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Inquinamento San Leone, le domande al sindaco Zambuto di Ausilia Eccelso

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"Non che ci fossimo fatti delle illusioni sulle rassicurazioni che l’altro anno (e quello passato e quello passato ancora) ci erano state date dal Sindaco (e non solo), ma vedere la stessa, identica macchia nera nel bel mare di S. Leone anche quest’anno sinceramente non ce lo aspettavamo". Questo il commento di Ausilia Eccelso, dirigente dell'Italia dei Valori sull'inquinamento del mare di San Leone.
Da giorni, segnalazioni continue di cittadini, che – fortunatamente - ogni giorno vediamo sempre più protagonisti della vita civile di questa città, sottopongono alla pubblica attenzione ed in particolare all’attenzione delle autorità presenza di liquami e di schiume non meglio identificate.

L’ultima segnalazione purtroppo riguarda una macchia nera che viene a galla proprio davanti il lido di S.Leone. Il “purtroppo” è duplicemente d’obbligo perché, non solo tutto ciò in un Paese civile e che voglia dirsi ad aspirazione (visto che di questo ancora si parla) turistica non dovrebbe esistere, ma anche e soprattutto perché questa macchia, “sembra” identica a quella che lo scorso anno venne filmata nello stesso mare.

Ora, che passino gli anni, e non si sistemi un palo della luce è una cosa, ma che ogni anno si ripresenti lo stesso problema dei pennelli a mare questo è inconcepibile davanti ad un lido che dovrebbe essere meta di turisti per non parlare della tutela della salute dei cittadini che si avventurano tra quelle onde.

Comprendiamo bene che un’azienda privata debba massimizzare i profitti, minimizzando le uscite (ecco perchè abbiamo portato la gente a votare Si ai referendum), motivo per cui ancor oggi gli agrigentini vengono presi in giro con la storia dei pennelli a mare e dei continui lavori che l’azienda compie. Comprendiamo anche come un sindaco - che consegnò all’epoca il suo 48% a “Girgenti Acque” abbastanza facilmente invece di lottare come fecero altri sindaci che si opposero alla consegna delle condotte - si trovi in una situazione piuttosto scomoda per fare la voce grossa con chi di dovere… ma a tutto c’è un limite.

Per cui vorremmo rivolgere una serie di domande al Signor Sindaco.

Vorremmo ad esempio che il Signor Sindaco spiegasse che trattamenti vengono attuati da “Girgenti Acque” alle acque fognarie che vengono inviate a mare tramite pennelli ed in particolare affinché questi non provochino inquinamento.
Che fine fanno gli eventuali materiali asportati, e come vengono trattati?

E’ a conoscenza il nostro Sindaco del fatto che la legge italiana vieta lo scarico in mare, sia a pochi metri, ma anche a chilometri, di acque non depurate? (Direttiva 91/271/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1991, concernente il trattamento delle acque reflue urbane Gazzetta ufficiale n. L 135 del 30/05/1991).

E’ a conoscenza, che laddove non esiste depurazione non deve essere pagato nessun balzello per la depurazione? (Con sentenza n° 335/2008, pubblicata in data 10/10/2008 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità delle norme di legge che prevedono l’obbligo degli utenti del servizio idrico di pagare i canoni di depurazione anche in assenza del servizio di depurazione delle acque, ed ha stabilito che i canoni di depurazione debbano essere pagati dagli utenti del servizio idrico solo come corrispettivo dell’effettiva esistenza del servizio di depurazione).

E’ altresì vero che in base all’Art. 8 Sexies della legge 27/02/2009, nascosto in “DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SERVIZIO IDRICO INTEGRATO” si legge: “La prestazione del gestore, inizia con l’avvio delle attività di progettazione, conseguentemente, anche gli utenti considerati dalla sentenza (335/2008) sono tenuti a pagare la quota di depurazione. A partire dal momento dell’avvio delle procedure di affidamento delle progettazioni o di completamento delle opere necessarie alla attivazione del servizio di depurazione, purché alla stessa si proceda nel rispetto dei tempi programmati”.

Come si può evincere, ciò non è contemplato in alcune zone, come il lato sud di Agrigento, e basterebbe andare nel mare di S. Leone per accorgersi di ciò.

Ma non occorre andare lontano per capire che qualcosa non funziona ad Agrigento, basti dire che a Sciacca il servizio viene pagato in funzione dell’effettiva depurazione delle acque. La richiesta è partita dallo stesso Comune che ha indicato a “Girgenti Acque” le località non servite dal depuratore non permettendo il pagamento della depurazione in quanto non dovuta.

Il Comune di Agrigento ha intenzione di salvaguardare gli interessi dei cittadini in tal senso richiedendo la stessa cosa come già fatto dal Comune di Sciacca?

Ed inoltre il Signor Sindaco è in grado di rispondere chiaramente ed una volta per tutte se, e quando, verranno fatti i lavori per rendere il mare di San Leone di nuovo balneabile senza avere il timore di finire in ospedale?"