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Inquinati e Consiglio comunale sul depuratore: il resoconto e la risposta del movimento

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Si è svolta ieri sera una seduta del Consiglio comunale aperta sul tema dell’inquinamento del mare di San Leone e le soluzioni più opportune. Tale argomento è stato proposto tramite una apposita richiesta di confronto da un movimento apolitico di cittadini denominato “inquinati agrigentini”; nell’introdurre la discussione, il presidente del Consiglio comunale Francesco Alfano, ha voluto sottolineare l’importanza del confronto  su “una problematica, tra le tante, che interessano il nostro vivere civile e il nostro avvenire.

 

Spero, ha continuato il presidente-  che ognuno possa esprimere il proprio pensiero nel rispetto delle opinioni dell’altro perché così c’è lo impone la democrazia.

La vostra presenza in questo consiglio comunale  ha continuato Alfano – propende verso una democrazia partecipativa che seppure non deliberante induce ad una assunzione di responsabilità non soltanto vostra ma ancor di più nostra, del Consiglio comunale e dell’Amministrazione, delegati dal voto popolare”. Subito dopo, una rappresentante del movimento, Angela Musumeci, nel prendere la parola ha chiesto di sapere “i tempi e i modi per realizzare il depuratore ed evitare l’emergenza inquinamento nonché gli impegni precisi dell’Amministrazione comunale sulla questione da tempo denunciata”.

Per l’Amministrazione, il vice sindaco Muglia, nel giustificare l’assenza del sindaco Zambuto, impegnato a Roma per motivi istituzionali, ha ricordato “la convocazione per il prossimo 8 novembre alle ore 10 presso il Palazzo di Città, del tavolo tecnico per l’avvio della concertazione in ordine al depuratore del Villaggio Peruzzo, in adesione all’atto di indirizzo votato dal consiglio comunale con la deliberazione numero 78 del 18 giugno 2010 per le ragioni che attengono alla salvaguardia dell’igiene e della salute pubblica”; all’intervento di Muglia è seguito quello della consigliere Galvano che ha fatto  “un plauso alle organizzazioni di cittadini poiché bisogna partire da loro per risolvere il problema in quanto l’Amministrazione non ha saputo risolverlo e, la presenza di tanti cittadini, dimostra che Agrigento non è una città passiva di fronte alle questioni importanti ma che riesce a muoversi, che riesce ad attivarsi in maniera seria, evidenziando le molte mancanze dell’Amministrazione che ha preferito rispondere solo con le parole”.

Per Fontana di Legambiente “il depuratore del Villaggio Peruzzo è irrealizzabile per l’elevato pericolo idrogeologico della zona e per la vasta area a rischio esondazione del fiume Akragas che potrebbe comportare la distruzione dell’impianto”.

Per Marchetta “il Movimento per l’Autonomia sposa il piano che è stato approvato e lo ritiene piattaforma programmatica al di là delle discussioni.  Apprezzo che via sia una conferenza di servizi che faccia luce sui tutto ma riteniamo che in tema di depurazione ci sono tre urgenze: gli scarichi tramite pennelle a mare che non sono efficaci, una situazione critica nella zona Calcarelle e bisogna subito attivare il completamento della rete fognaria della zona nord della città e la situazione del  Villaggio Mosè dove bisogna trovare una soluzione a breve”.

Successivamente Hamel  ha sottolineato che “l’amministrazione sul problema non ha mai avuto la reale intensione di manifestare la propria scelta: ci dica la scelta che ha fatto e qual’ è ipotesi che intende portate aventi” secondo Hamel “la conferenza di servizi si celebra con un ritardo biblico. Nessuno si pronunzierà e non si farà assolutamente niente”.

La consigliere ha manifestato il ”senso di insoddisfazione alla lettura del documento letto dal vice sindaco Muglia in quanto l’ Amministrazione avrebbe potuto indire la conferenza un anno e sette mesi fa. Come rappresentante del Consiglio comunale posso affermare che, in meno di due anni, abbiamo smosso una situazione che era ferma da venti anni.” Per Bellini, rappresentate del PD agrigentino “la seduta ha dimostrato che è un tema sensibili e che fa risolto con il completamento del depuratore del Villaggio Peruzzo anche con metodi necessari a mitigare il rischio paventato da alcuni poiché l’ Interesse pubblico deve essere superiore rispetto alla minoranza”.

Calabrese ha ribadito che “questo Consiglio comunale per  quelle che sono le competenze che ci assegna la legge ha fatto tutto quello che era possibile fare. Stasera, ha continuato-  abbiamo sentito di tutto e di più ma voglio ricordare che sul depuratore del Villaggio Peruzzo non vi è mai stato un intervento della magistratura per il blocco dei lavori e, pertanto, bisogna completarlo” .

Un cittadino ha posto la questione del pagamento del canone di depurazione chiedendo la mappatura della rete di depurazione in quanto, secondo norme recenti, senza un impianto depurativo il canone non è dovuto.

La consigliere Vita ha manifestato la propria “insoddisfazione nella risposta dell’ Amministrazione e negli interventi di alcuni consiglieri perché non danno alcuna concretezza alle richieste dei cittadini che hanno ragione a lamentarsi”.

Per Arnone “non è possibile che il mare di San Leone venga presentato falsamente come una fogna allo stato puro. Abbiamo avuto un tasso di inquinamento e di non balneabilità per alcune ore che ha sviluppato una campagna di denigrazione”. Infine l’assessore Gramaglia, nel ringraziare per la proficua partecipazione ha sottolineato che “è importante per tutti noi un obbligo: sapere amare Agrigento, saper bene amministrare e saper collaborare tra consiglio e associazioni per il raggiungimento del bene comune”.

