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Girgenti acque affonda tra i debiti e non solo...

Pubblichiamo di seguito una lettera aperta indirizzata al Presidente di Confindustria Agrigento Giuseppe Catanzaro scritta dall'ex sindaco di Racalmuto Salvatore Petrotto a proposito della situazione di Girgenti Acque.

“Chi Le parla è l’ex sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto. Sono curioso di sapere da Lei che ne pensa di quanto pubblicato recentemente da alcuni organi di stampa..., riguardo alla gravissima situazione in cui versa “Girgenti Acque”.

Mi riferisco alla società, a fianco della quale Lei si è costituito parte civile contro di me. Mi riferisco ad uno dei tanti processi, intentati contro di me, per arrestare ogni mio tentativo di combattere contro una lunga serie di illegalità commesse nella gestione dei settori acque e rifiuti nell’agrigentino. In questo caso ho scelto il rito abbreviato, proprio perché il Tribunale di Agrigento, in sede di Indagini Preliminari, aveva suggerito alla Procura della Repubblica, di vagliare attentamente la posizione dell’ex amministratore di “Girgenti Acque”, ossia il geometra Giuseppe Giuffrida, interessato a porre in essere un tentativo di corruzione ai miei danni, per evitare che venissero fuori una lunga serie di illegittimità, di illegalità, commesse da detta società!

Mi riferisco, in modo particolare, alle modalità di aggiudicazione, relativa alla gestione dei servizi idrici integrati, nei 43 comuni della provincia di Agrigento, cose da me denunciate anch’esse alla Procura della Repubblica di Agrigento.

Mi riferisco al fatto che, sempre “Girgenti Acque”, non è in possesso di regolare concessione, rilasciata dalla Regione Siciliana, per gestire tale servizio, così come prevedono le leggi del nostro Stato e della nostra Regione. Mi riferisco ancora al fatto che, per come riportato dal Giornale agrigentino, “Grandangolo”, diretto dal giornalista Franco Castaldo,”Girgenti Acque”, annovera all’interno della sua compagine societaria, un’azienda alla quale è stato negato il certificato Antimafia!

Mi riferisco ancora al fatto che, l’attuale amministratore delegato di “Girgenti Acque”, è stato condannato con sentenza definitiva, della Suprema Corte di Cassazione, per reati contro la Pubblica Amministrazione! Mi riferisco ancora al fatto che “Girgenti Acque”, deve onorare, ormai da più di tre anni, debiti per oltre 30 milioni di euro, nei confronti delle società pubbliche, “Sicilacque” e Consorzio “Tre Sorgenti” di Canicattì, malgrado i decreti ingiuntivi già emessi da più di un Giudice Civile!

Lei difende, caro Giuseppe Catanzaro, una società che sottrae acqua ai legittimi concessionari, e cioè i comuni ed i cittadini, ad esempio, del consorzio “Tre Sorgenti” di Canicattì. E sa qual è il trucco? Rivendere la stessa acqua, agli stessi cittadini, a cui detta società ha, per non dire altro, sottratta detta acqua! Non le sembra un capolavoro di impostura! Il colmo è che, i cittadini concessionari e padroni, proprio di quell’acqua, sono costretti a pagare delle salatissime bollette, proprio per avere in casa quell’acqua che si sono visti sottrarre! Semplicemente assurdo, paradossale, pirandelliano! In altri termini Lei difende, per motivi che a breve scopriremo, una società, “Girgenti Acque”, che non ha i requisiti antimafia, che si impadronisce delle acque delle nostre sorgenti, senza averne titolo e regolare concessione regionale!

Un Presidente di Confindustria Antimafia che difende una società non in regola con le leggi Antimafia! Lei difende una società, il cui Presidente è condannato per reati contro la Pubblica Amministrazione! Lei difende una società che deve corrispondere a degli enti pubblici, e quindi a noi cittadini di questa provincia di Agrigento, qualcosa come non meno di trenta milioni di euro! Per un Presidente di Confindustria Antimafia, per un Presidente di Confindustria che predica, da qualche anno, la difesa della legalità, ci sembra un po’ troppo!

Una costituzione di parte civile contro di me che ho denunciato tutte queste cose ed altro ancora che riguarda anche il suo settore di riferimento, mi riferisco alla vicenda della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in provincia di Agrigento. Se vuole Le spiego meglio a che cosa mi riferisco, visto che ho presentato regolare denuncia alla Procura della Repubblica di Agrigento.

Ho denunciato quanto segue: come è possibile che, senza gara, con affidamento diretto, si possa affidare, a cura dell’”ATO AG 2” , per quattro anni consecutivi, la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, violando tutte le leggi, regionali, statali e comunitarie, in materia di appalti pubblici, per importi annui che superano i quaranta milioni di euro l’anno!

Attraverso tali illegalità, sono state anche violate le leggi in materia di raccolta differenziata! Infatti è stata incentivata un’anomala raccolta multi materiale, in violazione della legge sui rifiuti e per favorire qualche azienda che gestisce discariche che sotterrano e riciclano materiale indifferenziato, con ingenti costi per i Comuni e per i cittadini e che hanno provocato buchi nei bilanci pubblici e familiari per qualche centinaio di milioni di euro! Ovviamente Lei di tutto questo, nella qualità di Presidente di Confindustria Agrigento, stenta a capirci qualcosa! Chissà perché! Forse Lei, più che difendere la legalità e la giustizia, tende forse a difendere qualche lobby economica!

Io ho denunciato queste cose alla Procura della Repubblica di Agrigento. E Lei, Sig. Giuseppe Catanzaro, Presidente di Confindustria Agrigento, si costituisce con la sua associazione di industriali, parte civile contro di me, in un processo, intentato per calunniarmi e diffamarmi ! Un processo scaturito da una calunniosa denuncia, per come si evince dai pronunciamenti del tribunale di Agrigento, a firma del giudice per le indagini preliminari Alberto D’Avico. Una denuncia presentata da tal Giuffrida Giuseppe, per evitare di pagare, e mi riferisco a “Girgenti Acque”, trenta milioni di euro agli enti pubblici, ossia il Consorzio “Tre Sorgenti” di Canicattì e “Sicilacque”!

Una denuncia presentata da una società, il cui attuale amministratore delegato è stato condannato, con tanto di sentenza definitiva, dalla Suprema Corte di Cassazione, per reati contro la Pubblica Amministrazione! Una denuncia presentata da una società che non ha le carte in regola in materia di legislazione antimafia! E Lei, Sig. Presidente di Confindustria Agrigento, Giuseppe Catanzaro, dichiara di espellere le imprese soggette ad infiltrazioni mafiose, quando invece le difende, costituendosi parte civile contro di me! Ed è proprio il caso di “Girgenti Acque” che annovera al suo interno, una società alla quale hanno negato la regolare certificazione antimafia!

La prego, sig. Presidente di Confindustria Agrigento, Giuseppe Catanzaro, faccia mente locale, si ravveda! Si costituisca parte civile contro “Girgenti Acque” e, prossimamente, contro l’”ATO Rifiuti AG 2”, per i gravi danni economici provocati ai comuni ed ai cittadini della provincia di Agrigento e per le gravi illegalità che sono state commesse e che sono al vaglio della Procura della Repubblica e del Tribunale di Agrigento”.

Salvatore Petrotto, ex sindaco del comune di Racalmuto.

N.D.R. Pubblicheremo integralmente la replica degli interessati