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Calabrese assessore, Arnone: "stato di degrado del Comune"

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“Per Adragna e Panepinto adesso sarà più chiaro: con Zambuto non vi è alcun margine di alleanza programmatica alle prossime elezioni. La nomina di Calabrese, sino ai primi di novembre era il principale promotore della sfiducia al sindaco, rende ormai abbagliante lo stato di degrado in cui versa l’Amministrazione Zambuto”. A parlare è il consigliere comunale Giuseppe Arnone che è intervenuto sulle ultime decisioni della Amministrazione Comunale. 

Arnone, nella seduta del Consiglio Comunale del 15 novembrei, si è astenuto dal voto al bilancio, mettendo in evidenza, nelle sue dichiarazioni di voto, il gravissimo stato in cui versa la città: dagli impianti di illuminazione non funzionanti, ai cani randagi che continuano a mordere i passanti, allo stato del manto stradale, al mancato rimborso dei costi del trasporto pubblico per gli studenti.

"L’intero Consiglio Comunale è rimasto sorpreso" continua Arnone "dall’improvviso amore scoppiato, ieri, tra il consigliere Calabrese e il sindaco Zambuto. O, meglio, la sorpresa dovrebbe essere doverosa se al Comune di Agrigento la coerenza e la dignità della politica avessero un peso quantomeno minimale.

Sono noti a tutti i consiglieri, operatori politici, giornalisti, i giudizi pesantissimi su Sindaco e Giunta che stavano alla base della mozione di sfiducia promossa proprio dal consigliere Calabrese non più tardi di un paio di settimane addietro.

La notizia della mozione di sfiducia ha campeggiato, con titoloni, sui quotidiani locali, appunto tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre: grande sponsor, Maurizio Calabrese.

Adesso il colpo di scena, clamoroso se non avvenisse ad Agrigento. Per usare una metafora calcistica, sarebbe come se l’Inter acquistasse Ibra proprio mentre questi, con la maglia del Milan indosso, sta per calciare un rigore nel derby. Calciomercato in piena partita.

Calabrese, adesso, diviene il maggior difensore della buona qualità dell’Amministrazione Zambuto. Sino a ieri, le sue definizioni del modo di amministrare del Sindaco erano semplicemente da codice penale.

A questo punto, invito l’amico Benedetto Adragna ad un ulteriore sforzo di sintesi e concentrazione, che aiuti a diradare l’enorme confusione che è stata alimentata sino a questo momento.

Zambuto non può essere il candidato di uno schieramento che vuole il cambiamento e la rottura delle vecchie prassi e logiche di malgoverno.

Ad Adragna è sfuggito che, sino ad agosto, Zambuto ha concordato con Angelino Alfano, nella villa di Alfano, nomi e competenze della Giunta Municipale, nominando persino l’ex socialista, oggi alfaniano, Ignazio Sciortino.

E la rottura tra Zambuto e Alfano è nata solo e soltanto dalla decisione di Alfano di allearsi con Moncada e di non voler accettare quale suo candidato Zambuto.

Tutto questo è avvenuto sotto gli occhi di tutti, e gli agrigentini sono persone intelligenti e avvertite.

Ma, al di là di queste incoerenze, di questi balletti, di questi inseguimenti assai carenti sotto il profilo della dignità politica e non solo, chi vive quotidianamente ad Agrigento si rende conto della grandissima misura con cui la città sia ormai abbandonata a se stessa, di quali e quante siano le emergenze con le quali contrastare e, per contro, la sostanziale inefficacia delle azioni di contrasto alle stesse.

E una considerazione merita anche la vicenda della depurazione cittadina. La quantità di menzogne lanciate da Zambuto ha una sola chiave di lettura, una sola matrice: il tentativo di voler mettersi alla testa dell’antiarnonismo militante. Il tentativo di aprire, sulla pelle della città, mesi di ulteriore violenta lacerazione, di cui qualunque cittadino di buon senso farebbe volentieri a meno. E il tutto – come pacificamente emerge dai pareri resi in conferenza di servizi – allontanandosi drasticamente da una efficace e rapida soluzione delle questioni relative alla depurazione e all’inquinamento ambientale. Contro Arnone,  questo sarebbe ancora comprensibile, ma anche e soprattutto contro Agrigento. E questo non possiamo tollerarlo.

Ma, appunto, cavalcare la carcassa della tigre del depuratore illegale, significa chiamare a raccolta tutto l’antiarnonismo militante, agli occhi dei vari Franco Castaldo, Salvatore Patti, Vincenzo Rizzo, Claudio Lombardo, Bellini, Pistone & co. E tutto questo contro i cittadini, solo ai fini di una speculazione politica che non darà alcun frutto alla città, se non altri anni ben lontani dalla vera soluzione delle gravi questioni.

Lo ribadiamo: ci auguriamo che si smetta di fare confusione. Da qualsiasi parte".