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Arnone scrive ai vertici PD: "Capodicasa si incontrava con Scifo per centro commerciale"

Arnone scrive ai vertici del Partito Democratico per chiedere l'apertura del tesseramento ad Agrigento, e, attraverso una lettera di seguito pubblicata per intero, spiega perchè l'anno scorso nella città dei templi si è partiti in ritardo con le iscrizioni.


Illustre on. Migliavacca,
premetto che nelle prossime settimane avremo ampiamente modo di interloquire, perché ritengo necessario che Tu (mi permetto il Tu, in considerazione della nostra comune militanza decennale nel Partito Comunista prima di Berlinguer e poi di Natta e di Occhetto…), nonché Pierluigi Bersani, siate messi a conoscenza degli elementi oggettivi relativi all’enorme stato di degrado, con costanti comportamenti in violazione dei nostri valori, che vengono posti in essere dal gruppo dirigente agrigentino ereditato dai vecchi DS.

 

Questa prima lettera ha per oggetto semplicemente il tesseramento della città di Agrigento: lo scorso anno, cioè nel 2010, le prime tessere furono tenute nascoste sino al mese di ottobre. Credo che sia l’unico caso in Italia. Quest’anno siamo già a luglio e il principale Circolo cittadino, quello che dovrebbe occuparsi del centro urbano, incredibilmente, non ha ancora aperto il tesseramento.
Si, è proprio così. Il segretario di Circolo, Domenico Pistone, malgrado sollecitazioni che vanno avanti da mesi, ritiene di non aprire il tesseramento.

La ragione è semplice, ad Agrigento la conoscono pure le pietre: da parte degli amici di Capodicasa, tra i quali è ritornato Pistone, vi è l’evidente obiettivo di non consentirmi di prendere la tessera del Partito. Ma, giuridicamente, i “ragazzi” non sanno come fare. Ed allora ecco che la soluzione è quella di non aprire il tesseramento. Qualche amico di Pistone e Capodicasa, nei commenti apocrifi sui siti internet, nel commentare le vicende del Partito Democratico, fa riferimento persino alla Tua persona, egregio Maurizio Migliavacca: ho più volte letto che l’indicazione di non darmi la tessera sarebbe partita da Te. Ma ciò mi pare inverosimile e incredibile.

Comunque, dopo i disastri di Napoli, Reggio Calabria, Ragusa, ove prassi simili ma meno gravi a quelle di cui è regista l’on. Capodicasa dalle nostre parti, hanno provocato, appunto, il tracollo suicida del nostro Partito, non credo che Tu e Bersani possiate minimamente tollerare che ad Agrigento non si apra il tesseramento, violando palesemente Statuto e Codice Etico.

In una battuta, Ti anticipo una delle “ragioni” per le quali Capodicasa e i suoi amici non possono permettersi di avere Arnone dentro il Partito: il capo della Squadra Mobile, in Tribunale, sentito nel corso di un importante processo che riguarda corruttori collusi con la mafia, in concorso con il coimputato ex sindaco di Agrigento di Forza Italia, ha raccontato l’incredibile circostanza di continui incontri che l’on. Capodicasa e i suoi amici coltivavano con tale Gaetano Scifo, per concordare la linea politica del Partito (gli allora DS) in Consiglio Comunale ad Agrigento, nell’ambito dell’affaire di un grande centro commerciale.

Quando il simpaticissimo Scifo si incontrava con Capodicasa per concordare scelte (per cui Scifo è oggi ulteriormente sotto processo), lo Scifo era appena uscito di galera con una pesantissima imputazione di corruzione aggravata da mafia, in danno del Comune di Agrigento (peraltro per fatti connessi a quelli oggetto degli incontri e delle “sinergie” con l’on. Capodicasa).

Ma su questi fatti torneremo più avanti, perché l’affaire Scifo – Capodicasa merita formali e pesanti sanzioni: dopo la testimonianza del superpoliziotto, Capodicasa ha candidamente ammesso,come se fossero cosa normale, quegli incontri avuti con cotanta personalità, per sostenere le “battaglie”, illegali e delittuose, poste in essere dallo Scifo.

Ma questa è solo una battuta, caro Migliavacca, perché ad esempio rimane nella mente e nei cuori di tutti noi la foto dell’ex senatore Vittorio Gambino chiamato a presiedere un congresso provinciale malgrado la condanna a un anno di galera per reati elettorali in danno al Partito Democratico.

E vale anche la pena di aggiungere, semplicemente, che il servile segretario Pistone – quello che non apre il tesseramento – è stato “bollato” dalla stessa sentenza che condanna Gambino quale testimone ampiamente reticente e mendace, che commetteva quei reati di falsa testimonianza per “dare una mano” ai responsabili di quei gravissimi imbrogli, sanzionati con le condanne dal Tribunale.

Caro Migliavacca, i fatti che ho appena elencato sarebbero sufficienti per pervenire con immediatezza al commissariamento del Partito. Io chiedo molto di meno: semplicemente che si apra il tesseramento e che si ripristinino regole minimali di democrazia.

Ti ricordo che per me si tratta semplicemente del rinnovo della tessera, in quanto nel 2010 mi sono tesserato presso il Circolo di Lampedusa (con il quale ho una intensa collaborazione politica e professionale) e la mia tessera è stata approvata da tutti gli organi di Partito. Sono, pertanto, regolarmente inserito nell’Anagrafe degli Iscritti.

La scelta di tesserarmi a Lampedusa, l’anno scorso, fu un atto di amore verso il Partito, visto che surrettiziamente ad Agrigento dichiaravano che, ad aprile 2010, le tessere non erano ancora pervenute e, in effetti, il tesseramento si aprì incredibilmente solo a ottobre.
Attendo un Tuo riscontro".