L'Altra Agrigento online

Blog di informazione libera e apartitica

Monday, Sep 23rd

Ultimo aggiornamento:09:00:00 PM GMT

Tu sei qui: CULTURA LIBRI E RACCONTI "Il Santo Graal" di Margherita Arancio

"Il Santo Graal" di Margherita Arancio

E-mail Stampa PDF

Il giorno che il Salvatore  del mondo morì, la morte fu distrutta e cominciò la nostra vera vita. Poche persone credevano in Lui, tra queste poche v’era un certo Giuseppe d’Arimatea.

Questo cavaliere viveva a Gerusalemme con la moglie e con l’unico figlio Giosefeo; era molto amico di Gesù, sebbene nascondesse questa amicizia per paura degli Ebrei, si addolorò molto quando seppe della  sua crocifissione. Il cavaliere desideroso di avere un ricordo del Salvatore, andò nella casa dove Egli aveva consumato l’Ultima Cena, lì trovò un bicchiere dove Gesù aveva bevuto e la prese.

Giuseppe d’Arimatea si recò dal governatore romano, Pilato, e gli disse: “Buon sire, io ti ho servito per sette anni, adesso in cambio ti chiedo il corpo dell’uomo che gli Ebrei hanno crocifisso”. Pilato acconsentì. Giuseppe allora si recò  alla croce, e prese  il cadavere con l’aiuto di Nicodemo, prima di seppellire Gesù ne lavarono il corpo (con aromi, mirra e aloe) tutto cosparso di sangue e, conservarono l’acqua e il sangue in un vaso (Graal - Coppa, dal latino gradalis–tazza), il cui contenuto fu diviso fra Giuseppe e Nicodemo, avvolsero Gesù in una bianca sindone (il sudore, il sangue furono l’inchiostro che fissò l’immagine) e lo deposero nel sepolcro.

Gli Ebrei, quando  lo seppero, furibondi di rabbia misero in prigione Giuseppe e lo chiusero nel  carcere del sacerdote Caifa, dove lo lasciarono  affinchè morisse di fame. Ma improvvisamente, la prigione si illuminò e apparve Gesù il quale sorridendo  gli porse una preziosa scodella piena di cibo. Giuseppe d’Arimatea rimase in carcere per trent’anni, sempre allegro e non sentì mai la fame.

Intanto a Roma, Vespasiano si ammalò di lebbra e nessuno riusciva a guarirlo, un giovane cavaliere incontrato il figlio di Tito, appunto Vespasiano, gli disse che anche lui da giovane aveva avuto la stessa malattia che fu guarita da un profeta di nome Gesu’. ”Gli Ebrei lo hanno  crocifisso ma sono sicuro che, se poteste toccare qualche cosa che gli apparteneva, guarireste”. Queste  parole misero in agitazione l’Imperatore che pregò il cavaliere di andare in Palestina a cercare un oggetto appartenuto al profeta.

Giunto in Palestina, il cavaliere incontrò una vecchietta chiamata Veronica, la  quale gli diede un panno di lino (il velo della Veronica si trova a Manopello in provincia di Pescara in un convento di cappuccini) con cui aveva asciugato il sudore dalla fronte del Salvatore. Appena Vespasiano    toccò il lino, guarì. Molto riconoscente, Vespasiano decise di vendicare la morte del profeta, andò  in Palestina e fece uccidere tutti coloro che  avevano partecipato alla crocifissione.

La moglie e il figlio di Giuseppe  Ramataim (grecizzato Arimatea) raccontarono a Vespasiano quello che era accaduto al cavaliere. Vespasiano     corse  subito  alla prigione, spalancò la porta della cella e Giuseppe ne uscì sano e giovane come vi era entrato, convinto di essere rimasto in carcere per non più di un giorno.

Tutti  lo festeggiarono, ed egli guardava con stupore la moglie, il figlio, gli amici, tutti invecchiati di trent’anni. Il sangue di Gesù, in un calice sacro (detto Graal per le grazie che diffondeva attorno a sé, saziava gli appetiti, spegneva la sete, guariva le ferite mortali) fu posto in  una  bellissima   Arca, affidata a quattro portatori che la portarono per terre straniere annunciando il messaggio di  DIO.

Forse il Graal si trova in Inghilterra a Glastounbury (dove sono sepolti Re Artù e Ginevra ), sulla collina Tor un posto magico, dove c’è la famosa  sorgente di acqua rossastra “The Calice Hill” (il pozzo del calice che dicono ha poteri miracolosi). Le acque del pozzo imitano con il loro suono il battito di un cuore, molte leggende e molte storie hanno avvolto la zona di un’aura di mistero. Secondo una leggenda, la torre che si trova sulla sommità della collina (conica) è l’entrata della porta celeste (in quella zona tanto per non farsi mancare niente spuntano spesso i “Crop Circle” i cerchi nel grano). La cosa importante non è trovare il Sacro Graal, ma la continua ricerca, la ricerca è il viaggio attraverso la vita.

Margherita Arancio

“Pilato vedendo che non otteneva nulla ,presa l’acqua,si
lavò le mani di fronte al popolo,dicendo: io sono innocente
del sangue di questo giusto. (Matteo 27-24)