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Inquinamento, Arnone ammette: "sabato schiume e patine rendevano mare sgradevole"

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Giuseppe Arnone ammette l'esistenza di qualche problema del mare agrigentino. "Mentre ieri, domenica, le acque si presentavano perfette" dice il consigliere comunale, "nella giornata di sabato, dopo parecchi giorni, nella zona balneabile a “Mare Nostrum” vi erano schiume e patine di natura più che sospetta che rendevano molto sgradevole la balneazione". Arnone ha effettuato i prelievi, conservandoli in frigo, e stamattina ha consegnato i campioni al laboratorio di analisi per affrontare tutti gli aspetti necessari alla identificazione delle cause.
Sul punto, Arnone ha dichiarato: “L’ultima parola, ovviamente, spetta all’analisi scientifica. Ma l’esperienza mi porta a dire che Zambuto ha fatto molto male a non seguire il consiglio di Mimmo Bosio e mio, finalizzato a tappare per qualche periodo gli scarichi delle acque piovane ove, con evidenza, vi sono infiltrazioni fognarie. Sabato, dopo parecchi giorni, a mio parere, qualcuno ha scaricato un pozzo nero o qualcosa di simile nel tratto costiero sanleonino. Inquinamento che comunque è sparito domenica.”

Faccio anche presente che al fine di avere certezza anche sul funzionamento del pennello a mare, mi sono già incontrato con il parroco di San Leone, don Baldo Reina, illustrando in dettaglio la mia richiesta di avere l’autorevole sacerdote come testimonial, e abbiamo rinviato il tutto al suo rientro da Tunisi, ove accompagna l’arcivescovo, previsto per il fine settimana.

Mi permetto pure di fare osservare al candidato sindaco Totò Moncada alcune sue affermazioni improprie e imprudenti, che danneggiano immotivatamente l’immagine della città. Abbiamo pure documentato, con un video, l’attività di quella distinta signora che ha liberato gli intestini in acqua tra gli scogli di Mare Nostrum. Se Moncada ha avuto la sventura di imbattersi in feci è soltanto perché, come in tutte le zone balneari, qualche persona poco educata o con problemi digestivi, in assenza di efficienti bagni pubblici ha ritenuto di espletare la sua funzione fisiologica a riva.

Questi fenomeni non dipendono certamente dalla gestione pubblica delle fognature.
E faremmo bene tutti a dare prova, per amore del mare di Agrigento, a descrivere i problemi per quelli che sono, senza artifizi, invenzioni o enfatizzazioni. E quando parlo di “inventori” mi riferisco ai mai abbastanza censurati inventori di inesistenti guasti dello scorso giugno.