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L'avvocato Musso su querelle Arnone-Eccelso: "le ha regalato modesta popolarità"

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"Ho letto con curiosità, persino stupore, l'incandescente crescendo della querelle tra l'Avv. Ausilia Eccelso, dirigente regionale Idv Sicilia, e l'Avv. Giuseppe Arnone, fiero quanto reietto militante del Partito Democratico agrigentino. Sento l'urgenza di intervenire in questo aspro dibattito a difesa del mio impegno politico nelle fila di Italia dei Valori". Sulla querelle tra Ausilia Eccelso di Idv e il consigliere Peppe Arnone interviene l'avvocato Lillo Massimiliano Musso dell'Italia dei Valori.


"Qualche mente prevenuta riterrà che il mio intento sia quello di soffiare e aggiungere legna sul fuoco. In verità, mi chiama in causa Peppe Arnone quando scrive "Se l'Italia dei Valori ad Agrigento vuol dimostrare di essere qualcosa di diverso dall’on. Scilipoti e dal sindaco Petrotto che si faceva da sé gli attentati (grandi esperti, quelli dell’Italia dei Valori, dei circoli mediatici…) deve fare una sola cosa: chiedere pubblicamente scusa agli agrigentini”.

Le parole di Arnone, pur riferendosi a rappresentanti della sola città di Agrigento, tirano in questione il grado di preparazione, competenza, affidabilità dei rappresentanti del partito di Di Pietro in provincia di Agrigento. E siccome il sottoscritto è stato dirigente provinciale di questo partito e formalmente ancora lo è, nonostante gli incapaci tentativi di espulsione prematura della mia persona dalla vita politica in Sicilia, mi è dovuta la replica come diritto.

L'avv. Arnone a mio parere sbaglia, quando ingigantisce una questione non fondamentale per la vita democratica cittadina e provinciale, sottraendo idee, energie, confronti e spazio a questioni marcatamente più urgenti e rilevanti. È in atto, infatti, in provincia di Agrigento, un difetto di rappresentanza politica e l'avv. Arnone non può non saperlo, quanto più che egli stesso è l'attore del dissenso più netto nei confronti del proprio partito. Bene, tale difetto di rappresentanza esiste anche in Italia dei Valori di Agrigento.

Quando Arnone apre la sua lettera scrivendo "Cari amici bugiardi di Italia dei Valori", mio parere, sbaglia clamorosamente, poiché argomenta contro l'inesistente, il meramente apparente. Ad Agrigento non esiste un partito che si chiami "Italia dei Valori", esistono due bande capitanate l'una da Nello Hamel, l'altra da Ausilia Eccelso. Il resto è chiacchiera. Hamel ed Eccelso, incompatibili sul piano umano ancorché politico, non sono un partito, ma un'immagine sbiadita di una fotocopia di un ritaglio di una 28ma pagina di cronaca locale che riferisce di un pennello a mare non funzionante. Quindi, Arnone, dedicando una voce della sua imponente enciclopedia politica alla vicenda che ha scatenato i reciproci je accuse, ha dato fiato ad una tromba muta, ha pigiato i tasti della tastiera di un computer spento.

Tuttavia, la persona che merita più di tutte una nota di misurato biasimo, sul piano della proposta politica sia bene inteso, è l'avv. Eccelso che, mentre casca il mondo attorno, tra una chat su facebook e un sit in della domenica mattina, strumentalizza fotografie veritiere ma non vere, generando panico e allarmi ingiustificati tra i fruitori dei lidi marini; d'altra parte l'Eccelso ha beneficiato di agognata visibilità sui blog amatoriali, che per alcuni sono meta di godimento. Quindi, mentre ad Agrigento si arrestano 35 persone per traffico e spaccio di droga, l'Eccelso non sente il prurito di proporre una disamina del problema e la soluzione politica dell'emergenza della tossicodipendenza; mentre il ministro Alfano visita il Tribunale di Agrigento, l'Eccelso non illumina sul collasso della macchina giudiziaria civile agrigentina; mentre ad Agrigento, nell'ambito dell'operazione Maginot, si mettono le manette ai polsi a 15 fiancheggiatori di Giuseppe Falsone, mentre il presidente dell'Ordine degli Avvocati Antonino Gaziano viene raggiunto da un avviso di garanzia per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra, insomma, mentre il vecchio mondo affaristico-clientelare, massonico-mafioso, inizia a crollare, l'Eccelso si scandalizza per un problema apparente e non si prende cura di verificarne esistenza ed entità.

Ebbene, Arnone, onorando l'Eccelso dei propri apostrofi, le ha regalato 15 righe di modesta popolarità, qua e la sul web. Ha, in altri termini, gratificato le ambizioni personali di una parte di classe dirigente del mio partito che improvvisa l'impegno politico, privo di progettualità e di capacità tecniche ed organizzative, incapace di imparare il ruolo della reale rappresentanza delle persone, assorto com'è in giornate di incontri, riunioni, assemblee, adunanze, mobilitazioni, comitati.

Chiudo con l'invito all'avv. Arnone ad innalzare il livello del dibattito politico locale e provinciale e gentilmente lo sfido ad un incontro televisivo, per favorirne l'ispirazione".