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Dossier Ospedale Psichiatrico, ripercorriamo quegli anni bui della storia agrigentina. Seconda parte

Il 18 gennaio 1997 è il giorno della requisitoria del processo sul manicomio. Il pm Giuseppe Bianco doveva pronunciarla quel giorno in tribunale nel primo dei due processi per lo scandalo dell'ospedale psichiatrico esploso nel 1983 con la denuncia di ricoverati "tenuti come animali, nudi, luridi, mal nutriti, lavati con getti d'acqua gelida".

Imputati erano il direttore sanitario Angelo Mongiovì e il suo predecessore Gerlando Taibi. Nel processo parallelo erano a giudizio l'ex presidente del comitato di gestione della Usl Giosuè Salamone e il medico Pietro La Russa. Le accuse nei due dibattimenti erano di omicidio colposo plurimo e abbandono d'incapace. L'udienza fu trasmessa in diretta da Radio Radicale. Quel giorno arrivò ad Agrigento anche il sottosegretario alla Giustizia Franco Corleone, che denunciò il caso in Parlamento insieme con Domenico Modugno.  Ecco come il giornalista Gad Lerner raccontò quei giorni dell'attesa.

18 gennaio 1997.  La Spoon River ai folli di Gad Lerner

"Avvicinandosi, a quasi nove anni dall'apertura dell'inchiesta giudiziaria, il momento della prima sentenza sulle disumane condizioni in cui furono costretti a vivere i ricoverati nel manicomio di Agrigento, nell'attesa infine che giustizia si compia, sfoglio e risfoglio delle fotocopie che non mi lasciano in pace.

Sono fotocopie mal stampate di quelle che riproducono prò forma atti pubblici nella certezza - da parte di chi ha materialmente eseguito il lavoro di cancelleria - della loro assoluta inutilità. Chi mai dovrebbero interessare, in effetti, le cartelle cliniche vecchie di decenni e ormai ammuffite di 37 malati di mente o presunti tali deceduti tra quelle mura affacciate sulla valle dei Templi, come centinaia di altri prima e dopo di loro? E' accaduto invece che tre periti, il professor Leopoldo Basile e il dottor Giorgio Zaccaria nominati dal tribunale, e il professor Luigi Cancrini voluto dal pubblico ministero, abbiano riletto quelle pagine destinate a marcire in archivio.

Ciò allo scopo di verificare - ammesso che sia possibile - l'esistenza o no di un nesso causale diretto tra i decessi prematuri e l'incuria di cui furono oggetto in vita quei poveretti. Non mi soffermerò sul merito della perizia rispetto al quale assoluta è la mia incompetenza, se non per segnalare la perentoria fermezza con cui il professor Cancrini ha scritto quanto segue: «Affermo ancora una volta che Munì Carmelo, La Licata Giuseppe, Francario Carmela, Galeano Salvatore, Capodici Gioacchino, Calabrese Vincenzo, Gambacorta Antonino, Tumminiello Domenico, Sacco Giuseppe, Carubia Gaetana, Graci Concetta, Canicattì Pietro, Spitali Giuseppe, Dainotto Agata, Galiani Giovanni e Roseto Valentina sono persone vittime di un vero e proprio omicidio».

E ancora: «Sono sedici persone morte di tubercolosi che si sono ammalate perché erano costrette a vivere in padiglioni senza riscaldamento e senza vetri; nude, spesso; immerse negli escrementi, spesso». Quand'anche Cancrini avesse torto, le cartelle cliniche dissepolte ad Agrigento meriterebbero la pubblicazione come documento in proprio, sicilianissima testimonianza di prosa psichiatrica e di vite spezzate nell infelicità. Espressione verista degna del Verga più tenebroso. Dolorosa Spoon River involontaria di un'Italia che pare ottocentesca ma ci è invece terribilmente contemporanea. Chiedo scusa dunque se riporterò dettagli sgradevoli, ma solo così ci è dato di ricordare quei dimenticati.

Gad Lerner.

Di seguito l'estratto di alcune cartelle cliniche dei ricoverati del manicomio agrigentino che Lerner pubblicò insieme ad un fatto riguardante un parto avvenuto all'interno della struttura. Un bambino che non fu mai ritrovato.


«Cuschera Luigi. Nato ad Aragona nel 1901, primo ricovero 30.3.1935... vuole morire per non vivere in mezzo ai guai. Di umore variabile: alle volte allegro, spensierato, fatuo... altre volte depresso, scontroso. Durante una visita fattagli dalla famiglia inizia a insultare tutti... 18.12.1936 Ha tentato l'evasione... 5.5.1944 Scabbioso, si trasferisce alla II sezione... 16.3.1963 Non è stato possibile controllo radiografico per netto rifiuto dell'ammalato... 1.2.1980 Lucido, calmo coerente. Non necessita di trattamento sanitario in degenza ospedaliera. Dimissibile». A tale conclusione si giunge dopo 45 anni di internamento pressoché ininterrotto.

«Montana Mariano. Nato a Campobello di Licata nel 1919. Tranquillo, ordinato, lucido. Dice che è guidato da forze elettriche... 30.8.1958 Inizia elettroshock... 9.11.1959 Mediocri condizioni fisiche... 12.8.1970 Viene riferito che il paziente ha sputato sangue. 15.6.1977 Ha perduto ogni pericolosità, si può dichiarare in atto la sua guarigione sociale... 15.7.1977 Trasformazione del ricovero da coatto in volontario... 2.8.1977 II paziente si mantiene del tutto inattivo». Manca la registrazione di qualsiasi successiva notizia clinica salvo che la data del decesso, «pare avvenuto presso lo stesso ospedale psichiatrico il 7.1.1984».

