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"Il ministro Alfano zero assoluto per Agrigento", dura critica di Arnone

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"La città può “complimentarsi” ed “essere soddisfatta” dello zero assoluto posto in essere dall’ex ministro Alfano, dal suo braccio destro al ministero, Gigi Birritteri, nonché dal referente istituzionale locale, Marco Zambuto, sia per quanto riguarda l’ex carcere di S. Vito, sia per quanto riguarda l’ex palestra coperta di Villaseta, già adibita, negli anni ’80, ad aula bunker del maxiprocesso alla mafia di Agrigento". Il consigliere comunale Giuseppe Arnone, attraverso una noita stampa, critica aspramente l'azione del ministro Alfano nei confronti della città di Agrigento.

"Quando Angelino Alfano fu nominato Ministro della Giustizia" continua Arnone, "portandosi dietro, persino nelle riunioni in Prefettura, il magistrato ed ex leader del centrosinistra, Gigi Birritteri, pure agrigentino, i più ottimisti davano per certo che l’accoppiata di due agrigentini di prim’ordine, tra le persone più intelligenti e preparate che l’intera provincia esprime, avrebbe almeno risolto due annosi problemi di malgoverno che dipendono dal Ministero della Giustizia, unitamente al Comune di Agrigento.

La certezza si consolidò ulteriormente quando si è andato rafforzando il rapporto tra Marco Zambuto e Angelino Alfano, e Zambuto andava e veniva da Roma, per ottenere addirittura fantasiose e pirotecniche leggi speciali per Agrigento.

La “squadra di eccellenze” agrigentine insediatasi ai vertici del ministero, diveniva poi un dream team con la presenza del più modesto Lello Casesa, con il suo “friscaletto”. L’aggiuntiva presenza di Casesa ci convinceva che, qualora Alfano e Birritteri si fossero per qualche ragione scordati di Agrigento, Casesa gliel’avrebbe ricordato. E se la sera fossero stati troppo stanchi per mettere mano alle pratiche del carcere di S. Vito e della ex palestra di Villaseta, Casesa prima li avrebbe allietati, a scopo di relax, con apprezzate musiche folkloristiche (incluso il friscaletto…) e poi avrebbe fatto affrontare loro le questioni che riguardano i nostri concittadini.

Dell’accoppiata Alfano – Birritteri può essere orgogliosa… la Lega Nord, Umberto Bossi e il figlio Trota: poco, pochissimo, i due hanno fatto per il Paese, completamente nulla, zero tagliato, per Agrigento.

L’asse di ferro Zambuto – Alfano e Birritteri, ha già abbandonato il posto di maggior peso al Ministero, nonché all’interno dello stesso governo romano, tra breve Zambuto lascerà il Comune, e i topi continuano a convincersi – invero con fondamento – di poterla fare da padroni nell’ex Carcere e nella palestra di Villaseta.

Orgogliosi, i topi pensano di avere meriti speciali agli occhi di Alfano, Birritteri e Zambuto, tali da essere preferiti… ai loro concittadini umani.
Ed invero, nel “mondo sorcesco” dei topoloni, circola persino la voce secondo cui nella famosa villa di Alfano, ove si è decisa lo scorso luglio l’assegnazione delle nuove deleghe, si è confermato l’incarico a “RosAttila” Passarello anche per i meriti speciali acquisiti nei confronti della popolazione sorcesca locale, i famosi “topigni agrigentini”.

Possiamo quindi gloriarci degli agrigentini al governo di Roma, che al Ministero della Giustizia sono riusciti a fare peggio dello stesso Ministro Castelli.

Secondo indiscrezioni, la colpa sarebbe dell’on. Avv. Nicolò Ghedini (quello che oltre a difendere Berlusconi in Tribunale, è il protagonista di meravigliosi sketch di Ficarra e Picone). L’avvocato Ghedini starebbe con la frusta in mano, in via Arenula, al piano nobile del Ministero, imponendo a tutti di mettere nero su bianco leggi “ad personam” per i processi di Berlusconi. Avrebbe rinunziato a questa pretesa solo nei confronti di Lello Casesa: sarebbe troppo lungo spiegarne le ragioni… agli altri, Alfano e Birritteri in testa, non viene concesso neppure un minuto di tempo per pensare a cose diverse rispetto alle leggi in favore di Mills, Previti, Verdini, Dell’Utri e, soprattutto, del Grande Capo.

Cosa vi sembra? Che boiate pazzesche, come il “processo lungo” o le intercettazioni da autorizzarsi ogni tre giorni, si pensano in pochi minuti? Ci vuole invece un’applicazione costante che non consente di sprecare un solo attimo per affrontare i problemi di Agrigento, inclusi quelli che abbiamo citato.

E i topi si convincono che Alfano, Zambuto e Birritteri lavorano per loro. E che Casesa è, stante l’altezza, l’equivalente di Albano, solo un bel po’ più alto".