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Antonio Mancino, primo carabiniere ucciso dalla mafia

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"Con l’uccisione del giovanissimo carabiniere di Sparanise (CE) Antonio Mancino cominciò la lunghissima scia di sangue che ha colpito, negli anni, le forze dell’ordine e l’Arma dei Carabinieri. Il suo assassino, passato alla storia con il nome di ‘bandito Giuliano’, corriere del mercato nero del grano, lo uccise senza pietà in nome degli sporchi interessi che pure erano tutelati da buona parte delle autorità del tempo. Questo dimostra come la violenza mafiosa abbia sempre avuto entrature e coperture a livello istituzionale”. Lo ha detto Sonia Alfano, presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, ricordando l’assassinio del carabiniere 24enne Antonio Mancino, ucciso il 2 settembre del 1943 da Salvatore Giuliano.
“Oggi, per ricordare i tantissimi caduti delle forze dell’ordine nella lotta a Cosa Nostra, l’azione più logica sarebbe quella di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per recidere i legami tra mafia, politica, imprenditoria e istituzioni deviate, a cominciare da una più capillare diffusione della cultura antimafia e una maggiore attenzione alla memoria di chi ha sacrificato la propria vita per difendere i principi di legalità e democrazia in questo Paese” ha concluso.