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L'Eni trivella a pochi metri dalla nostra costa. Il vergognoso silenzio della Provincia Regionale

"The success of this exploration testifies to Eni's commitment to the search for hydrocarbons in frontier environments such as deep water, as well as the great attention paid to the exploration and development of mining resources in Italy" (dal sito ENI, 2008). Anche il pozzo scoppiato della BP era in zone di frontiera e in acque profonde. Ma qui siamo a 20 chilometri dalla costa, lì eravamo a 80. I nomi cambiano, ma quello che l'Eni vuole fare è sempre lo stesso: trivellare dove gli pare e piace, senza rispetto per nessuno e a volte con l'inganno. In questo caso nei mari profondi dello Stretto di Sicilia, sfruttando le concessioni off-shore GR 14 AG e GR 13 AG, dal luccicante nome di "Cassiopea", di cui è titolare nei pressi di Agrigento. La storia è lunga... Tanto lineare, quanto poco trasparente. Eccola.

Nel 2008 siti internazionali specializzati nella diffusione di notizie del mercato petrolifero (fra cui "Upstream") pubblicarono la notizia che beniamini dell'ambiente dell'Eni avevano fatto una meravigliosa scoperta di gas nei fondali dei mari dello Stretto di Sicilia. Al contempo l'Eni annunciava di volere accelerare i suoi programmi operativi per arrivare allo sfruttamento di quel giacimento al largo della costa agrigentina il più presto possibile (clicca qui).

Oggi l'Eni controlla "Cassiopea" al 60% e il restante 40% è della ditta Edison. L'estensione chilometrica della GR 13 AG è di circa 460 chilometri quadrati, quella della GR 14 AG è di circa 410 chilometri quadrati. Il pozzo "Cassiopea" si trova a 560 metri di profondità, a 22 chilometri da riva, in quelle che vengono considerate acque profonde, le più pericolose.

Si parla di circa 16 miliardi di metri cubi di riserve di gas, da tirare fuori al ritmo di 190,000 meti cubi al giorno. L'Italia consuma circa 95 miliardi all'anno di gas. Circa 8 miliardi al mese. Questo giacimento dunque darà gas all'Italia per circa due mesi (clicca qui). In sostanza forti rischi con le trivelle in acque profonde davanti ad Agrigento, il tutto per soli 2 mesi di gas. A suo tempo l'Eni diceva anche di volersi riallacciare ad altri giacimenti nella zona, detti Panda e Argo, e formare così un unico campo petrolifero a mare. Basta guardare la mappa a lato per rendersi conto della vastità di quel campo. Come detto, si tratta di giacimenti in acque profonde e pericolose, proprio come per la BP nel golfo del Messico. Ma, ricordiamolo, la BP era a circa 50 miglia da riva (80 chilometri), qui a 20 chilometri dalla costa.

Passano tre anni e non succede granchè. Il 25 febbraio del 2011 il sito del Ministero dello Sviluppo Economico riporta che tutto è stato sospeso per decorrenza di termini. Infatti se uno apre le pagine web dove sono riportati i dettagli delle concessioni interessate da "Cassiopea" trova la scritta: "Nota: sospeso".

(Clicca qui per la GR 13 AG e qui per la GR 14 AG).

Tutti tranquilli allora? Chissà, costava troppo, erano acque troppo profonde...o l'Eni non ha giudicato troppo poco appetibile questo giacimento e ci ha rinunciato? Manco per niente. Infatti, se uno va sul sito nazionale della Via del Ministero dell'Ambiente, scopre invece che nel Novembre 2011 (cioè in questo mese che volge al termine) è stato pubblicato il "Permesso per la Concessione di Coltivazione "d.3G.C.-A.G."/ARGO e CASSIOPEA derivante dai Permessi di Ricerca "G.R13.AG" e "G.R14.AG". Scadenza presentazione osservazioni: 04/12/2011." (clicca qui).

Addirittura il sito della Provincia di Agrigento riporta quanto segue: "COLTIVAZIONE DEI GIACIMENTI DI GAS METANO "PANDA" "ARGO" E CASSIOPEA" DA UBICARE NELL'OFF-SHORE SICILIANO ANTISTANTE IL CANALE DI SICILIA (ZONA G E C) A CIRCA 30 M AL LARGO DELLA COSTA AGRIGENTINA- DITTA ENI S.P.A.,DIVISIONE EXPLORAZION & PRODICTION CON SEDE LEGALE IN ROMA, DISTRETTO MERIDIONALE VIA DEL CONVENTO 14, 85059 VIGGIANO (PZ)-AVVISO DI DEPOSITO-ART. 23 DEL D.LGS 16/01/08 N°4". (clicca qui).

A noi i 30 metri pare siano proprio un dato errato. Ma questo è quanto riportato da quel documento ufficiale della Giunta Provinciale di Agrigento. E notare che scrivono proprio "Explorazion e Prodiction", il che fa un po' ridere, ma la sostanza non cambia. Allora, altro che decorso dei termini! L'Eni ha segretamente presentato tutte le sue scartoffie per trivellare al Ministero dell'Ambiente e ora c'è tempo solo fino al 4 dicembre p.v. per presentare osservazioni, e per la gente di informarsi, ammesso che gli interessi.

Certamente fa ridere che il Ministero "A" non sappia quello che fa il Ministero "B" e la provincia di Agrigento. Ma soprattutto fa piangere che i cittadini non sappiano niente di niente. Evviva l'Italia... E i politici ? Ma chi ci spera più in quelli... Possibile che alla provincia di Agrigento non abbiano saputo diffondere queste notizie? Possibile che nessuno si chiesto cosa stesse succedendo? Boh... Speriamo che, nonostante tutto, non solo la gente dell'agrigentino, ma la Sicilia tutta abbia voglia quanto meno di saperne di più e di fare osservazioni nel tempo ristretto che rimane... I pareri sulla richiesta di VIA per la Cassiopea scadono il 4 Dicenbre p.v. Mancano solo 7, dico sette, giorni.

Abbiamo scaricato tutti i file dal Ministero dell'Ambiente - sono circa 30 file - che sono qui.

Mentre invece il riassunto della loro valutazione ambientale è qui.

In sostanza, secondo l'ufficio di VIA del Ministero dell'Ambiente, le scadenze per mandare osservazioni è il 4 Dicembre 2011. Altro che sospensione temporale del 25 Febbraio del 2011!

tratto da siciliaonline.it