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Gli ingegneri Rizzo e Platamone: "il depuratore del Villaggio Peruzzo è legittimo"

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"Quali incaricati del Comune, essendoci occupati della vicenda ab initio, e comunque dal 1975,  desideriamo esprimere i nostri convincimenti sulla definizione del Sistema Fognante della Fascia Costiera di S. Leone". Ad affermarlo sono gli ingegneri Rizzo e Platamone che attraverso una nota stampa fanno conoscere alcune informazioni inerenti il sistema fognario e della depurazione ad Agrigento. 
"Premettiamo e dichiariamo,  a scanso di facili ma prevedibili insinuazioni provenienti da precisi ambienti, che ove la definizione del Sistema dovesse comportare per gli scriventi compensi di  qualunque tipo e natura, gli stessi saranno da noi integralmente ed immediatamente devoluti a favore di “Casa della Speranza-Don Angelo Ginex”, con facoltà a chicchessia di verifica.

Questo gesto è dovuto alla molto positiva conclusione di quattro tormentosi processi della durata complessiva quindicennale , alla fine dei quali abbiamo avuto assoluzione piena e riconoscimento della massima onestà e liceità di comportamento civile e professionale.

Venendo al merito dell’argomento,  siamo in grado, puntualmente, di affermare che:

-       L’impianto depurativo del Villaggio Peruzzo, tuttora formalmente in corso di realizzazione,  nelle sue dimensioni ed allocazione, nonchè nella sua strutturazione è pienamente legittimo, essendo conforme alle norme vigenti ed agli strumenti attuativi del comune di Agrigento; contrariamente a quanto tentato, maldestramente, di far credere da parte di qualcuno, proprio chi fino a qualche giorno fa ha millantato che vi fossero, nella concezione, progettazione e realizzazione, palesi illiceità  che, invece, come da sentenza, “non sussistono”.

-       Nel concreto le caratteristiche costruttive dell’impianto, che vanno oltre le prescrizioni minime normative e che hanno avuto riscontri tecnici favorevoli anche in autorevolissime sedi,  danno piena sicurezza sanitaria alle abitazioni viciniori, anche se queste, nella quasi totalità in zona A del decreto Nicolosi, dovessero essere mantenute.

-       Per il completamento dei lavori occorre soltanto  disporre oggi del consenso dell’Ente Parco –da esprimersi attraverso conferenza di servizio, in ottemperanza alla legislazione sopravvenuta dall’epoca di redazione del progetto, ed il parere tecnico, su taluni aspetti variati in miglioramento del progetto, dell’organo competente statale, essendo l’opera a finanziamento ex Casmez e non regionale.

-       L’impianto può quindi essere completato in tempi limitati e con ridotto incremento di risorse finanziare, essendo queste ultime parzialmente ancora disponibili dall’originario finanziamento Casmez, trasferito ad organi statali.

Si fa osservare che si manifesta un sempre più evidente consenso di forze istituzionali  e politiche,  nonché, anche da ultimo, di organi gestionali e giornalistici,  favorevoli al completamento dell’impianto, come si evince da esplicita votazione quasi unanime,  fin’ora disattesa, del Consiglio Comunale e da prese di posizione di esponenti della vita  cittadina.

A chi, maldestramente ed inopinatamente, si oppone al completamento dell’impianto, fantasticando su faraoniche soluzioni alternative, che non sono previste negli idonei strumenti di pianificazionee che non sono avallate da alcuno, ancora puntualmente, chiediamo:

-       la stima, rigorosa e completa, -che ci ripromettiamo di controllare- dei costi per la Amm.ne Com.le nel caso di completamento dell’impianto in corso e di quelli per la  fantasticata faraonica presunta alternativa, tenendo conto di tutte le opere che in questo caso sarebbero necessarie in modifica di quanto fin ora realizzato, comprendendo anche  risarcimenti cui potrebbe  andare incontro la PA;

-       le modalità di approvvigionamento delle relative risorse finanziarie, precisando se queste debbano o non debbano essere reperite direttamente a carico dei fruitori agrigentini attraverso la tariffa sulle fognature;

-       la stima, rigorosa e completa, dei tempi di realizzazione e concreta messa in esercizio degli impianti nei due casi, tenendo conto di quelli occorrenti per la provvista finanziaria.

Solo dopo un serio confronto come quello prospettato, che si è ben guardato dal fare il proponente della alternativa faraonica,  si potranno avere necessari elementi per valutare correttamente.

Anche se noi –e crediamo ogni persona di buon senso e non presa da maniacali perseguimenti, dai quali sembra essere pregiudizialmente condizionato il fautore della  mega-soluzione alternativa- non possiamo avere dubbi sulla totale impraticabilità di questa inverosimile ipotesi, che richiede un impiego di tempi e di denaro – difficilissimo da trovare - sproporzionatamente maggiori".


Ingg. V. Rizzo e G. Platamone