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"Il Tiaso di Saffo e l'isola di Lesbo" di Margherita Arancio

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Lesbo è la terza isola Greca per grandezza con un mare blu’ profondo, famosa e caratteristica per la foresta pietrificata (di venti milioni di anni fa) dichiarata nel Febbraio  del  2004 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, di natura vulcanica  ha molte  sorgenti  termali  con acqua a temperature  elevatissime.

Vicino il piccolo villaggio di Polichnitos si trova una sorgente naturale dove si possono  vedere  i ribollii  di  acqua, bollente e forti  vapori, l’atmosfera che circonda la zona dà  l’impressione di  essere alle porte  dell’inferno. Un’isola con una vegetazione lussureggiante piena di limoni, aranceti  e innumerevoli alberi di lentischio (Pistacia lentiscus un albero sempre verde dall’intenso profumo aromatico, il decotto è usato per prevenire l’invecchiamento della pelle (rendendola sana e profumata) da cui i  Greci ricavavano  un olio che ha proprietà cicatrizzanti, usato  come  unguento per le ferite e con i rametti piu’ teneri  facevano  deodoranti e  antisudoriferi  per la  sudorazione  eccessiva  dei piedi, mettendoli   direttamente  fra le dita o  dentro  le scarpe.

Usato  anche  in sostituzione dell’olio di oliva per friggere  dando  cosi’  alle pietanze un aroma  particolare (usato ancora oggi in Sardegna). Lesbo ha dato i natali a Saffo (figlia di Scamandronimo e di Cleis) nel  villaggio  di Ereso  nel 650 A.C.;  rimase orfana di padre quand’era ancora bambina, sposò un ricco possidente di nome Cercila da cui ebbe una  figlia, Cleis.

Saffo è la prima poetessa della letteratura, un  mito  senza  tempo che  continua  a  vivere  per la sua straordinaria poesia, limpida e intensa. La  poetessa “immortale” raffinata  ed  elegante  vede l’amore come  una  forza  invincibile e dice: ”dolce amara invincibile serpe che ti scuote ed è impossibile resistere”.

Saffo  istitui’ a Lesbo il ”Tiaso”  un  associazione  culturale  sacra ad Afrodite  e alle Muse, di  cui si dichiarava “Ministra“.  La scuola rappresentava un ambiente  di raffinata  eleganza  dove le ragazze, provenienti  dalle migliori famiglie greche, anche dalla stessa Lesbo, ma anche da Salamina (la dolce Eunica),  da Mileto  (l’incantevole Anattoria) ,da Colofone  (la bellissima Gongila), si  impegnavano  a suonare  la lira, a vestire con  gusto,  a  essere  desiderabili  e seducenti  e partecipavano alle gare di bellezza, abbandonavano  la scuola quando  prendevano  marito.

Il Tiaso era come un microcosmo autosufficiente  basato nella visione  della bellezza del corpo e dell’anima. Le ragazze  della scuola erano invitate  sempre nelle  feste nuziali  dove cantavano  gli “ Imenei “ (da Imeneo figlio di Bacco e Afrodite) poemi  nuziali  e in processione andavano verso la casa dello sposo e della sposa  elogiandoli con auguri di felicità.

Saffo in questa comunità insegnava la religione di Afrodite,  i sentimenti  e l’eros omosessuale che a quei  tempi era  frequente e  normale nella  società Greca. La fama che circondava Saffo non era  dovuta solo per le sue poesie ma  anche  per le  innumerevoli relazioni amorose che intratteneva con le giovani allieve.

La famiglia di Saffo fu coinvolta in disordini e dissapori politici e per un certo periodo (forse dieci anni) furono costretti ad abbandonare la loro  Isola e  vennero in Sicilia a Siracusa. Dopo il  590 A.C. Saffo  potè   ritornare   a Mitilene ( capoluogo di Lesbo) dove visse fino alla morte.  Morì   giovane, forse intorno ai trent’ anni,  la leggenda   racconta  che si buttò  da uno  scoglio sull’ isola di Lefkada perché si era innamorata di Faone  che  la rifiutò.

La famosa  biblioteca  di Alessandria (Egitto) possedeva  nove  libri di Saffo,  ma oggi purtroppo della raccolta letteraria rimangono pochi frammenti  incomprensibili. Molti poeti parlano di lei:Anacreonte (vissuto dopo Saffo, era un insegnante che esaltava la vita e odiava la violenza) dice  che la poetessa nutrisse per le fanciulle un amore particolare (omosessuale), tale credenza è sostenuta dai frammenti di poesie che parlano dell’amore  rivolto alle ragazze; Solone, un legislatore Ateniese, contemporaneo di Saffo. Si dice oggi "Solone" ad un uomo giusto e saggio, egli  scrive che dopo aver letto le poesie della poetessa, desiderava due cose : impararle a memoria e morire;  Strabone  (uno scrittore ) la defini’ un essere meraviglioso; Boccaccio  dice di   lei  che in mezzo a uomini  rudi  e  ignoranti, Saffo  spicca per il suo coraggio e la sua audacia che la resero compagna delle Muse e  immortale.

Il nostro Carducci imito’ la metrica  nella poesia  a Lidia ( nome poetico era in verità Carolina Cristofori) la donna che amava. Nel corso dei secoli la nomea di  Saffo  divento’  un  icona dell’amore gay, Lesbico e Saffico oggi sono parole utilizzate per indicare l’amore  fra due  donne. Saffo  diceva :  “amerò  finchè in me ci sarà un respiro"

Margherita Arancio

Vieni ancora a liberarmi, ti prego ,da angosciose cure, l ‘anelante cuor fà che  adempia ogni voto; sii, tu stessa, mia alleata. ( Saffo VI sec.a.c.)