A conclusione della seduta il presidente Alfano ha ricordato che “ con più frequenza dovrebbero verificarsi questi eventi, affinché tutto possa essere incanalato verso la concretezza. L’analisi e la proposta troverà in questo Consiglio attenzione ed efficacia. Agrigento non ha bisogno di sterili contrapposizioni ma di tanto buon senso e merita di essere ben amministrata”.

Il movimento Inquinati Agrigentini chiede risposte concrete attraverso un comunicato che di seguito pubblichiamo:

Con la presente,  Inquinati ringraziano pubblicamente il  sindaco e il  presidente del consiglio comunale per l’opportunità di oggi.
Gli Inquinati continueranno ad impegnarsi coesi e sinergici fino a raggiungere quanto richiesto nell’iniziativa nata nel giugno di quest’anno,  il  15/09/2011  hanno consegnato al Presidente del consiglio comunale e successivamente anche al sindaco una petizione popolare con 700 firme di cittadini in cui si chiede:

1.    dove il comune realizzerà  il depuratore per la fascia costiera della città;
2.    la data di inizio e di fine lavori;
3.    la consegna e la messa in funzione di suddetto depuratore.

La nostra linea non si è disgiunta da queste richieste manifestate  fin dall’inizio.
Pertanto oggi chiediamo al sindaco, al presidente del consiglio comunale e al consiglio tutto, che si facciano portavoce delle nostre istanze  presso il presidente dell’ATO idrico, Girgenti Acque  e  tutti gli enti competenti.
Inoltre gli inquinati chiedono:

1.    Se, per gli scarichi sul litorale di San Leone, sia ammissibile considerare la sola grigliatura una depurazione invece di un trattamento preliminare per l’invio dei reflui agli altri fondamentali trattamenti obbligatori per legge che invece non vengono fatti.

2.    Di parlare oggi, non solo di pennello a mare, ma  innanzitutto  di qualità dell’acqua reflua. Perché non si può seguire l’esempio di Rapallo dove l’Europa finanzierà il  depuratore con  15 milioni di euro di fondi europei, un’opera da 40 milioni di euro per oltre  30.000 residenti,  potremo anche noi ottenere finanziamenti europei per la costruzione dei depuratori?

3.     Di  ottenere l’adeguamento alla  direttiva europea 1991/271/CE sul trattamento delle acque reflue urbane  perchè che Noi cittadini non vogliamo pagare le multe per inefficienza e incapacità della classe politica.

4.    Se siete a conoscenza che laddove non esiste un depuratore non si paga la depurazione come da sentenza della corte costituzionale n. 335 del 2008 e art. 8 sexies della legge 27/2/2009.

5.    In base al precedente punto 4 di procedere al recupero delle somme riscosse per una depurazione non fruita.


6.    Che sia disponibile e di facile consultazione la mappatura delle zone servite attualmente dalla depurazione in modo che sia chiaramente individuabile da ogni cittadino la sua situazione riguardo la depurazione, come è stato promesso dal Sindaco e dal Presidente del Consiglio Comunale.

7.    Dove vanno a finire i reflui di via Pier Santi Mattarella, via Mazzini, via Regione Siciliana, Quadrivio Spina Santa, ecc?
E i residui della grigliatura come vengono smaltiti?

8.    Nell’ultimo incontro al collegio dei Filippini sono state consegnate delle evidenze oggettive al sindaco che  si è impegnato a valutare per individuare eventuali estremi per la rescissione del contratto con Girgenti Acque. Signor Sindaco, oggi, ritiene che ci siano questi estremi? Tutto ciò sarebbe funzionale a far rispettare la volontà del 60% dei cittadini di Agrigento che si sono espressi riguardo il rendere pubblica l’acqua. E’ al corrente che altri sindaci come ad es. De Magistris a Napoli si sono adoperati per trovare una soluzione ottimale

9.    Questo pennello secondo la legge è illegale se scarica a mare reflui non depurati, ma potrà  essere utilizzato per scaricare l’acqua già depurata nel momento in cui verrà costruito il depuratore. Le immagini trasmesse da Teleacras mostrano una condotta semplicemente appoggiata sul substrato marino, non ben ancorata e in alcune parti sospesa. Non è così che immaginiamo possa essere una struttura per l’uso a cui questa è destinata. E voi? Si può continuare con una storia di rotture  che sicuramente gravano sulle nostre tasche?  A proposito quanto abbiamo pagato questa condotta realizzata nel 2009? noi sappiamo 3 milioni di euro lo confermate?

10.    Prima della fine del mandato di questo consiglio, quali obiettivi vi proponete di raggiungere sul tema? Abbiamo saputo che il sindaco ha convocato di una conferenza di servizi per l’8 novembre, noi non possiamo che esprimere soddisfazione per la volontà dimostrata e un certo rammarico perché sia passato più di un anno dall’ultima delibera, ma attendiamo fiduciosi che il prossimo passo non avvenga fra un anno.

11.    QUANDO DALLE PAROLE SI  passerà ai fatti?

Tutti noi speriamo che oggi si decida e non si facciano soltanto parole.

In attesa delle  vostre determinazioni, data la credibilità politica risibile conquistata in questi anni dalle amministrazioni in provincia, ci riserviamo di richiedere i danni come popolo agrigentino che per le condizioni di salute del mare non si è potuto aggiudicare la bandiera blu causando perdite economiche agli operatori turistici e impedendo un possibile sviluppo economico della città intera.