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Gli "inquinati agrigentini" rispondono a Girgenti Acque e al sindaco: "vadano a casa"

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Gli inquinati agrigentini replicano a Girgenti Acque e al Sindaco, sul problema della depurazione del mare di San Leone, "in modo univoco e chiaro".
I giochi di responsabilità non interessano ai cittadini” e delle parole sono stanchi. Gli inquinati vogliono un mare pulito, una rete fognaria in tutto il territorio, bollette adeguate al servizio reso e non pagare una depurazione non fruita, anzi chiediamo il rimborso di ciò che indebitamente è stato pagato finora.

Il pubblico e il privato dopo decenni , con l’adozione delle loro soluzioni tampone, ci restituiscono un mare in condizione malata, sporca, mettendo a repentaglio la salute dei nostri figli , quindi, vadano a casa: non hanno assolto bene il compito per cui sono pagati .

Immagini, foto, video denunciano apertamente la grave situazione in cui è ridotto il nostro mare e non solo, e la responsabilità non è del cittadino che in tutto ciò ha continuato a pagare le tasse.

Pertanto, chiediamo:
1) che il sindaco faccia richiesta di rescissione del contratto con Girgenti Acque e poi si dimetta.

2) che il Presidente dell’ATO Idrico, Eugenio D’Orsi metta questa problematica all’ordine del giorno del C.d.A.

Noi siamo cittadini che lavoriamo e paghiamo le tasse e profumatamente. Non siamo pagati per trovare soluzioni. Noi inquinati indignati non ci stiamo a questo stato di cose e diciamo basta alla passività attraverso l’unico modo democratico che possediamo: la protesta civile!"
conclude la nota.