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Processo appalto Nettezza Urbana, Arnone: "chiesti due anni di reclusione per Sodano"

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"Processo appalto truccato N.U.: richiesti due anni di reclusione per il solo Calogero Sodano e l’assoluzione per gli ex assessori. Gli altri coimputati, a causa delle lungaggini processuali, beneficeranno della prescrizione". Il consigliere comunale Giuseppe Arnone descrive le fasi del processo che vede imputato il suo nemico storico, l'ex sindaco Calogero Sodano, nel processo per la Nettezza Urbana. Secondo Arnone una delle cause del prosciugamento delle casse comunali e cioè dell'attuale situazione di grave disagio del Comune di Agrigento, è dovuta a quell'appalto.
“E’ un processo importante per tutti gli agrigentini" dice Arnone "l’appalto truccato della Nettezza Urbana, del 1997, è tra le principali cause del prosciugamento delle casse comunali, ma anche dell’esosità delle tasse sui rifiuti. E l’ex sindaco Calogero Sodano, unitamente ai suoi funzionari, è ritenuto il principale responsabile di imbrogli e favoritismi, in danno ai cittadini amministrati. L’unico rammarico sono le prescrizioni, dovute agli eccessivi tempi processuali, frutto della precedente gestione della Procura di Agrigento.

Il processo per l’appalto truccato della Nettezza Urbana si avvia alla prevedibile conclusione. E la pena di soli due anni, chiesta dal Pubblico Ministero Antonella Pandolfi per l’ex sindaco Sodano, è stata condizionata dalla prescrizione della gran parte delle ipotesi criminose accertate.

Anche l’ultima testimonianza di ieri, quella dell’ispettore regionale Di Franco, ha ulteriormente ampliato le prove a carico di Sodano, in ordine agli illeciti posti in essere truffando il Comune di Agrigento e danneggiando la collettività, che a tutt’oggi paga tasse esosissime.

Sempre ieri, prima della requisitoria del PM, io che sono il legale della parte civile costituita Legambiente – ho fatto acquisire una schiacciante serie di prove documentali, mediante sentenze passate in giudicato.

Una prova insormontabile è la seguente: fino al 1992 il funzionario C.M. (Calogero Messina, coimputato prescritto) si occupava dell’appalto della N.U. e veniva allontanato dall’incarico perché gli ispettori ministeriali accertavano gravissimi fatti di favoritismo da parte del C.M. a beneficio delle ditte. Malgrado l’accertamento di dette responsabilità di asservimento del C.M. alle imprese, Sodano nel 1997, lo nominava nuovamente quale responsabile della nuova gara d’appalto e della gestione del servizio N.U., in modo che la SAP Iseda potesse già disporre di un soggetto storicamente, e documentalmente, a lei asservito, contro gli interessi dei cittadini".

Arnone manifesta soddisfazione per la decisione del PM di richiedere l’assoluzione, con formula piena, per Settembrino e Baldacchino: "Legambiente, infatti, si era costituita nei confronti del solo Sodano e Arnone, quale legale di parte civile, sin dal primo momento aveva spiegato al Tribunale l’estraneità dei due ex assessori, ingiustamente accusati".

Arnone ieri si è pure soffermato, innanzi al Tribunale, sulle responsabilità della vecchia Procura, per il decorso della prescrizione e per le altre anomalie della lunga vicenda processuale".