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Per Arnone la Giunta comunale è peggiorata: "mi dimetto dopo l'estate"

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“Nuova Giunta? No, stessa Giunta, peggiorata da presenze di cui non si sentiva il bisogno: Gramaglia, lo sponsor delle peggiori nefandezze di Sodano e Piazza e dei responsabili dello sfacelo tangentizio all’Urbanistica, e Sciortino, uomo molto esperto perché storico leader  del PSI Craxiano, capo corrente campione dei sistemi da prima Repubblica. E per gli amici Renato Bruno, da sempre critico ed avversario di Zambuto  e Piero Mirotta, persone perbene e capaci, avrei immaginato percorsi diversi. Comunque prometto massima collaborazione per utilizzare al meglio questi ultimi mesi e chiedo a Zambuto (e a San Calogero….) la grazia che renderò pubblica entro domani, prima che assegni le deleghe”. E' durissimo il consigliere comunale Giuseppe Arnone che in una nota stampa critica aspramente la scelta del sindaco Zambuto di proporre questi nomi per la nuova Giunta del comune di Agrigento.


"Appaiono singolari le dichiarazioni con le quali Marco Zambuto ha presentato i nuovi assessori comunali: mi riferisco alle dichiarazioni secondo cui le nuove nomine servirebbero ad impedire che si realizzi “u tavulinu” spartitorio sull’asse Di Mauro – Capodicasa.

La mia candidatura a sindaco ovviamente, non può essere sospettata di essere funzionale all’asse Capodicasa – Di Mauro: noti sono i miei rapporti non idilliaci con entrambi, in particolare con il primo che ritengo essere una autentica sciagura per questa Provincia.  E se devo dare atto all’MpA di essere un partito tutto sommato serio, seppure con note figure locali molto, ma molto, discutibili, nel PD di Capodicasa la situazione è, appunto,  inversa. Le figure molto, molto discutibili (che mi attaccano quotidianamente) costituiscono, per ora, l’ampia maggioranza dei (pseudo)dirigenti scelti da Capodicasa.

Ma, al di là del fatto che l’elettorato democratico ad Agrigento ha quale riferimento ampiamente maggioritario l’area rappresentata da me e da Benedetto Adragna, appare singolare formare una Giunta con Ignazio Sciortino, uno dei grandi capi del Partito Socialista degli anni ’80 e ’90, oggi  anche formalmente alla corte del ministro Alfano, e sostenere che con questa nomina di una delle “migliori” personalità che hanno distrutto questa città, si libera Agrigento. Sciortino per venti anni è stato il numero quattro nel sistema di potere del vecchio PSI.

Nel PSI comandavano in modo comparabile a Sciortino soltanto l’ex ministro Lauricella, l’ex vice ministro Reina e l’ex assessore Granata. Nettamente dietro Sciortino stava l’onorevole Giovanni Palillo: tanto vale sostituire adesso la Passarello con il marito Palillo, oppure nominare ambedue i coniugi, così Marco non fa torto a nessuno….

Ma ancora peggio è per freschezza nei miasmi politici la nomina ad assessore dell’eterno aspirante  consigliere comunale Giuseppe Gramaglia che quanto a responsabilità per lo sfascio di Agrigento negli ultimi tre lustri, conosce pochi rivali: Gramaglia ha sponsorizzato tutti i peggiori uomini e le peggiori scelte compiute in questa città, da Sodano, a Piazza, agli imbroglioni del depuratore, ai responsabili del regime tangentizio all’Ufficio Urbanistica, su cui sta indagando la Procura.

Già sarebbe sufficiente esaminare il percorso politico amministrativo dei due nuovi assessori per misurare quale sia la capacità di costoro di porre in essere scelte di rottura con i “tavolini” del passato.

Andiamo adesso agli uomini di “sinistra”.  Per quanto io stimi e provi simpatia per Renato Bruno, farei violenza alla recente storia politica di questa città se non mostrassi pubblicamente la mia meraviglia per tale scelta di accettare l’incarico da parte di Bruno che, nel 2007 e sino a tempi recenti, ha contestato pubblicamente le mie analisi positive sull’operato e sulle scelte del sindaco Zambuto. Credo che pochissimi, forse solo Lillo Miccichè dopo le sue dimissioni, sono stati tanto ferocemente critici nei confronti di Zambuto come Renato Bruno.

A voler essere presuntuoso, potrei vantarmi di essere riuscito, finalmente e con ritardo, con un impegno di  tre anni, a convincere Bruno sui meriti del sindaco Zambuto. Il dato singolare, però, è che questa convinzione è maturata proprio quando Zambuto ha virato decisamente in direzione di Angelino Alfano, nominando assessori due persone emblematiche delle deteriori logiche della disamministrazione, confermando pure quella che ritengo essere il peggiore assessore della storia agrigentina, cioè Rosalda Passarello.

Queste sono le mie considerazioni politiche, che approfondirò e illustrerò ulteriormente nei prossimi giorni.
Non tutto il male viene comunque per nuocere, perché ad esempio Renato Bruno, pur non essendo un campione di coerenza, è una persona motivata, con la quale ci confronteremo sui temi concreti, nell’interesse della città.

Così come il massimo di attenzione porremo in essere per mettere Piero Mirotta nella condizione di investire al meglio le sue energie in favore della città. Avrei preferito, come mi ero impegnato a fare anche pubblicamente, che l’amico Mirotta, dopo l’estate, vivesse l’esperienza di consigliere comunale, a seguito delle mie annunciate dimissioni da consigliere, nell’ambito del rinnovamento del Partito Democratico., sostituzione che avevo già comunicato ad amici comuni, sostenitori e familiari.

Purtroppo, di punto in bianco, Mirotta ha deciso diversamente, probabilmente frastornato dallo stesso Partito Democratico agrigentino, che è noto, grazie ai Bagani, per essere un luogo che respinge ogni energia positiva e non favorisce le aggregazioni, se non quelle degli asserviti e degli opportunisti.

Comunque, coerentemente con la linea del Partito Democratico, anche recentemente espressa in queste ore a Roma da Bersani con le scelte sulle proposte di Tremonti, il nostro atteggiamento, l’atteggiamento della parte maggioritaria e più impegnata del Partito Democratico, sarà improntato a confrontarsi e a collaborare nell’interesse della città, per utilizzare nel modo più proficuo questo ultimo scampolo di legislatura, contrastando gli uomini e le donne del malgoverno, di cui pure la Giunta non si è affatto liberata, e favorendo tutte le scelte e le decisioni utili alla nostra collettività.

Appare chiaro, ormai, che il centrosinistra moderato e di governo avrà modo di confrontarsi elettoralmente, la primavera prossima, con il centrodestra di Berlusconi e Alfano, che sceglie come suo uomo l’attuale sindaco, cioè Marco Zambuto.

Per quanto mi riguarda, agevolmente prevedo che la città potrà scegliere tra Zambuto e Arnone, valutando chi dei due è in grado di garantire un salto di qualità, il buon governo, uno sviluppo civile, economico e culturale, superando le situazioni che ognuno da solo può valutare".