L'Altra Agrigento online

Blog di informazione libera e apartitica

Tuesday, Sep 17th

Ultimo aggiornamento:09:00:00 PM GMT

Tu sei qui: APPROFONDIMENTI SPECIALI Scontro nel Partito Democratico agrigentino, Arnone: "gravissime irregolarità"

Scontro nel Partito Democratico agrigentino, Arnone: "gravissime irregolarità"

E-mail Stampa PDF

Ennesimo scontro interno nel Partito Democratico di Agrigento. Il consigliere comunale Giuseppe Arnone ha richiesto agli organi del partito i verbali dell'Assemblea PD di sabato scorso 24.09., "che", dice Arnone "ha visto l'illegittima e contestata elezione a Presidente provinciale del Partito dell'avv. Pippo Sinesio". "E, soprattutto, segnala sin d'ora agli Organi a ciò preposti le gravissime irregolarità che impongono l'annullamento dell'elezione di Sinesio e di tutti gli altri atti, nonchè l'adozione di sanzioni a carico dei responsabili di detti fatti". Secondo Arnone il tutto si sarebbe svolto in assenza del prescritto numero legale e in assenza di alcun controllo sull'effettiva presenza dei delegati.

Di seguito la lettera che il consigliere agrigentino ha inviato ai vertici del partito:

Ricorso ai fini dell’annullamento della elezione del Presidente provinciale del P.D., avv. Sinesio, della Direzione provinciale, della Commissione di Garanzia e di tutte le attività svolte nell’Assemblea del Partito Democratico tenutasi sabato 24.09 u.s. in Porto Empedocle (AG) presso l’Hotel dei Pini.

 

Il sottoscritto, avv. Giuseppe Arnone, tesserato al Partito Democratico per l’anno 2010 presso il circolo di Lampedusa (codice iscritto n. 30), in attesa di rinnovo per l’anno 2011 avendo inviato, vanamente e senza risposta, la relativa richiesta al segretario del Circolo di “Agrigento Centro” Domenico Pistone,

CHIEDE

Agli Organi in indirizzo della Federazione di Agrigento, il rilascio con cortese urgenza di tutti i verbali redatti nel corso dell’Assemblea provinciale del Partito, tenuta sabato 24.09. u.s. presso l’Hotel dei Pini in Porto Empedocle.

Motiva detta richiesta con la necessità di fare annullare, con contestuali sanzioni statutarie nei confronti dei responsabili, tutte le decisioni illegittimamente assunte in assenza di numero legale, in assenza dei prescritti controlli, in violazione delle norme statutarie a ciò preposte, nel corso dei lavori assembleari di cui sopra.

Affinchè gli altri organi in indirizzo ne abbiano formalmente cognizione, attivandosi nell’ambito dei rispettivi poteri, si evidenzia quanto segue:

L’intera seduta è invalida, in quanto non vi è stata alcuna registrazione delle presenze all’ingresso, e ciò al fine di evitare la verifica del numero legale, con evidenza mancante;

Nell’ambito di tale disegno truffaldino, ai delegati non è stata consegnato alcun segno di riconoscimento, utile e necessario a consentire di partecipare validamente ai lavori e alle votazioni, oltre ad essere agevolmente riconoscibili e ciò al fine di evitare che “infiltrati” agissero all’interno della riunione per simulare la presenza del numero legale;

al momento delle votazioni, conseguentemente ed ovviamente, non è stato preliminarmente verificato il numero legale;

la votazione del Presidente si è svolta a scrutinio segreto, attribuendo all’elettore unicamente la facoltà di votare “SI” o “NO” all’unica proposta ufficiale pervenuta e, dunque, impedendo di fatto ai delegati di votare per altri soggetti se non il “predestinato”. Lo Statuto, invece, prevede che i delegati siano liberi di scrivere nella scheda il nome della persona che intendono votare. Detta facoltà è stata illegittimamente preclusa;

l’unico conteggio che si è operato dei presenti è l’appello nella votazione del Presidente provinciale, ove si è constatato che i delegati presenti erano solo in numero di 68, dunque in numero nettamente inferiore al numero legale. E ciò malgrado, è stato illegittimamente proclamato eletto il Sinesio.

Alla luce di quanto esposto, si chiede formalmente e ad ogni effetto di legge – oltre ai documenti di cui sopra, per poter articolare il ricorso interno e, se necessario, il ricorso alla Magistratura ordinaria – agli Organi di controllo e Garanzia in indirizzo e, in primo luogo, agli autorevolissimi presidenti Luigi Cocilovo e Luigi Berlinguer, di voler prendere atto di detta comunicazione, dando seguito alla presente per come previsto dai regolamenti e statuti del Partito Democratico nazionale e regionale.

Agli autorevoli esponenti nazionali e regionali del Partito, non si manca di evidenziare il quadro di degrado e di illegalità che caratterizza la Federazione provinciale di Agrigento ove due dirigenti di primo piano – l’ex senatore Vittorio Gambino, in atto addirittura vicepresidente del Congresso, e il prof. Giuseppe Palermo – sono stati condannati a un anno di reclusione per falsi e imbrogli in danno al Partito Democratico nell’ambito delle elezioni regionali del 2008. Ma, aspetto ancora più grave, la sentenza che li condanna ricostruisce il gravissimo ruolo di complice e mandante dei reati di che trattasi del segretario provinciale Emilio Messana, nonché il ruolo di testimone mendace del segretario del Circolo “Agrigento Centro” Domenico Pistone.

Non si ritiene possibile tollerare il mantenimento di un così marchiano quadro di illegalità e di comportamenti altamente devianti, anche con risvolti di carattere violento: uno degli uomini di strettissima fiducia dell’on. Angelo Capodicasa, il neo segretario di sezione del Circolo di Cattolica Eraclea, Giuseppe Giuffrida – in atto imputato di gravi reati contro la pubblica amministrazione, anche al fine di favorire soggetti di mafia – riteneva di svolgere, anche in quest’ultima riunione, il ruolo di “picchiatore” pronto e disponibile ad aggredire persino fisicamente coloro che intendevano avversare tale modus operandi.

Detto quadro di degrado è anche confermato dai noti rapporti – accertati anche dalle dichiarazioni di pentiti di mafia – tra l’on. Angelo Capodicasa e il circuito dei Gueli da Campobello di Licata, altamente collusivo con gli interessi di Cosa Nostra. Sul punto, chi vuole può consultare il volume a firma dello scrivente “Romanzo Criminale: parla Maurizio Di Gati”, con il quale si evidenziano detti meccanismi di enorme degrado, che guidano l’azione del Capodicasa anche rispetto a fatti e interessi platealmente collegati e colludenti con Cosa Nostra.

Tanto si rassegna. Si rimane in attesa di cortese riscontro, anticipando che in assenza di qualsivoglia comunicazione, entro 10 gg. dal ricevimento delle ricevute di ritorno, si procederà ad adire l’Autorità Giudiziaria per ottenere, previa acquisizione in via giudiziaria degli atti, l’annullamento di tutte le procedure in questione.

Agrigento, 26 settembre 2011

Avv. Giuseppe Arnone