autonomia finanziaria della nostra amata Sicilia.
La prima battaglia è stata vinta: ma occorre vincere la guerra con il Parlamento nazionale.

Da qui il mio accorato appello a Voi tutti perché, superando gli steccati politici ed ideologici, al di là di appartenenze partitiche e politiche e fuori da campanilismi, vogliate sostenere l’Assemblea ed il Governo Regionale  attraverso una nostra  mobilitazione che passi per una capillare azione di sensibilizzazione sui cittadini e nei territori che amministrate.

E’ fondamentale che il Parlamento nazionale accolga questa  richiesta di modifica prima della fine della legislatura, se così non fosse si dovrebbe ricominciare tutto da capo.

E’ arrivato il momento di dare alla Sicilia quello che è della Sicilia e se il Parlamento dovesse fare “orecchio di mercante”.
Per parte mia, mi appello alla vostra sensibilità nel sostenere,altresì l’eventualità di sostenere quanto detto con forme estreme di protesta, come enunciato in questi giorni   dall’on. Michele Cimino.  Si auspica al contempo che i parlamentari nazionali  eletti in Sicilia vigilino  affinché l’iter dell’approvazione di questa legge sia portato a termine in tempi brevi.

Parola d’ordine, dunque: mobilitazione generale.
Bisogna tamponare l’emergenza-disaffezione che in questo ultimo periodo ha contrassegnato la vita politico-sociale italiana e siciliana in particolare, con uno scatto di orgoglio e di dignità delle nostre popolazioni. Da qui l’appello ai “portatori d’interesse” della Sicilia ed ai cittadini siciliani.

Dobbiamo essere uniti e forti anche perché questo progetto di legge in Parlamento potrebbe incontrare non poche difficoltà. Penso sia diventato di estrema urgenza ristabilire due principi come quello della rappresentanza e del consenso. Una cosa è certa: dobbiamo ripartire dal territorio, dai problemi della quotidianità, sia quelli dei nostri cittadini sia quelli dei nostri amministratori. Non c’è più tempo da perdere: iniziamo con dare alla Sicilia quello che è della Sicilia”.