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"Sul bel Danubio blu" di Margherita Arancio

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Il delta del Danubio è un angolo di terra nel quale la natura si è conservata spontanea , non danneggiata dalla civiltà dell’uomo e perciò caratteristica e meravigliosa.

Il Danubio, che è blu’  forse soltanto nel breve tratto dopo le sorgenti, lungo tutto il percorso è terreo per i milioni di tonnellate di detriti che  trasporta e, dopo  aver percorso 2860 km, giunto al Mar Nero le sue acque dolci e i suoi detriti si spingono per 80 metri ogni anno nel mare e vi penetrano mantenendosi dolci per lungo tratto.

Il Danubio ha dato vita ad un’infinità di laghi e  canali ; questi sono di un blu’ scintillante ,oppure sono verdi perché coperti da vegetazione nella quale sono incastonati  fiori smaglianti.

Reperti archeologici e studi hanno dimostrato che fin dai tempi piu’ antichi , il delta e le regioni circostanti furono continuamente popolate prima dai Daci e poi dai Romeni, questo predominio assoluto della popolazione autoctona rimase  inalterato anche nei periodi di crisi quando nel delta si riversarono emigranti di ogni tipo e razza  e anche durante il dominio Turco.

Per la natura selvaggia e impenetrabile , nei secoli passati ,il delta del Danubio si prestò ad accogliere persone che sentivano il desiderio o il bisogno di fuggire :perseguitati per questioni politiche , sottrarsi al confino o alla Siberia o amanti della vita allo stato naturale.

Anche gli Argonauti (50 eroi), reduci dalla spedizione nella Colchide (regione del Caucaso possibile patria delle Amazzoni ) che aveva permesso loro di impadronirsi del Vello D’Oro ,prima di rientrare in patria sentirono il bisogno di riposarsi in una tranquilla baia.

Ancorarono la nave Argo ad un grosso anello di ferro fissato nella roccia ,con il passar del tempo le forze orogenetiche sollevarono quella roccia fino all’attuale altezza di 260 m dando origine alla collina Denis Tepè (la collina del mare ).Sulla vetta della collina è tuttora infisso quel grande anello di ferro che era servito per l’ancoraggio della nave.

Nel triangolo del delta vive una grande massa della popolazione Rumena che è dedita alla pesca( 110 specie di pesce) e alle attività industriali che  ad   essa  si  ricollegano :   centri  per  la  fecondazione ,  per   la   riproduzione  e   per  l’allevamento,  stabilimenti per la conservazione dei pesci (scatolame, salati e affumicati).

In mezzo a tante specie di pesci quelli piu’ redditizi sono: lo storione  (lo storione bianco ,lo storione stellato, lo sterletto  che è il piu’ piccolo e fornisce il caviale migliore )  la regale carpa,il pesce persico.

Altra parte di   persone è   occupata   nella   raccolta della   canna acquatica pregiata, viene   trattata   in  stabilimenti  dove  si ottiene la cellulosa    per la carta ,  fibbre  tessili ,  alcool ,   foraggio, combustibile.Il governo Rumeno , per favorire l’aumento della pescagione , ha creato stazioni ittiche per la riproduzione e vivai.

Nelle acque non scorrenti vi è  abbondante  varietà  di flora  stagnante  in superficie , quali la ninfea  bianca e gialla,  il loto, il giaggiolo giallo ,l’erba manna ,la menta acquatica, la castagna d’acqua  che essendo ricca di amidi e zuccheri è un ottimo alimento molto ricercato, la utricularia e la aldrovanda  due pianticelle carnivore.

Una caratteristica del delta , forse la piu’ spiccata di tutte le bellezze , è data dagli uccelli ( aironi,pellicani,oche, cigni ,gru ,ibis ecc)che vivono felicemente in questa natura  che l’uomo non ha danneggiato e perciò particolare  e ammirevole.

Per completare la fauna non mancano  milioni di zanzare le quali non hanno bisogno di riserve ,esse amano i turisti. Anche le api sono molto abbondanti e costituiscono una grande ricchezza :gli alveari vengono collocati ,a secondo le stagioni,prima sotto i salici, poi sotto le acacie,cosicchè è possibile fare piu’ raccolti di miele ogni anno.

La posizione geografica del delta ,il suo clima , la sua fitta vegetazione con conseguenti zone tranquille ,le centinaia di bacini e corsi  di acqua con abbondantissimi pesci e ,non per ultime, le  molte  riserve naturali  istituite  dal  Governo Romeno  hanno  indotto  molte specie  di  uccelli, specialmente quelli acquatici,a considerare il delta del Danubio quale loro paradiso terrestre nel quale abitare in permanenza oppure soltanto parte dell’anno mediante la loro trasmigrazione.

I 4340 kmq  (1300 appartengono all’U.R.S.S.)di delta romeno, oltre a essere un gioiello d’inestimabile valore ,potrebbe  costituire per la Romania una fonte di ricchezza con il turismo ,con l’abbondante pesca , con la raccolta della canna acquatica e anche con la presenza di minerali rari.

Margherita Arancio