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Cercavamo Dracula, abbiamo trovato un paese meraviglioso di Margherita Arancio

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Erodoto, padre della storia (di Alicarnasso), li chiamava “ i piu’ coraggiosi e giusti dei Traci “ per la bravura e il coraggio con cui affrontavano la morte perché per loro era un passaggio per l’immortalità dell’anima.
Omero, il grande poeta,scrive : “I Daci possiedono coraggio ed umanità in battaglia, possiedono una educazione morale, che manifestano curando i forestieri e i feriti caduti nella loro terra”.

Traiano conquistò la Dacia, fu una delle operazioni militari meglio riuscite ( 101 -106 d.c.), trovò tribu’ nomadi che si fusero in un grande popolo che fronteggiò l’avanzata dei Romani. Traiano fu costretto ad organizzare una spedizione molto agguerrita e nel lasso temporale di cinque anni colonizzò e dominò, diventò così una fiorente provincia dell’Impero Romano.

Iniziò il processo di formazione del popolo Romeno, discendente certo dell’Impero Romano d’Oriente, la cui lingua è una delle piu’ grandi eredi della lingua latina (non a caso la Romania è l’oasi della latinità ). Il nuovo popolo Daco imparò il latino volgare, adottò la religione cristiana. Il primo a predicare il Cristianesimo nella Dacia romana fu l’Apostolo Andrea che per tale ragione, è il Santo Patrono della Romania.

A ricordo di questa guerra per commemorare i caduti, venne scolpita a Roma un grande capolavoro dell’arte romana, la “colonna Traiana”, lo scopo di questa meravigliosa opera non era solo funerario e celebrativo, ma anche didascalico, in quanto la colonna (a spiraliforme) descrive le imprese piu’ salienti della guerra (la colonna Traiana è considerata un certificato di nascita del popolo Romeno). Alla morte prematura di Traiano, le sue ceneri furono deposte in un urna d’oro alla base della menzionata colonna.

La narrazione venne fatta, rigorosamente,mediante: scene di marcia delle truppe; costruzioni di accampamenti; nemici catturati; il suicidio dei capi Daci ; la presentazione della testa di Decebalo (ultimo eroico Re dei Daci, sulle rive del Danubio vicino Orsova c’è una scultura che lo raffigura ricavata da una roccia alta 40 metri ) a Traiano, l’appriopiazione del tesoro reale , la massa dei Daci inginocchiati con gli scudi a terra e le braccia protese che invocano clemenza. Nei pensieri dei politici Italiani, si prevede di realizzare una copia fedele della colonna Traiana da collocare a Bucarest, per ribadire con questo atto la vicinanza degli Italiani e dei Romeni e la latinità, che li unisce alle radici della loro storia.

La Romania è una terra tutta da esplorare; un Paese chiuso, per anni, dietro il muro del Comunismo, l’ex dittatore Ceausescu non riusci’ a distruggere lo spirito e la cultura del popolo Rumeno. Bucarest, la capitale, negli anni trenta era chiamata la “piccola Parigi “per via della sua vita artistica. Sulle rive del fiume Dambovita c’è il palazzo del Parlamento (simbolo della monarchia), la più grande costruzione in Europa e la seconda al mondo dopo il Pentagono, che eccezionalmente, ha aperto le proprie porte per ospitare il 53^Congresso mondiale Fijet. Somma sorpresa è vedere a Bucarest l’arco di trionfo (simile a quello di Parigi ), ubicato nel locale viale Kiseleff, con negozi di lusso e palazzi in stile francese.

Nel 2007 Bucurest è stata la capitale culturale Europea. La Romania è l’unico posto in Europa, dove ancora oggi si può godere di un paesaggio incontaminato e ricco di tradizioni; dove si respira un’atmosfera di altri tempi, con città medievali che conservano la vita tradizionale diventando un interessante attrazione turistica. In questi paesini si possono ancora ascoltare i meravigliosi canti del passato salvati dai gruppi folkloristici, sono delle esecuzioni complesse dove si alternano versi cantati, recitati e strumentali con balli molto espressivi che richiedono grande virtuosità.

