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"L'omfalos, l'ombelico del mondo" di Margherita Arancio

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L’origine di Delfi si perde nella notte dei tempi, fu abitata dal II millennio a.c. prima dell’insediamento degli Achei in Grecia, come attestano le vestigia scoperte presso Kirrha ( oggi Itea).

Vi era venerata la Dea Ghè ( Gaia- la terra) una vecchia divinita’ che con la figlia Thèmis(  vuol dire irremovibile, giustizia eterna ,apparteneva alla famiglia dei Titani ,fu la prima moglie di Zeus, le loro figlie erano le Ore) e la serpentessa Pytho stavano a guardia dell’antro dove l’oracolo dava i responsi profetici della Dea.

L’oracolo pronunziava i suoi  responsi  seduto  su un  grosso  blocco, detto “  la roccia della Sibilla”,vicino un crepaccio da cui arrivavano vapori naturali inebrianti ,oggi scomparsi.Vicino  la caverna vi era una pietra rotonda,istoriata di simboli e fregi,di circa un metro e mezzo di diametro ( conservata nel museo di Delfi)  che rappresentava  l’ombelico del mondo, l’omfalos,il centro della terra.

Ai piedi delle Fedriadi in tempi lontanissimi fu costruita Delfi con il celebre santuario di Apollo sovrastato dalla grande parete Rhodini ,dalla parte opposta vi è la parete della famosissima roccia Hyampeia da cui venivano precipitati coloro che  avevano oltraggiato la divinità.

A Delfi (importantissimo sito archeologico), la superstizione fu la base di una fede,vi era l’oracolo più importante del mondo Greco.Oggi rimangono i resti    ricostruiti  sei  volte sullo stesso sito,misera cosa rispetto alla sua grandiosità originale.

All’epoca di Plinio, a Delfi si contavano 3000 monumenti ed infinite meraviglie che circondavano il tempio grandioso tutto in marmo nero e bianco,vi erano molte offerte votive come il carro di Elios offerto dai Rodioti, le statue  offerte dei re di Pergamo, gli ex voto dei tiranni Siracusani, la  grande  stele  su  cui  splendeva  la statua d’ oro del re Eumene II di Pergamo offerta  dagli Etoli,un cratere d’ oro offerto  da Creso.

Fra le rovine si vede ancora,a tornanti ,la Via  Sacra,che era tutta fiancheggiata da meravigliosi monumenti ex voto.Lo splendore di Delfi non si limita al grande Temenos,recinto sacro;  verso il Ginnasio  vi è la fonte Castalia,che è il sito più suggestivo dove, secondo una leggenda, era il covo del mostro Pytho.

Li, l’acqua scorreva ai piedi della facciata e veniva raccolta in una grande vasca scavata nella roccia,sgorgava da sette bocche di teste bronzee lungo  le quali avevano luogo le abluzioni purificatrici.

Di queste opere restano poche tracce ,in buona parte distrutte da una frana.La  fontana fu scoperta nel 1958 durante  dei lavori  stradali ,siti che ispirarono i poeti latini che li consideravano i posti preferiti di Apollo e  delle Muse,vedere e pensare che i vecchi platani intorno alla fonte di Castalia furono piantati da Agamennone, che vi si era recato in pellegrinaggio prima di partire per la guerra di Troia, è suggestione pura.

All’ombra del Parnaso un paesaggio maestoso e nello stesso tempo solenne ,pieno di pace che eccitano l’immaginazione verso l’antico culto  misterioso.Travolta dal tempo  ,scomparsi i tesori ,le statue ,i fregi, non resta che una nostalgia del passato che la natura conserva.

Gli abitanti del moderno villaggio di Delfi trovano ragione di guadagno dall’intenso movimento turistico,come i loro lontani progenitori dagli incessanti pellegrinaggi al santuario,una volta si vendevano oggetti di culto oggi si smerciano souvenir.

Ancora oggi non è raro vedere presso la fonte Castalia giovani che si bagnano con l’antica acqua ,cercando forse  una soluzione ai loro problemi .  Ogni anno a capodanno i pastori e i contadini portano  alla fonte focacce e legumi  e con l’acqua della sorgente  bagnano i malati e le loro case.   Per tradizione ? Superstizione?

Sull’architrave del Santuario vi era una scritta che diceva : “GNOTHI SEAUTO’N “- CONOSCI TE STESSO-.

Margherita Arancio