«Galiano Salvatore, nato a Ravanusa nel 1911». Nel 1951 «presenta grosso foruncolo alla gamba destra. Si cura con penicillina». Nel 1953 «si nota recrudescenza sulla piaga torbida della gamba destra residuata all'ascesso. Si medica a piatto». «9.5.1953 Si tenta la dimissione... ma nessuno vuole firmare... il paziente dopo varie peregrinazioni è rientrato nel pomeriggio. 13.3.1959 Si mantiene a letto per mancanza di vestiario. Condizioni fisiche e mentali invariate. 22.8.1961 Deperito. Si richiede radiografia del torace. 10.3.1963 Si ritiene che il paziente in atto non sia infettivo. 10.10.1963 Piaga torbida alla gamba destra. Cura (illeggibile) più riposo a letto... 15.3.1984 Viene riferito che ieri nello sputo vi erano tracce di sangue. 9.9.1984 Deceduto questa notte alle ore 4.00 per collasso cardiocircolatorio».

«Alù Vincenza, nata a Naro nel 1922». Diagnosi d'ingresso nel 1948 «sindrome... (illeggibile). Nei primi giorni si è mostrata agitatissima, vociferante, impulsiva ma lucida... in seguito alla cura eseguita (elettroconvulsivante) si integrò completamente nelle funzioni psichiche, comportandosi in modo normale... 14.12.1948 Afferra qualche oggetto e lo scaglia contro chiunque, tenta di buttarsi dal balcone e di malmenare le persone... gira, si lacera e ultimamente ha ferito il marito alla testa... 28.2.1955 Assicurata con le fasce al letto. 11.9.1955 Eccitatissima, turpiloquia. 1.8.1956 Tuttora assicurata al letto perché permane agitata... Buone condizioni fisiche. 6.6.1965 In atto calma e lucida, ieri, eludendo la sorveglianza si è buttata nella vasca per farsi il bagno, forse era sudata e la sera stessa ha accusato violenta... (illeggibile). Si praticano iniezioni. 13.12.1970 Presenta segni di avitaminosi con gengive arrossate e sanguinanti. 29.5.1973 La gengivite è grave quindi è incurabile. Si consigliano sciacqui con Iodosan». Alla cartella è allegato un certificato di morte datato 6.12.1995 attestante il decesso di Alù Vincenza in data 10.1.1984; non è riportata la causa del decesso.

Interrompo qui la penosa e ancor lunga elencazione, ma non prima di aver riferito della misteriosa vita fotocopiata di Caruana Gaetana e Graci Concetta, oggetto di una deposizione del professor Cancrini davanti al tribunale. Il 17 dicembre 1950 nasce un bambino in ospedale, leggermente cianotico, un puerperio normale. Dopo di che si verifica la completa scomparsa di questo bambino, non si ha più notizia di lui. La madre non uscirà mai più dal manicomio e anche la sua morte verrà annoverata tra quelle sospette, ciò che ha consentito dì scoprire una singolarissima circostanza.

Da quel 17 dicembre 1950 in cui il bimbo vide la luce, le cartelle cliniche di Caruana Gaetana e Graci Concetta - entrambe indicate come madri del medesimo - sono perfettamente identiche fino alla morte delle due pazienti che avviene nel 1981, benché diverse siano le calligrafie nonché la disposizione delle righe.

Leggiamo dunque il calvario che fonde la Caruana nata a Porto Empedocle nel 1926 e la Graci nata a Castrofilippo nel 1914 in una sofferenza sola, privando una di queste donne dello stesso elementare diritto all'individualità. «20.12.1950 Puerperio normale. 14.1.1951 Impulsiva e aggressiva si trasferisce alla V sezione. 20.3.1957 Piuttosto grassa... (illeggibile), sudicia. 18.8.1957 Floride condizioni fisiche, spesso agitata, preferisce star nuda. 14.6.1963 Allucinata, insonne, sudicia, aggressiva, vorace. Buone condizioni fisiche. 6.11.1964 Si onna addosso, vorace grassa e inoperosa... 24.7.1969 Si sono somministrate 224 compresse di Vesprin, termine cura. 12.10.1970... essendo risultata positiva la intradermo-reazione alla tubercolina... 31.1.1979 Tranquilla, sconclusionata, condizioni fisiche buone. Non necessita ulteriori cure in ambiente ospedaliero. 28.2.1981 Tosse stizzosa, catarro bronchiale. Broncovanil. 4.3.1981 Presenta stato tossico... (illeggibile). Alle 22,15 dal medico di guardia è stata trovata dispnoica e cianotica. Prescritto Urbaison 1 fiala, Neutraiìllina 1 fiala. Non notato alcun miglioramento è stata mviata all'Ospedale Civile. E' stata data comunicazione che alle ore 1 del 5.3 è deceduta».

Per trentuno anni Gaetana Caruana e Concetta Graci sono state una persona sola. Probabilmente non sapremo mai quale dello due sia stata a morire così.

Gad Lerner

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LE IMMAGINI DELL'OSPEDALE PSICHIATRICO DI AGRIGENTO PRESENTI IN QUESTO DOSSIER SONO STATE GENTILMENTE CONCESSE DAL FOTOGRAFO LILLO RIZZO (CLICCA QUI PER I LINK AI SITI DEL FOTOGRAFOLINK 1 - LINK 2 Le immagini sono coperte da Copyright.