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Ventennio fascista, Ovra: ecco gli attori e le attrici sorvegliate. Anche Pirandello spiato

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Il ventennio fascista fu’ sicuramente un periodo in cui la cinematografia era considerata un importante mezzo di espressione della nostra cultura. Lo stesso Mussolini all’inaugurazione di Cinecittà a Roma il 28 aprile 1937, definito uno dei piu’ grandi centri cinematografici, disse “il cinema è l’arma piu’ forte” (anche donna Rachele la pensava così).

Di quella frase il Duce non  fini’ mai di pentirsi. Frank Capra disse che a confronto gli stabilimenti americani della Columbia  erano ben  poca cosa. Negli anni del regime Mussolini si vide circondato da cinematografari questuanti, da registi e attricette. A ognuno  di loro dedicò un po’ del suo tempo prendendo in visione progetti, senza futuro.

Scivolarono nelle reti  della polizia politica molti artisti, i registi Goffredo Alessandrini e Alessandro Blasetti, il commediografo Roberto Bracco, i fratelli De Filippo che secondo un confidente della polizia riportò che non solo i due parlavano male del fascismo ma si divertivano a sbertucciarlo (dicevano: "l’oro offerto alla patria? Falso.Fede speranza e carità? la fede l’abbiamo data, la speranza l’abbiamo perduta, la carità la chiederemo tutti"), Paola Borboni, Erminio Macario (un confidente diceva che Macario avrebbe dato dell’asino a Ciano e voci  di popolo riferivano che  fosse stato fucilato come spia e traditore del fascismo), Alida Valli (si diceva praticasse lo spionaggio), Aldo Fabrizi che fu’ salvato dalla Questura che replico’ che tutto sommato le barzellette raccontate in teatro dall’attore romano non potevano essere disfattiste o critiche nei confronti del regime, Cesare Zavattini andava raccontando che il Ministero della  cultura era in mano  a dei cretini, Anna Magnani presa di mira perché raccontava che Isa Pola  flirtava con il capo della polizia, Massimo Girotti e Marcello Gatti furono mandati  per cinque anni in esilio per aver oltraggiato una fotografia di  Mussolini.

Ma non furono i soli ad essere spiati. Gli informatori imperterriti continuarono a spiare a verbalizzare e a riferire che  c’erano anche sceneggiatori, aiuto registi e attori. Luigi Pirandello  che  chiese  che  a dirigere una sua pellicola fosse un regista straniero:  tanto bastò a far scattare un’indagine  nei  suoi  confronti  e  fu  un  sorvegliato  speciale (nel 1934 donò la sua medaglia del premio Nobel per ” l’oro per la Patria”), Mario Soldati , assistente  di un regista  della Cines, ritenuta un covo di antifascisti, fù  sorpreso  piu’ di una volta a criticare il regime  e  ritenuto capace di  mettere a  segno  un attentato  e  ancor  peggio   amico  di un   antifascista (Giulio Einaudi ), forse a  salvarlo fù l’amicizia  con Vittorio  Mussolini, il figlio del Duce.

Elsa  Merlini fu costantemente  pedinata  per contestarle  l’uso del  caffè, merce  preziosissima  in quei   tempi, le si rimproverò anche di aver sfamato il suo cane con un pollo arrosto, nel ristorante Cinecittà.  Manlio Calindri, attore e fratello del più noto Ernesto, il 25 dicembre  un sicofante riferiva  che: “da molto tempo sorveglio  Calindri e i fratelli De Filippo che ritengo sovversivi e antifascisti “, Mario  Soldati  chiamato  “il sovversivo”.

Quando la guerra finì saltarono fuori le liste degli spioni, gli informatori comparivano con il nome in codice e il loro vero nome. In pochi ammisero di aver esercitato la delazione per  spirito di servizio nei confronti dell’ideologia fascista o per la patria. La maggior parte si difese dicendo che la loro opera era stata ben poca cosa rispetto alle gravi colpe del regime e che si erano  lasciati coinvolgere per spillare soldi all’Ovra, in una sorta di sacrificio che aveva come scopo la bancarotta del regime! Emma Grammatica alla notizia della caduta di Mussolini (il testone) venne  presa in spalle dai “  ragazzi” che la proclamarono “la vera regina d’Italia”, Paola  Borboni chiamata affettuosamente “bon bon” accorse in pigiama e venne portata in trionfo da un mare  di gente.

Margherita Arancio

“Sono apolitico: mi sento soltanto un uomo sulla terra. E, come tale, molto semplice e parco;se vuole potrei  aggiungere  casto….”  (Luigi Pirandello)