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Arnone: "Di Francesco sotto processo, Comune non parte civile""

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Il consigliere comunale del Partito Democratico Giuseppe Arnone è tornato a discutere degli arresti al Comune e sull’affaire Di Francesco: “Inammissibili falsità, sciocchezze e sottovalutazioni politiche" dice l'ambientalista, "Innanzi tutto, vale la pena di dare all’opinione pubblica una notizia inedita, ma di rilevante importanza: si è aperto, lunedì scorso, il processo a carico dell’ing. Di Francesco e degli imprenditori Castro, relativamente ai reati e agli imbrogli denunziati da me e concernenti un immobile adibito a supermercato, a S. Giusippuzzu. Il Comune non si è costituito parte civile, ribadisco, non si è costituito parte civile, e l’unica parte civile è Legambiente" accusa l'avvocato agrigentino.

"Ed ancora, per quanto riguarda la costituzione di parte civile, il sindaco Zambuto non si è costituito neanche nel processo a carico di Sodano per l’appalto truccato della Nettezza Urbana e in quello a carico di Scifo, Vitellaro e Piazza, relativo alla carrettata di imbrogli dei centri commerciali.

Zambuto, per quanto riguarda la vicenda dell’ing. Morreale, dovrebbe avere la dignità etica e politica di scusarsi con Morreale e con la città: dopo aver tollerato il mangia – mangia della gestione UTC del Di Francesco, ha ritenuto di cacciare dal Comune colui che si stava adoperando per fare finalmente pulizia.

La città ha quindi, adesso, ulteriori parametri di giudizio per quanto riguarda il prossimo sindaco: da un lato vi è Arnone, che ha denunziato Di Francesco e il suo sistema, ne ha chiesto la rimozione e si è costituito parte civile con l’associazione Legambiente e ha difeso, con ogni energia, l’ing. Morreale, e dall’altro vi è Zambuto che ha avallato Di Francesco e i suoi sistemi e ha, appunto, la responsabilità della vergogna di aver licenziato l’ing. Morreale, vincitore di un concorso pubblico.

In queste ore c’è chi è impegnato, ancora una volta, nella attività di disinformazione per inquinare la campagna elettorale e la libera scelta dei cittadini.
Tra questi vi è l’amico del giaguaro, Emilio Messana, che adesso veste gli inediti panni del moralizzatore ciarlatano da strapazzo.
Appare doveroso, piuttosto, ricordare come stanno le cose e quante sono le bugie diffuse in queste ore:

a)    Innanzitutto una notizia inedita: su denunzia di Arnone, si è aperto, lunedì scorso, il processo a carico dell’ing. Di Francesco e degli imprenditori Castro, concernente i reati posti in essere per consentire a questi ultimi di violare norme urbanistiche ed edilizie, e mediante falsi e abusi, tentare di aprire il supermercato, poi effettivamente aperto, a S. Giusippuzzu;

b)     Nel processo a Di Francesco per le complicità con i Castro, si è costituita parte civile Legambiente con l’avv. Arnone, mentre non si è costituito parte civile il Comune di Agrigento;

c)     Come pure non si è costituito parte civile il Comune di Agrigento, retto da Zambuto, per i reati dell’ex sindaco Sodano per il processo sull’appalto truccato della Nettezza Urbana. Anche in questo processo, Legambiente – che aveva sin dagli anni ’90 denunziato i reati – era parte civile, difesa da Giuseppe Arnone;

d)     Idem sulle carrettate di imbrogli relativi alla questione dei centri commerciali. Sotto processo ci sono Scifo, Vitellaro, Piazza e altri: Legambiente e Arnone sono parte civile, il Comune di Agrigento anche qui è “non pervenuto”; 

e)     Di ancor maggiore gravità è la vicenda che riguarda l’ing. Calogero Morreale, e ciò anche alla luce di quanto emerge dall’inchiesta e pubblicato dai giornali. Zambuto dovrebbe quantomeno chiedere pubblicamente scusa, dal momento che si è reso responsabile di aver avallato la gestione Di Francesco con tutto il suo carico di malaffare possibile e immaginabile, di aver tollerato il “mangia – mangia” all’UTC, di aver consentito che una “nullità” professionale come Zicari godesse della posizione organizzativa, cioè della vice-dirigenza.
E poi, lo stesso sindaco, si è permesso di licenziare ed offendere l’ing. Morreale, vincitore del relativo concorso pubblico a dirigente, un serio professionista che manifestava ogni intenzione di aprire un altro capitolo rispetto alle precedenti gestioni dell’Ufficio Urbanistica. Ma questo è solo uno degli aspetti politici della vicenda su cui è utile ritornare".