Lettera aperta di Giuseppe Arnone indirizzata all'ingegnere Calogero Morreale, licenziato dal sindaco Zambuto. Ecco il testo della lettera preceduto da un incipit di Arnone.
"Ingegnere, il delirante provvedimento di licenziamento è frutto di un grave stress del Sindaco. Ritengo che verrà ritirato, altrimenti ognuno di noi, inclusa la Procura della Repubblica, dovrà trarne le dovute valutazioni. Lei, Ingegnere, ha rappresentato una ventata di “aria pulita” all’interno di un contesto in putrefazione per logiche tangentizie.
E, da futuro Sindaco di Agrigento, Le preannunzio sin d’ora il mio pieno sostegno con la determinazione e l’energia che l’intera Sicilia mi riconosce da oltre vent’anni. Ed è ormai il caso che la Procura della Repubblica acceleri i tempi per la definizione delle inchieste e gli inevitabili provvedimenti cautelari: la gente perbene deve dirigere l’Urbanistica, i delinquenti, i tangentisti e i loro complici devono stare in galera."
Illustre Ingegnere,
mi preme preliminarmente ricordare che noi ci siamo conosciuti soltanto in occasione della Sua assunzione al Comune. E pertanto, tra di noi, vi sono solo rapporti istituzionali.
Andando al dunque, Le invio la presente vestendo, in proiezione, il ruolo che da tempo e continuamente molti cittadini mi chiedono di assumere, quello di prossimo Sindaco di Agrigento, che per il decennio 2012 – 2022 lavorerà per il riscatto di questa Città.
E, nella qualità di futuro Sindaco, Le chiedo con forza e convintamente di impugnare il delirante provvedimento con il quale Ella è stato licenziato. Anzi, Le metto già a disposizione il mio studio professionale e i miei rapporti con i migliori legali di Sicilia in questa materia, per affrontare nel modo più celere ed efficace l’intera problematica.
Se lo ritiene, ad horas, posso contattare uno dei più prestigiosi studi amministrativisti d’Italia, quello del prof. Gaetano Armao, che è assessore in carica al Bilancio del Governo Regionale, per avere anche il suo supporto.
Da legale, ritengo che nell’arco di pochi giorni gli organi giurisdizionali La rimetteranno in servizio. Da politico Le dico che il primo gesto che intendo compiere da nuovo Sindaco sarà quello di valorizzare la Sua correttezza, la Sua dedizione al dovere, la Sua professionalità.
E le anticipo ancora che già domani invierò una calorosa ed amichevole lettera al Sindaco Zambuto, per chiedergli di tornare immediatamente sui suoi passi: vi sono scelte, nelle ultime settimane, che sono chiaramente frutto di una sofferenza e di uno stress che il Sindaco sta vivendo e che potranno essere superate se il Sindaco, com’è giusto, com’è umano, anticiperà un buon periodo di riposo.
Perché, se così non fosse, occorre sollecitare, e non mancherò di farlo, la Procura della Repubblica ad emettere i ventilati mandati di cattura, ampiamente anticipati da alcuni giornali locali che hanno addirittura riportato intercettazioni in possesso all’Autorità Giudiziaria in ordine alle prassi tangentizie, costantemente in vigore all’Ufficio Urbanistica prima del Suo insediamento, cioè all’epoca della spregevole direzione dell’Ufficio da parte del suo predecessore. Credo che l’Autorità Giudiziaria abbia preso atto del venire meno dell’urgenza nel mettere in galera i tangentisti, venir meno dell’urgenza connesso al netto rinnovamento operato con la Sua nomina a dirigente del Settore.
Ma se il rinnovamento viene meno, e se qualcuno pensa di ripristinare la situazione pregressa, per giunta con Di Francesco dirigente e Vitellaro vice dirigente, allora l’Autorità Giudiziaria deve accelerare, perché il contesto che si viene a creare è semplicemente esplosivo in ordine alle esigenze di legalità e rispetto delle regole da parte dell’intera Città.
Vi è un momento in cui la vita ci chiede di mostrare la pasta di cui siamo fatti, le qualità “virili” (nell’accezione latina) di cui disponiamo.
Lei, Ingegnere, deve dimostrare le Sue qualità, impugnando immediatamente questo assurdo provvedimento.
Il Sindaco deve dimostrare le proprie qualità “virili” avendo la capacità di ritornare indietro rispetto ad atti sbagliati, gravemente sbagliati, atti che lo rendono politicamente complice del precedente sistema truffaldino e tangentizio che la Sua presenza, ing. Morreale, stava cancellando.
L’assessore Campagna, assessore all’Urbanistica, deve avere il coraggio del proprio ruolo e delle proprie azioni, mettendo sul tavolo, immediatamente, la propria lettera di dimissioni da assessore, per non avallare un simile contesto.
Caro Ingegnere, io sono testimone delle ribalderie, del quadro di illegalità, di favori per milioni di euro che si “concedevano” all’Ufficio Urbanistica prima del Suo insediamento. E, per converso, sono testimone – avendo collaborato con Lei per garantire i diritti dei cittadini – delle pratiche “perse”, pretermesse, non trattate dall’accoppiata Di Francesco – Zicari, nei confronti di cittadini senza “santi in paradiso” o che non stavano “simpatici” o che non facevano nulla per diventarlo.
Già nella giornata di domani, invierò una mia lettera al Sindaco – regolarmente protocollata – ove gli chiederò formalmente la revoca di questo provvedimento che, ripeto, è frutto soltanto di quel grave stress, di quella sofferenza psicologica, che ha fatto sì che da un anno, ad esempio, il sindaco annuncia “rimpasti” e nuove alleanze, fissa date ultimative per procedervi, per poi operare con logiche di continuo rinvio.
O, ancora, solo lo stress può motivare assurde decisioni che spettano eventualmente solo ai tecnici e mai ai politici, con le quali manifestare intendimenti di demolire immobili di interesse storico in contrasto con ragionevoli e ben ponderati provvedimenti della Soprintendenza".



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