Bucarest è una metropoli europea da scoprire, una Città frizzante con nigt clubs, operà, musei, parchi e giardini. Il famoso Danubio fa da confine con la Serbia e la Bulgaria, sfocia nel Mar Nero, ha un impressionante delta nella zona più bassa della Romania ,studiato e descritto da Erodoto, Strabonio, Plinio il Vecchio, oggi fa parte del patrimonio mondiale dell’Unesco come riserva naturale della biosfera, 3700 specie di piante sono state identificate sul territorio della Romania considerate rare meraviglie della natura. La Romania è ricca di fauna dove ancora oggi si possono vedere specie di animali altrove estinte (lupo ,orso bruno).

Nella città di Hunedoara si trova il più grande castello gotico della Romania, nel cortile c’è un pozzo di 30 metri, una leggenda racconta che il pozzo fu realizzato da dodici prigionieri Turchi a cui gli fu promesso che se avessero trovato l’acqua avrebbero avuto la libertà. Dopo 15 anni di lavoro finito, la promessa di libertà non fu’ mantenuta, ancora oggi sulla parete del pozzo c’è una iscrizione che dice: “avete l’acqua ma non avete cuore “. Bellissima, magica e tenebrosa è la Transilvania che vuol dire: terra al di là della foresta. Si trova al centro della Romania riparata dai monti Carpazi dove si possono ammirare antichi insediamenti Romani e Daci; il castello di Bran che con la sua architettura medievale evoca le atmosfere sinistre, diventato famoso per lo scrittore Bram Stoker che stabilì lì la residenza del Conte Dracula, sepolto nella chiesa del monastero di Snagov (isola vicino Bucurest) dove il suo corpo giace davanti l’altare.

Sighisoara, la perla della Transilvania ha dato i natali a Vlad Tepes meglio conosciuto come conte Dracula (dove passò 4 anni della sua vita) personaggio mitologico, nella cittadina si può visitare la casa del Conte trasformata in un ristorante turistico (dove si possono ammirare collezioni di armi) dove il tempo si è fermato nonostante la torre con il suo orologio continui a rintoccare il passare delle ore. Un piccolo grande angolo di vita bucolica. Mai visto, poi, un parco tanto bello come quello di Bacau (giardino botanico Paul Taralunga ), in Moldavia, una citta’ antica con un’architettura urbana di epoca medievale con un’atmosfera intrigante, uno straordinario susseguirsi di costruzioni eccentriche con tetti a punta ornati di croci nere.

Abili ed operose le mani delle donne della Bucovina, che con un progetto Romeno-Italiano intendono rilanciare l’artigianato popolare;i manufatti di ceramica nera (maschere ironiche che rappresentano vizi e difetti umani) saranno messi in vendita in Italia.Nella Bucovina a Voronet si possono ammirare i capolavori dell’arte bizantina ,con murales sulle pareti esterne dei monasteri che rappresentano con colori eleganti e armoniosi la vita dei Santi.Una creatività artistica unica nel suo genere è quella che si vede a Sibiel ,(la più grande esposizione in Transilvania) dove piccoli e grandi artisti hanno dipinto in questi capolavori in vetro il loro mondo antico ( le Icone).

Il turismo in sviluppo, ha un ‘importante contribuzione per l’economia della Romania (dopo il commercio), cortesia e gentilezza contraddistingue questo popolo dove ancora oggi si usa baciare la mano ad una donna, cosa da noi scomparsa almeno da un secolo. I Romeni hanno la capacità di far sentire al turista che la sua presenza non solo è accettata, bensì è anche motivo di piacere della popolazione residente.

Il mio racconto è terminato e non mi resta che spingervi a fare un viaggio in Romania, dove troverete gente orgogliosa come le vette dei maestosi Carpazzi. Dove una delegazione di giornalisti e scrittori del turismo della Fijet si sono incontrati per il 53^ Congresso mondiale, dal 17 al 25 settembre 2011, il loro compito è sottolineare l’importanza del turismo allo scopo di rilanciare il settore che riveste grande importanza per lo sviluppo socio –economico e di rafforzare la pace fra i popoli attraverso gli scambi culturali; il turismo e la cultura che giocano un ruolo fondamentale nel contribuire alla crescita economica, creare posti di lavoro, aumentare la produttività e il reddito, avendo una conseguenza a catena, nel senso che il suo effetto si propaga dal settore turistico al resto dell’economia, dello sviluppo e della competività che può diventare una importante nota di bilancio per ridare slancio ad un paese.

Margherita Arancio