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Assoluzione Gambino-Palermo, Arnone: "Falso di Pistone e Messana, mi querelino"

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A proposito dell'assoluzione dei signori Gambino e Palermo del partito Democratico, l'avvocato Giuseppe Arnone è intervenuto con una nota stampa che interamente pubblichiamo. 

“Ciò che non vi dicono sulla Sentenza Palermo – Gambino: la Corte d’Appello assume che due dirigenti PD non avrebbero avuto la consapevolezza di utilizzare atti falsi. Ma proprio quegli atti falsi utilizzati innanzi al Tribunale, così come denunziato da Giovanni Manzullo, Nello Hamel, Diego Cusumano, impongono alla Magistratura di trovare tutti i veri colpevoli. E imporrebbero ai vertici del PD agrigentino quella chiarezza che si è sempre rifiutato di fare.”

La diffusione della notizia dell’assoluzione di Palermo e Gambino nei termini si qui proposti, costituisce una grave offesa al diritto dei cittadini di essere informati.

Palermo e Gambino sono stati assolti dalla Corte d’Appello di Palermo sulla base dell’assunto che i due non avrebbero avuto la consapevolezza di utilizzare atti falsi e falsificati.

La Corte ha preso per buona la giustificazione addotta da Palermo di essere stato ingannato dal segretario Emilio Messana.

Anche la Corte d’Appello, con la formula “il fatto non costituisce reato” – che non a caso viene nascosta all’opinione pubblica, ha confermato che le carte furono falsificate. E la nomina, quindi, di Palermo e Gambino è stata frutto di un vero e proprio imbroglio, cioè di reati.

Arnone ha dichiarato: “Al mio rientro in città, terrò una conferenza stampa, ove spiegherò ai cittadini ciò che in questo momento si tenta di occultare, tentando di comunicare all’opinione pubblica l’esatto contrario di ciò che è avvenuto. A questo punto, va processato, nei tempi più brevi, Emilio Messana. E voglio ricordare che la falsificazione delle firme, nonché la loro successiva utilizzazione, è stata denunziata da Nello Hamel e Diego Cusumano, che hanno dichiarato ai Carabinieri che le firme in calce alla nomina di Palermo e Gambino erano apparentemente le loro, ma erano invece false.

Come falsa era pure la firma di Domenico Pistone che, però, mentendo spudoratamente e coprendosi di ridicolo, innanzi alla Magistratura, ha dichiarato di non essere in grado di riconoscere se quella firma fosse o meno la sua. Va anche messo in rilievo, visto che molti lo dimenticano, che a denunziare tutti l’intera trama criminosa fu l’on. Giovanni Manzullo, gravemente danneggiato da comportamenti scorrettissimi nei suoi confronti, tenuti da Palermo e Gambino.

Politicamente, la vicenda è gravissima, perché dentro il Partito ci si è sempre rifiutati di discutere sulla falsificazione di questi atti. Sfido pubblicamente, a questo punto, Palermo e Gambino, autori di comportamenti scorretti in danno a Manzullo, Domenico Pistone, testimone mendace ed Emilio Messana, responsabile penale dell’atto falso, di avere la dignità e il coraggio civile di querelarmi.”