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"La lettera del diavolo è ad Agrigento" di Margherita Arancio

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Un giorno lontanissimo arrivo’ ad Agrigento un uomo molto bello, elegante e dall’aria di gran signore. Gli Agrigentini lo ammiravano e gli portavano rispetto, lui era molto cordiale, perche’ il birbante voleva conquistare una giovane ragazza.

Il nobiluomo s’innamoro’ perdutamente di una fanciulla di nome Isabella (al secolo Principessa Isabella Tomasi di Lampedusa, Suor Maria del Crocifisso, antenata dell’autore del Gattopardo) un bocciolo, bella e fresca come una rosa . Ma OHIME  nelle vesti di quel gentiluomo si celava il “diavolo” che cercava di conquistare la giovane con offerte di grandi tesori.

Ella, davanti a quell’uomo provava molto fascino, ma avvertiva qualche cosa che la impauriva e la faceva allontanare, perche’ Dio era in lei. Il maledetto, infuriato dai continui dinieghi della vergine, decise di mandarle una “lettera“ molto insidiosa e le scrisse: “leghiamo, in una sola anima, le nostre due anime e il mondo  sarà nostro”.

Questa e tante altre  proposte scrisse il diavolo alla povera ragazza che non ebbe piu’ pace perche’ sentiva di amarlo ma voleva fuggire,voleva credergli ma una voce misteriosa  le  sussurrava di non credergli anzi  di  scappare da lui.

Il giorno seguente alla lettera, la Madonna  ando’ in sogno a Isabella e le disse: ”so  quanto  soffri, prega e consegna quella epistola al tuo confessore  e sarai salva“.

Al risveglio la fanciulla piu’ serena e libera esegui’ il consiglio, lo stesso giorno  consegno’ la lettera  nelle mani del servo di Dio che la dono’ al Vescovo( 1676). Fu conservata nei forzieri della Cattedrale di Agrigento, i caratteri e la grafica sono incomprensibili e sembrano appartenere ad una lingua sconosciuta. Le sole cose leggibili per noi sono la data 11 agosto 1676 e la parola “OHIME’” (nella foto "la lettera del diavolo").

Nelle stesse casseforti sono custoditi due preziosi cofanetti Bizantini, del XII secolo, in smalto azzurro e oro. (Si tratta di due reliquiari di cui uno contiene un braccio del Beato Matteo Cimarra). La ragazza fu salva e il maledetto torno’ nel suo buio regno, la lettera rimane a testimoniare la luce di Dio contro le tenebre.

Margherita Arancio