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La difesa di Petrotto arriva da Facebook: "la menzogna mi ha ucciso"

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"Non vi sorge il dubbio, e questo lo sa chi conosce le mie storie, intrecciate con quella di Orlando e Di Pietro, che sul fatto degli attentati, fatti a me, in numero di almeno 10 ed agli assessori delle mie giunte passate, nonché ai consiglieri comunali, si sia esagerato un po’ troppo, sostenendo che me li facevo io!". Così commenta il sindaco di Racalmuto Salvatore Petrotto la grave accusa lanciata dal pentito Di Gati che ha tirato in ballo il primo cittadino del paese di Leonardo Sciascia. Secondo Di Gati, Petrotto avrebbe favorito "cosa nostra" e avrebbe anche inscenato attentati alla sua persona.

L'anno scorso lo stesso Petrotto ammise di aver fatto in passato uso di sostanze stupefacenti. Nel 2009, nell'ambito di un'altra operazione antidroga venne arrestato il suo assessore ai Lavori pubblici. E' stato accusato, sempre nel 2010, di concussione: avrebbe chiesto denaro all'amministratore delegato della società idrica Girgenti Acque. A difesa del sindaco, l'avvocato Ignazio Valenza: "Fra il 1996 e il 1997, Petrotto ha affidato 1.200 lavori. Solo due di questi sono stati affidati a società del boss. Mi pare che si tratti di un favoreggiamento un pò blando".

Di seguito ecco come Petrotto continua la sua difesa affidata ad una nota pubblicata sul suo profilo Facebook: "Anche così si delegittimano, si denigrano, si puniscono le persone che hanno combattuto in tutte le sedi, penali e civili, contro la mafia! Una automobile, la stessa, bruciata due volte sotto casa, la casa di mio suocero bruciata all'indomani della mia prima elezione a sindaco, proiettili, il mio ufficio di sindaco cosparso di feci! E tutto questo e tanto altro ancora, ai miei danni ed ai danni di assessori e consiglieri comunali è stata una messa in scena!

Questo è troppo, le persone non si possono uccidere due volte:Prima col terrore provocato dagli attentati e poi delegittimandole! La prego, la supplico, rifletta su questo, se lo faccia riferire da Orlando o da Di Pietro che mi conoscono bene. Posso essere stravagante od altro ancora, ma che mi faccio gli attentati poi... Sono profondamente amareggiato, distrutto da queste considerazioni, non le Sue, per carità, ma quelle di chi l'ha sparata grossa, così come e quando, questo signore sparava davvero, uccidendo, per sua stessa ammissione, esseri umani.

Adesso mi ha ucciso ancora una volta, dopo che mi sono costituito, nel 2007, mentre si stava pentendo parte civile contro di lui, vincendo pure la causa che dà diritto al risarcimento e,  da sempre,  ho ingaggiato una frontale battaglia, in tutte le sedi, proprio contro di lui"!